Don Arcangelo Sorbara di Cittanova

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Don Arcangelo Sorbara alias “Canneda” nacque a Cittanova l’8 gennaio del 1885 da Domenico e Maria Annunziata D’Agostino.

Compì gli studi filosofici e teologici a Catanzaro e a Mileto e fu ordinato sacerdote il 19 luglio 1921.

Durante la Grande Guerra, effettuò il suo servizio con il grado di tenente presso il Commissariato viveri e benzina aggregato al 20° Reggimento di stanza a Reggio Calabria.

Svolse il suo ministero a Cittanova, come cappellano del sobborgo Cannavà fino al 1945 e come Rettore della Chiesa San Giuseppe e dell’Addolorata.

Avendo la patente di maestro elementare, si dedicò pure all’insegnamento.

Amò profondamente la poesia.

Dalle mie modeste ricerche, risultano due volumi dal titolo “Piccoli Spunti”.

Morì a Cittanova il 9 maggio del 1965. è una figura affascinante della storia di Cittanova, un sacerdote che ha lasciato un’impronta significativa non solo nella comunità religiosa, ma anche nel panorama culturale del suo tempo.

Don Arcangelo visse in un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali, e ha  saputo coniugare la sua vocazione sacerdotale con la passione per la poesia, diventando un punto di riferimento  importante per la comunità.

Le sue poesie riflettono una profonda sensibilità verso la vita quotidiana, la fede e la bellezza della natura. Sorbara utilizzava la scrittura come mezzo per esprimere le sue emozioni e le sue riflessioni spirituali, affrontando temi universali come l’amore, la speranza e la ricerca di Dio. Le sue opere erano spesso pubblicate su riviste locali e in antologie, contribuendo a diffondere la cultura poetica nella sua comunità.

La figura di Don Arcangelo è anche simbolo di un’epoca in cui la poesia era un importante veicolo di comunicazione e di espressione dei sentimenti.

La sua capacità di toccare il cuore delle persone attraverso le parole ha fatto sì che le sue poesie venissero recitate e apprezzate non solo in ambito religioso, ma anche in contesti laici.

Oggi, il ricordo di Don Arcangelo Sorbara vive ancora tra gli abitanti di Cittanova, che continuano a celebrare la sua eredità culturale e spirituale.

Le sue poesie, rappresentano no un patrimonio prezioso che testimonia l’unione tra fede e arte, un connubio che ha caratterizzato la vita di questo straordinario sacerdote-poeta.

Vorrei concludere sottolineando, che ho sempre pensato di aver ereditato la  vocazione per la poesia dalla famiglia Mamone e scoprire un Sorbara poeta mi ha infinitamente emozionata.

Don Arcangelo era primo cugino del mio nonno paterno Ferdinando.

In famiglia si diceva che don Arcangelo oltre ad essere un uomo di fede e di cultura, era molto simpatico e aveva sempre la battuta pronta.

Lo chiamavano “Canneda” perché un giorno aveva bevuto troppo e ridendo aveva detto: ”mai più canneda”.

Una sera don Arcangelo stava rientrando da Messina e sulla nave insieme a lui c’erano studenti universitari di Cittanova, che pensavano di  poterlo prendere in giro.

Facendogli notare le luci sull’altra sponda, gli dissero :

”Don Arcangelo ma secondo voi cosa sono quelle luci che di vedono da lontano”.

Don Arcangelo prontamente rispose:” Sono le Sante Anime del Purgatorio che stanno pregando per gli scandali che hanno fatto le… delle vostre mamme e sorelle”.

Lasciando  così gli studenti senza parole.

Infine ringrazio Don Letterio Festa per la squisita disponibilità.

Caterina Sorbara

 

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