Habitat dunali in continuo mutamento, tramonti dai colori cangianti, un patrimonio naturale da proteggere e valorizzare che si estende tra i territori di Nicotera, San Ferdinando e Rosarno. È la Riserva naturale regionale della Foce del fiume Mesima, un prezioso bene ambientale che, da anni, attira visitatori e studiosi, portando avanti quello che è il suo obiettivo: promuovere un turismo naturalistico e culturale di qualità realizzando attività di educazione ambientale e iniziative finalizzate alla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico.

Dopo la realizzazione di una rete che comprende istituzioni, operatori turistici, associazioni culturali, imprese agricole, artigiani e realtà impegnate nella valorizzazione del territorio, la Riserva che fa da collante e filo conduttore, per l’estate 2026, propone “Le vie del Mesima” a coppie, famiglie, gruppi e appassionati di natura, mare e buon vivere, con la possibilità di visitare la Foce del Mesima attraverso la scelta di diversificati percorsi a diretto contatto con natura, storia e tradizioni tra Magna Grecia e Mediterraneo.

In collaborazione con WWF Vibo Valentia – Vallata dello Stilaro, le amministrazioni di San Ferdinando e Rosarno, il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Medma e la tessitrice Maria Grazia Spataro di Rosarno, alcune strutture turistico-ricettive del territorio, il Villaggio La Ginestra e il Villaggio La Porta del Sole, il laboratorio BergArte di Varapodio, l’unico in Calabria che lavora il bergamotto, le Cantine Lacquaniti di Limbadi, l’associazione “Il Tocco” di Motta, il B&B “La casetta”, il Mucci Hotel e l’associazione “Disìo” di San
Ferdinando,
Otto itinerari, esperienze che sono il risultato di una collaborazione che mette in relazione natura, archeologia, tradizioni e ospitalità, trasformando

il patrimonio della valle del Mesima in un racconto condiviso. Un unione di natura, grazie ad un territorio ricco di biodiversità, viaggio nella storia e nelle tradizioni locali, tra artigianato, sapori, mestieri e, naturalmente, mare con i fondali dei Siti di importanza comunitaria (Sic) facendo snorkeling, tra bellezza e memoria.
Rotte del Mesima: Tra il fiume, le dune e le antiche vie d’acqua del Mediterraneo; Vino e radici: Tra il borgo di Motta Filocastro, vigne storiche e sapori del Mediterraneo; L’oro del Mesima: Tra api, mare e tradizioni della costa tirrenica; Il porto sommerso di Medma: Tra archeologia sommersa, antiche rotte e il mare della Magna Grecia; Mesima al tramonto: Archeologia, paesaggio e sapori tra la Magna Grecia e il Mediterraneo; Argilla e Memoria: Mani, terra e antiche tradizioni della Magna Grecia; Il filo di Athena: Tra telai, miti e antiche trame della Magna Grecia; Le forme del profumo: Tra bergamotto, artigianato e memorie della Calabria mediterranea.


“Il nostro percorso – afferma Jasmine De Marco, biologa e direttrice della Riserva – è iniziato partecipando alle Fiere turistiche, contattando tour operator e promuovendo la Riserva, ma anche i territori che la circondano. Siamo stati a Venezia, alla Borsa Internazionale Turismo Esperienziale e Sostenibile e alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum”.
La Riserva sta realizzando, altresì, una serie di attività come, ad esempio, alcune escursioni notturne con il biologo Domenico Bonelli. Il ricercatore avrà il compito di illustrare le caratteristiche naturalistiche, gli habitat e le specie che rendono la Riserva un patrimonio di straordinario valore. “Intanto – dichiara la biologa – stiamo conducendo il monitoraggio dell’entomofauna presente. Un primo studio già è stato svolto e sono emersi dati interessantissimi perché nella Riserva sono presenti specie endemiche che vivono solo ed esclusivamente qui, tipo il pollo sultano, il falaropo dal becco sottile e il piovanello”.

Per molti, però, la Riserva capace di sorprendere chi vi arriva per la prima volta con il suo patrimonio naturale, i suoi scorci suggestivi e un’identità autentica, resta ancora un paradiso sconosciuto. “Mi piacerebbe sottolineare – afferma la direttrice – che si è partiti da un’area abbandonata e degradata. Questo fa sì che le tre comunità limitrofe non hanno ancora una idea positiva dell’area e cambiare questa concezione non è semplice. Piano piano, però, le persone cominciano ad avvicinarsi e a dimostrato interesse”.
Nell’area è stata accertata, altresì, la nidificazione del Corriere che depone le uova sulla spiaggia: “Non crea un vero e proprio nido – spiega la De Marco -, semplicemente scava una piccola buca grande quanto la mano e là depone tre uova. Se nidificano alla riserva, è molto probabile che nidificano su tutto il litorale e chiaramente l’utilizzo di mezzi meccanici sulla spiaggia distruggono le uova. San Ferdinando ha completamente vietato l’utilizzo di mezzi meccanici, Nicotera ancora no”.



