Nel cuore trafitto della Settimana Santa (Venerdรฌ), quando il cielo sembra farsi silenzio e la terra trattiene il respiro, una parola attraversa i secoli e raggiunge ogni coscienza: Sitio. Ho sete.
Non รจ soltanto il grido di un corpo martoriato, prosciugato dal dolore; รจ il grido dellโAmore stesso che, giunto allโestremo, si rivela nella sua nuditร piรน vera.Cristo ha sete.
Ha sete dellโuomo.
Ha sete di ciascuno di noi.
Quella sete non รจ semplicemente biologica: รจ la sete di Dio che mendica il cuore della sua creatura.
ร la sete di un Amore rifiutato, tradito, dimenticato, eppure ostinatamente offerto fino alla fine. Sul legno della croce, Gesรน non chiede acqua per sรฉ, ma chiede lโuomo per Dio.
E mentre il Crocifisso pronuncia Sitio, il mondo contemporaneo rivela, forse piรน che mai, la sua sete.
Una sete drammatica e contraddittoria.
Viviamo in un tempo segnato da guerre che dilaniano popoli, da tensioni geopolitiche che generano paura, da economie che spesso dissetano pochi e lasciano assetati molti. Intere nazioni gridano per lโacqua, per il pane, per la pace.
Ma vi รจ una sete ancora piรน profonda, piรน silenziosa e piรน radicale: la sete di senso.
Lโuomo di oggi, pur immerso in una sovrabbondanza di mezzi, รจ interiormente arido.
Ha accesso a tutto, ma non possiede piรน sรฉ stesso.
Comunica con il mondo, ma fatica a dialogare con il proprio cuore.
ร una sete che si maschera dietro il consumo, il potere, il piacere, ma che nessuna di queste acque riesce a placare. Sono acque salate: piรน si bevono, piรน aumenta la sete.
E allora il grido di Cristo sulla croce diventa specchio del grido dellโumanitร :
Dio ha sete dellโuomoโฆ
ma anche lโuomo ha sete di Dio, spesso senza saperlo.
Qui si apre il dramma e, insieme, la speranza.
Perchรฉ alla sete di Cristo, lโuomo risponde spesso con lโaceto: con lโindifferenza, con la chiusura, con la violenza, con lโoblio del sacro.
Ma Dio, anche di fronte allโaceto, non smette di amare.
Dal costato trafitto del Crocifisso sgorga unโacqua diversa.
Non lโacqua che il mondo offre, ma lโacqua viva.
ร lโacqua dello Spirito, che rigenera.
ร lโacqua del perdono, che purifica.
ร lโacqua della misericordia, che restituisce dignitร .
Quellโacqua scende nella terra arida dellโuomo per renderla di nuovo feconda.
Non elimina la storia, ma la trasfigura.
Non cancella il dolore, ma lo redime.
In questa Settimana Santa, la parola Sitio scava solchi profondi nel cuore dellโuomo smarrito.
ร una parola che inquieta, perchรฉ smaschera le nostre false sorgenti.
ร una parola che consola, perchรฉ rivela che Dio non รจ indifferente alla nostra sete.
Cristo ha sete di te.
Ha sete della tua fede, anche fragile.
Ha sete del tuo amore, anche imperfetto.
E tu, uomo del nostro tempo, di quale acqua vivi?
A quali sorgenti ti abbeveri?
Quale sete porti dentro senza riuscire a nominarla?
Forse la risposta non รจ lontana.
ร lรฌ, sotto la croce.
Da quel costato aperto continua a sgorgare lโunica acqua capace di dissetare davvero:
lโacqua dellโAmore che non si arrende,
lโacqua della Grazia che ricrea,
lโacqua della Vita che vince la morte.
E allora, nel silenzio sacro di questi giorni, lasciamo che quella parola ci raggiunga: Sitio.
Perchรฉ solo chi riconosce la propria sete
puรฒ finalmente incontrare la sorgente.
Don Gaetano Maria Saccร

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