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Scuola, firmato il rinnovo del contratto che prevede aumenti stipendiali per Ata e Docenti

Firmato il rinnovo del contratto per il comparto Istruzione e Ricerca, per insegnanti e personale Ata. Gli aumenti in arrivo vanno da un minimo di 80,40 a un massimo di 110, 70 euro mensili, variabili a seconda del ruolo e dell’anzianità di servizio.

In particolare, per i docenti, le cifre più basse riguarderanno i maestri di infanzia e primaria e per i docenti diplomati delle medie con bassa anzianità di servizio, 0-8 anni. Quelle più alte riguarderanno i docenti laureati che insegnano alle superiori con più di 35 anni di servizio.

Per quanto riguarda il personale Ata, relativamente ai collaboratori scolastici, gli aumenti andranno da 80,40 euro, per chi ha fino a 8 anni di servizio, fino a 88,40 euro, per chi ha 35 anni di servizio. I coordinatori amministrativi e tecnici andranno dagli 81,20 euo fino a 90,20 euro. I Dsga, infine, avranno aumenti da 81,50 euro fino a 105,50.

“Il rinnovo del contratto è un passo in avanti – affermano i rappresentati di Cisl scuola -, concreto e importante, nel percorso che ci vede impegnati a garantire la giusta tutela delle condizioni di lavoro nel comparto istruzione e ricerca e una più adeguata valorizzazione di tutte le professionalità. Un passaggio da tempo atteso, frutto di un’azione sindacale condotta con tenacia e responsabilità, senza cedere alle difficoltà del contesto economico e politico in cui la trattativa si è svolta. La decisione di firmare l’accordo è una scelta giusta e responsabile”.

Con questo contratto, che vale per il triennio 2016-2018, tutte le risorse rese disponibili per il negoziato vanno a incrementare la retribuzione fondamentale di ogni profilo professionale. A tal fine è utilizzata anche una parte delle risorse destinate dalla legge 107 alla valorizzazione professionale dei docenti, che diventano comunque interamente contrattabili anche per la quota da erogare come accessorio. La struttura salariale non subisce modifiche, conservando gli scatti di anzianità previsti dal contratto precedente.

“Il nuovo contratto – evidenzia la Cisl scuola – diventa ora il punto da cui riprendere il percorso in vista di un nuovo triennio contrattuale ormai imminente, nel contesto politico istituzionale che sarà determinato dagli esiti delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo”.

Nella parte normativa, il nuovo contratto smentisce alcune voci che erano circolate in questi mesi.

NESSUN AGGRAVIO DEGLI ORARI DI LAVORO.
Gli orari sono riconfermati esattamente nella loro attuale consistenza. Chi, in relazione a innovazioni normative, ad es. alternanza scuola lavoro, svolgerà attività aggiuntive, sarà per queste retribuito con compensi accessori a carico del Fondo di Istituto.

NESSUNA RIDUZIONE DEI DIRITTI AD ASSENZE E PERMESSI
Restano per tutti le attuali disponibilità e in più si introduce, per il personale Ata, la possibilità di ricorrere a permessi orari senza obbligo di recupero per le visite specialistiche.

RESPINTO IL TENTATIVO DI DARE CADENZA TRIENNALE ALLA MOBILITÀ
Si conferma che la mobilità è materia disciplinata per via contrattuale; le procedure di trasferimento e passaggio continueranno a svolgersi ogni anno, il vincolo triennale di permanenza riguarderà soltanto chi volontariamente chiede e ottiene il trasferimento su una nuova istituzione scolastica. Confermata dunque, anche nel Ccnl la possibilità per i docenti di potersi trasferire direttamente su scuola, possibilità conquistata in sede di contratto integrativo con il Miur negli ultimi due anni, nonostante la legge 107 non la preveda.

RINVIATO A SUCCESSIVA SEQUENZA CONTRATTUALE IL CODICE DI COMPORTAMENTO PER I DOCENTI
Il rinvio è stato chiesto e ottenuto per la necessità di contemperare le norme contrattuali con la piena salvaguardia della libertà d’insegnamento.

VALORIZZATE A TUTTI I LIVELLI LE RELAZIONI SINDACALI
Vengono riconsegnate alla disciplina negoziale anche i criteri per la gestione delle risorse per la valorizzazione professionale, il cosiddetto bonus per il merito previsto dalla legge 107 che escludeva la contrattazione di istituto. Lo stesso vale per le risorse destinate alla formazione, mentre sono oggetto di confronto i criteri per l’assegnazione della sede di servizio al personale, la promozione del benessere organizzativo, le misure di prevenzione dello stress lavoro correlato e dei fenomeni di burn out. Inserito nel contratto il “diritto alla disconnessione”, per tutelare la qualità della vita dagli eccessi di comunicazione consentiti dalle nuove tecnologie. Compiuto un altro passo in direzione del recupero delle prerogative contrattuali rispetto alle invasioni di campo operate dalla legge, grazie anche al nuovo contesto determinato dall’accordo del 30 novembre 2017.

SALVAGUARDATE E RAFFORZATE LE RELAZIONI SINDACALI SUL LUOGO DI LAVORO
Si tratta di un risultato di particolare rilievo alla vigilia del voto per il rinnovo delle Rsu. Proprio sul luogo di lavoro si evidenzia il ruolo positivo che la contrattazione e il confronto (nuovo strumento di relazioni sindacali sul luogo di lavoro introdotto con il Ccnl) possono svolgere. Contrattazione come fattore di unità e coesione fra le persone che a vario titolo vi operano, contribuendo a definire, per quanto di sua competenza, un quadro certo e trasparente di diritti e doveri.
Nello stesso tempo, come elemento che concorre al “miglior governo” del sistema, valorizzandone gli aspetti di partecipazione, collegialità, condivisione, corresponsabilità. In quest’ottica si pone l’esplicita indicazione della scuola come “comunità educante”, informata ai valori democratici, in cui tutti i soggetti, nella diversità dei ruoli, concorrono con pari dignità per garantire il diritto allo studio e alla formazione. Si tratta di una netta inversione di tendenza verso un’idea di scuola inclusiva e partecipata in linea col pensiero e l’azione della Cisl.

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