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Emergenza idrica: sei mesi di lotta. Intervenga Oliverio.

Era la mattina del 14 luglio scorso quando, un lungo corteo di auto strombazzanti svenne visto dirigersi verso il palazzo municipale. Qualcuno pensò si trattasse di un matrimonio. Era invece l’inizio di una protesta – condotta sempre in maniera rigorosamente pacifica – sopratutto contro il problema dell’acqua sporca che fuoriusciva dai rubinetti delle case di alcune zone di Nicotera marina, la più popolosa delle frazioni cittadine.

I manifestanti decisero di occupare Palazzo Convento – alcuni ci dormirono dentro persino – e la Prefettura decise di convocare un tavolo tecnico per il successivo 23 luglio, nel quale però le posizioni di Sorical, espresse dal dirigente Sergio De marco – il quale dichiarò che l’acqua nera di Nicotera marina non era affatto inquinata e che era il chimismo del manganese e del ferro, il responsabile dell’insolito colore – non facevano altro che buttare benzina sul fuoco della protesta. I manifestanti che, nella stessa giornata, occuparono anche gli uffici dell’Asp di Vibo valentia, stesero poi una lista di richieste e cioè: a) la costruzione immediata di pozzi per l’approvvigionamento idrico della frazione Marina e b) interventi immediati sulla rete idrica e il 25 luglio occuparono la stazione di Rosarno. Il giorno dopo, giungeva a Nicotera, l’assessore regionale all’ambiente Antonella Rizzo che prometteva all’assemblea di risolvere il problema.

Il 31 luglio, la speranza accendeva i cuori, alla notizia dell’avvio dei lavori all’acquedotto Medma. Sembrava la svolta tanto attesa, mentre lo stesso De marco, faceva ora marcia indietro dichiarando che il problema di Nicotera marina era seguito da tempo. Lo stesso, precisava altresì che, l’intervento sull’acquedotto Medma sarebbe costato circa 750 mila euro e che il nuovo impianto di potabilizzazione avrebbe filtrato il manganese e il ferro presenti nelle acque. Il 13 agosto Sorical, annunciava poi, la fine dei lavori allo stesso acquedotto Medma.

I manifestanti intanto si organizzavano in un movimento – Movimento 14 luglio – chiarendo fin da subito la struttura rigorosamente assembleare dello stesso, e il 5 settembre scorso accoglievano con soddisfazione la notizia che la Regione Calabria aveva deliberato il finanziamento di alcuni lavori, per porre fine ai problemi da loro evidenziati, mentre nella stessa giornata era Sorical ad annunciare che presto la situazione sarebbe migliorata. Tutto risolto quindi e invece no !

Il 19 settembre, si apprendeva dalla stampa locale, che dalle analisi richieste dal comune di Nicotera si evidenziava purtroppo come dall’uscita del serbatoio di Marina, l’acqua non rientrasse nei parameri fissati dalla legge e si rilevava un superamento dei limiti di eschirichia e-coli, pseudomonas aeruginosa e coliformi.  Ma incredibilmente – dopo che l’8 novembre successivo dopo un nuovo incontro in Prefettura per fare il punto della situazione, l’Asp invitava i comuni di Nicotera e Ricadi a sospendere le ordinanza con le quali era stata a suo tempo dichiarata la non potabilità dell’acqua – arrivava la notizia che colibatteri erano stati rinvenuti nella fontana posta vicina la chiesetta di Santa Croce a Nicotera centro. Intanto quelli del “Movimento 14 luglio” continuavano a ricevere segnalazioni sul fatto che l’acqua uscisse dai rubinetti con una colorazione tutt’altro che limpida e con un odore strano di cloro. Questo spingeva gli attivisti del Movimento, ad una nuova pacifica manifestazione tenutasi a Vibo valentia il 18 dicembre scorso, al seguito della quale, sul sito della stessa Asp venivano rese pubbliche delle analisi che dimostravano la presenza di manganese nei serbatoi di Nicotera Marina e Preitoni, superiore ai limiti consentiti.  Da qui la decisione di occupare oggi, nuovamente, il municipio.

Cosa fare dunque? Se sei mesi di proteste non sono bastati, compresa l’occupazione del Municipio, della ferrovia e le varie marce e sit-in? La stampa, secondo una visione restrittiva, dovrebbe limitarsi a tracciare la cronaca degli avvenimenti. Ma non crediamo di essere invadenti o inopportuni se indichiamo quale suggerimento per il futuro a chi, in queste ore, sta coraggiosamente lottando per un diritto essenziale.

La prima è che bisogna arrivare a Catanzaro, direttamente dal governatore Oliverio. Ci si può infatti ancora fidare di tavoli tecnici e di Sorical? Quindi occorre portare anche le istanze della gente, alla rappresentanza dei consiglieri regionali del vibonese e ai deputati e ai senatori del collegio. Oliverio avrà tanti difetti, ma non ha esitato pochi giorni fa, a scendere in campo a fianco del sindaco di Riace che, come tutti sanno, ha trasformato quel borgo in un esempio di civiltà. Ma anche Nicotera è in Calabria come Riace e attende e merita la dovuta attenzione. Del resto la provincia, è ormai un ente inutile, mentre Roma è lontana. La regione è quindi una tappa obbligata. Sorical  è poi una società mista a prevalente capitale pubblico regionale (53,5% Regione Calabria e 46,5% Acque di Calabria s.p.a. a sua volta posseduta da Veolia) e quindi solo la regione può sbrogliare la matassa. E Oliverio è stato eletto per risolvere anche questi problemi, rappresentando anche chi non lo ha votato.

Si faccia poi sinergia con i comuni viciniori. Nicotera conta solo lo 0.34% della popolazione regionale e deve quindi attrarre quei comuni che hanno lo stesso problema come la vicina Ricadi. E’ di pochi giorni fa infatti la notizia che l’erogazione dell’acqua è stata sospesa anche a Tropea. L’intera costa degli Dei ha subito poi danni ingenti dalla recente mareggiata ed è in ginocchio. E’ sempre lei, quindi, questa bendetta d’acqua sia dolce che salata che dispensa problemi. Problemi diversi certo, ma guai che toccano tutti.

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