Un giovane limbadese, da solo, con tenacia e grande competenza, aveva trasformato la sua passione in un lavoro. Mille difficoltà, tanti sacrifici, tante soddisfazioni. Era il 20 di febbraio del 2019. Il giovane Rizzo Giuseppe, di 36 anni”, veniva identificato quale autore di una discarica.
Ieri, la sentenza: a Limbadi non c’era “un appezzamento di terreno completamente adibito a discarica abusiva”. Non c’era un “cimitero di numerose carcasse di autovetture […] Una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto”. Non c’erano “numerosissimi rifiuti pericolosi” scoperti “a seguito di minuziosi accertamenti” e “nonostante le difficoltà di raggiungimento” “ in una vallata raggiungibile solo percorrendo diverse strade interpoderali”.
Per sostenere la verità e amare la giustizia ci vuole forza, coraggio. L’indifferenza e la superficialità, avviliscono i rapporti, svuotano un territorio che perde la fiducia e la speranza.
Si dice che il male ha sempre alleati, ma per fortuna il bene, la lealtà, l’onestà d’animo, nonostante le naturali imperfezioni, vincono sempre. Rizzo Giuseppe, seguito e difeso dall’Avvocato Domenico Tripaldi, dopo quasi sei anni, dopo aver rinunciato alla prescrizione, è stato ASSOLTO CON FORMULA PIENA.
Grazie a coloro che ci hanno sostenuti, che hanno capito. Grazie al nostro compianto amico Giovanni Collia che tra i primi ha voluto esprimere pubblicamente il suo disappunto per il provvedimento. Grazie a tutti i limbadesi che hanno, negli anni, dimostrato affetto e solidarietà a dispetto di qualcuno che, invece, non ha tentennato a condannare.