Il Servizio Volontario Europeo compie 20 anni.

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Il Servizio Volontario Europeo (SVE) offre ai giovani tra i 17 e i 30 anni l’opportunità di svolgere un’attività di volontariato in un Paese del programma o al di fuori dell’Europa, per un periodo che va da 2 a 12 mesi, impegnati come “volontari europei” in progetti locali in vari settori o aree di intervento: cultura, gioventù, sport, assistenza sociale, patrimonio culturale, arte, tempo libero, protezione civile, ambiente, sviluppo cooperativo, ecc.

Lo SVE costituisce quindi un’esperienza di apprendimento interculturale in un contesto non formale, promuovendo l’integrazione sociale e la partecipazione attiva dei volontari coinvolti. Attraverso questa esperienza i giovani hanno l’opportunità di entrare in contatto con nuove culture, esprimere solidarietà verso gli altri e acquisire nuove competenze e capacità utili alla loro formazione personale e professionale.

Oggi, questo importante programma comunitario, compie venti anni e contestualmente si è tenuto il battesimo dei Corpi Europei di Solidarietà. Centomila intanto, sono i ragazzi coinvolti nello SVE dal 1996 a oggi, attraverso una esperienza di mobilità e impegno di diverse durata e tipologia, con l’Italia che si colloca tra i primi cinque paesi dell’Ue per accoglienza e invio di giovani volontari, con oltre 300 sedi accreditate sull’intero territorio nazionale, supportate e monitorate dagli uffici dell’Agenzia Nazionale per i Giovani. Mentre sono già quindicimila, i registrati al programma dei Corpi di Solidarietà, il che fa dell’Italia, il terzo paese per richieste e interesse dimostrato

Gli aspetti positivi dei due programmi sono evidenti. Soventemente infatti, ci si lamenta sempre della distanza delle istituzioni comunitarie dai cittadini mentre questi programmi favoriscono l’interscambio tra i giovani europei creando una delle basi per il rafforzamento della cosiddetta “cittadinanza europea”. Gli stessi contribuiscono inoltre, a definire un meccanismo di certificazione di competenze su scala europea, rendendo spendibile ovunque il cosiddetto Youthpass,  un certificato a cui hanno diritto i partecipanti al programma stesso e nel quale viene descritto ciò che essi hanno imparato durante le attività progettuali.

 

 

 

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