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Piano strutturale, la commissione straordinaria punta all’annullamento per migliorarlo

Consumo suolo zero, spreco di tempo tanto. E, probabilmente, pure di denaro. La commissione straordinaria (Adolfo Valente, Nicola Auricchio, Michela Fabio), varato il dissesto, è, infatti, pronta a revocare la delibera di Consiglio con cui, il 20 novembre del 2015, l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Franco Pagano aveva adottato il Piano strutturale comunale. In sede di valutazione degli oltre duecento ricorsi presentati dai cittadini, il responsabile dell’area tecnica Carmelo Ciampa e i tecnici sovraordinati della commissione Bruno Doldo e Filippo Laganà hanno verificato che la stragrande maggioranza delle osservazioni punta a raggiungere un obiettivo: la declassazione del terreno destinato a sviluppo turistico in terreno agricolo. Secondo il team di esperti, ciò avviene perché allo sviluppo turistico è stato destinato terreno in eccesso rispetto alle reali esigenze del territorio. Anche altre scelte avrebbero generato malcontento. Il motivo è semplice: l’aumento di valore del terreno comporta crescita di tributi e imposte. I proprietari, di conseguenza, si troverebbero a pagare di più in cambio di nulla. Stando alle tariffe indicate dall’Ufficio Entrate, un metro quadrato di terreno a destinazione turistica costa circa cinquanta euro. Volendo venderne un ettaro il valore si aggirerebbe attorno a 500mila euro. Ciò significa che al momento dell’atto notarile, dovendo l’acquirente o il venditore pagare il 10% di imposte per la registrazione, ci sarebbe da versare la bella somma di 50mila euro. Il ragionamento è corretto, ma c’è un piccolo, non insignificante inconveniente: il valore del terreno inserito nel Psc come turistico attualmente non vale più di 30mila euro l’ettaro in quanto la richiesta è pressochè pari a zero. Da qui i tantissimi ricorsi presentati per sollecitare il declassamento dei terreni.

i commissari auricchio e valente

La commissione straordinaria, a questo punto, è decisamente orientata ad affrontare e risolvere la questione in maniera veloce e incisiva. Il primo passo, dato per imminente, è quello dell’annullamento del Psc adottato nel 2015. Automaticamente tornerà in vigore il vecchio Piano regolatore sino a quando i tecnici non avranno apportato le necessarie modifiche al Psc inserendo il principio del “consumo suolo zero” caldeggiato dalla Regione. L’idea, anche sulla scorta dei contenuti delle 250 osservazioni al Psc presentate dai cittadini, è quella di ripianificare l’utilizzo del territorio aderendo al principio “Consumo suolo zero” già contenuto nelle leggi urbanistiche nazionali e regionali. Una riprogrammazione che comporterà un “risparmio” di suolo a vantaggio della salvaguardia dell’ambiente e del rilancio del settore agricolo, concentrando ogni risorsa disponibile sul recupero del centro urbano. Nel redigere il Psc, l’amministrazione allora in carica aveva, evidentemente, come obiettivo una pianificazione del territorio da proiettare nel futuro almeno per un ventennio.

Gran parte dell’area costiera che da Nicotera Marina porta al fiume Mesima era stata così inquadrata come zona di sviluppo turistico. La crisi degli ultimi anni, in realtà, ha bloccato ogni iniziativa, l’industria delle vacanze ha segnato pesantemente il passo e addirittura anche i titolari di lottizzazione hanno rinunciato ai loro progetti per mancanza di richieste. Un aspetto questo che si tradurrà in una riqualificazione del centro urbano, nonchè nel recupero di tanto terreno da ridestinare allo sviluppo agricolo. C’è, però, un interrogativo a cui bisognerà dare risposta: che costo avrà la modifica del Psc ? Sino ad oggi il Comune ha speso per l’elaborazione del nuovo strumento urbanistico circa 120mila euro a fronte di una spesa iniziale prevista in 240mila euro. Atteso che la dichiarazione del dissesto sta producendo i suoi effetti, un eventuale esborso in più sarà compatibile con la situazione di cassa dell’Ente? La commissione sembrerebbe non aver dubbi: a correggere il Psc saranno gli tecnici di prima e lo faranno gratuitamente. Sarà così?

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