La longevità è una delle grandi sfide del nostro tempo. L’aumento dell’aspettativa di vita porta infatti con sé una domanda sempre più importante: non soltanto vivere più a lungo, ma farlo mantenendo il più possibile salute, autonomia, qualità e stile di vita sul modello della dieta mediterranea. È proprio a questa esigenza che risponde il nuovo Master universitario di primo livello in Scienze della Longevità, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, per iniziativa della Facoltà di Medicina e Chirurgia A. Gemelli, che prenderà avvio nell’anno accademico 2026/27 e che vede il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Roma. Il percorso, della durata di un anno accademico, prevede complessivamente 60 crediti formativi universitari, pari a 1.500 ore, e nasce con l’obiettivo di offrire una preparazione avanzata e interdisciplinare sui molteplici fattori che influenzano l’invecchiamento e la longevità.
Il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Roma sottolinea l’importanza di una formazione capace di mettere in relazione le diverse competenze professionali e di rafforzare una nuova cultura della prevenzione, nella quale il medico possa accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di mantenimento della salute. “Abbiamo patrocinato questo Master universitario di primo livello, che approfondirà il tema della longevità. Si tratta di un argomento di grande interesse e di estrema attualità, al quale il dibattito scientifico e culturale sta dedicando sempre maggiore attenzione- ha spiegato alla Dire Stefano De Lillo, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma- È un tema chiaramente polispecialistico che, in ambito medico, riguarda innanzitutto la prevenzione e le nuove tecniche diagnostiche, ma soprattutto lo stile di vita”.
Oggi i medici, insieme ai pazienti e in piena collaborazione con loro, devono lavorare “per mantenere il più a lungo possibile uno stato di benessere e di buona salute- ha proseguito De Lillo- Per questo è necessario promuovere un importante lavoro culturale sulla prevenzione, aiutando le persone a comprendere quali siano i corretti stili di vita e, soprattutto, come eliminare i principali fattori di rischio. Penso innanzitutto al fumo, ma più in generale anche all’esposizione agli inquinanti e ai fattori di rischio ambientali, che devono essere affrontati con decisione sia dal medico sia dal paziente che desidera migliorare la propria aspettativa di vita e, soprattutto, la propria salute”.
La caratteristica centrale del Master, infatti, è proprio la multidisciplinarietà. “L’invecchiamento non può essere affrontato esclusivamente dal punto di vista clinico- ha aggiunto il vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma- ma richiede la capacità di integrare competenze biologiche, mediche, nutrizionali, psicologiche e socio-economiche”. Il percorso formativo approfondirà quindi i processi biologici e clinici dell’invecchiamento, insieme agli aspetti psicologici e sociali che contribuiscono a determinare la qualità della vita nelle diverse fasi dell’età adulta e avanzata. “Un altro elemento fondamentale è l’attività sportiva. Qui entrano in gioco il medico dello sport, il cardiologo e tutte le figure professionali che possono promuovere un’attività motoria regolare- ha evidenziato ancora De Lillo- fondamentale per migliorare la qualità della vita e mantenere un buono stato di salute. Lo sport e l’attività fisica sono, in un certo senso, una vera e propria ‘polipillola’, perché fanno bene a tutto l’organismo”.
Tra i temi centrali di una cultura della longevità c’è anche l’alimentazione. In questo senso, la dieta mediterranea e la cucina mediterranea rappresentano un patrimonio di grande valore, non soltanto sotto il profilo nutrizionale, ma anche culturale. “La dieta mediterranea, insieme alla cucina mediterranea, rappresentano un patrimonio di straordinario valore. Dobbiamo quindi approfondire e far conoscere sempre di più questi aspetti della cultura italiana, a partire dalle caratteristiche della dieta mediterranea e della nostra tradizione culinaria, fino alla qualità e al valore della biodiversità degli alimenti che appartengono alla nostra terra e alla nostra cultura. Sono tutti aspetti- ha aggiunto De Lillo- che devono essere approfonditi e valorizzati come parte del nostro patrimonio culturale, anche all’interno della formazione dei medici”. Si tratta dunque di un “approccio a 360 gradi, che rappresenta la strada maestra per proseguire un percorso di longevità nel quale gli italiani continuano a distinguersi nel mondo, anche grazie al lavoro del nostro Servizio Sanitario Nazionale e di tanti medici”, ha concluso De Lillo.
fonte: https://direnl.dire.it/odm/anno/2026/settembre/14/?news=N06





