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Emergenza demografica: “spariti” in un anno altri 9 mila calabresi.

Non si accenna a placarsi l’emergenza demografica che ormai da parecchi anni ha colpito anche la nostra regione.

Anche gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT, pochi giorni fa, certificano che la popolazione, nel corso del 2017, è passata da 196512 abitanti a 1956687 con un saldo negativo di quasi novemila unità.

A pesare è sopratutto – per quassi il 61% del risultato finale – il cosidetto saldo naturale, dato dal rapporto tra le nascite (15679) e i decessi (20803) ma anche il saldo migratorio è in negativo di 3317 unità. E il dato complessivo, sarebbe forse ancora più negativo se, nel frattempo, altri 5670 cittadini stranieri, comunitari ed extracomunitari, non fossero arrivati a rimpinguare i numeri certificati dalle anagrafi comunali.

Per quanto riguarda le province – a parte Crotone che è praticamente stabile – il calo interessa sia Cosenza (da 711739 a 708702 abitanti), Catanzaro (da 362343 a 360823 abitanti), Reggio Calabria (da 553861  a 551212 abitanti ) e Vibo valentia (da 161619 a 160889 abitanti)

A “soffrire” di più ovviamente sono i piccoli centri – i due terzi dei comuni calabresi sono al di sotto dei tremila residenti – nei quali spesso vi sono segmenti di patrimonio culturale inestimabile.

Del resto è la stessa architettura geo-istituzionale calabrese ad apparire sorpassata. Quattrocento comuni appaiono troppi per una regione così piccola e difatti bene ha fatto la Regione a iniziare a promuovere o quantomeno ad indirizzare alcuni enti territoriali a fondersi tra loro come è accaduto nel cosentino dove è nato da poco, il nuovo comune di Casali del Manco, creato dalla fusione di cinque presistenti centri urbani dando vita ad un centro di diecimila abitanti.

 

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