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Strada provinciale 23, all’ultimo tavolo tecnico un passo avanti e due indietro

Si allungano i tempi per l’apertura del tratto Joppolo-Coccorino, della strada provinciale 23, chiuso al transito da parte della Provincia, dallo scorso novembre, a causa della caduta di alcuni massi dal costone sovrastante.

In Prefettura, il nuovo tavolo tecnico fortemente voluto dal prefetto Giuseppe Gualtieri per mettere fine ai disagi causati dalla chiusura della carreggiata, non sarebbe pervenuto a nulla di nuovo. I tecnici della Regione rappresentati all’incontro dal dirigente Luigi Zinno, dovevano produrre, per l’occasione, una proposta progettuale definitiva per la chiusura del percorso amministrativo che doveva portare all’avvio della gara e alla cantierizzazione dell’opera riguardante, in particolare, l’assunzione di una squadra di rocciatori che avrebbe dovuto scheggiare i massi pericolanti del costone sovrastante il tratto interessato, installare delle reti ancorate a funi e chiodi di acciaio che dovevano entrare nella roccia anche per qualche metro per contorniare i massi, dopodiché, per garantire una maggiore sicurezza, sarebbe stata prevista l’installazione a valle delle barriere paramassi. Un’ipotesi progettuale fino ad oggi pienamente condivisa da tutte le istituzioni preposte e adottata sulla scorta della relazione depositata dall’assente giustificato Carlo Tansi, dirigente della Protezione civile, dopo il sopralluogo svoltosi a giugno.

Alla presenza di Antonio Francolino della Provincia, del sindaco di Joppolo, Carmelo Mazza, dell’assessore Dino Sterza e dei consiglieri Ambrogio Scaramozzino e Giovanni Preiti, non sarebbe stato presentato, invece, alcun progetto, anzi sarebbe stato rinviato il tutto al 10 ottobre, termine entro il quale l’Ente provinciale, per riavviare i lavori, dovrà necessariamente chiudere i rapporti con l’azienda che aveva iniziato a marzo 2010, sul tratto, la costruzione di una galleria, lavori intrapresi, ma sospesi dalla Provincia a febbraio 2011 e mai più ripresi, mancando ancora i documenti relativi alla riconsegna del cantiere e la risoluzione del contratto. Inoltre, la Provincia dovrà sottoscrivere una convenzione con la Regione che, a fine luglio, aveva assunto formalmente, in luogo dell’Ente provinciale, la cabina di regia per la copertura finanziaria delle opere di consolidamento del costone, dalla fase della progettazione a quella dell’esecuzione dei lavori.

Tre, in particolare, le nuove “idee”, proteggere il costone sovrastante il tratto interessato con reti paramassi, costruire un tunnel aperto o riavviare l’opera della galleria di 800 metri rimasta incompiuta dopo i lavori intrapresi nel marzo del 2010. Repentini cambi di programma, quindi, di chi, dopo mesi di promesse, sopralluoghi e continue passerelle istituzionali, starebbe palesando evidenti dietrofront sulle decisioni assunte dal precedente incontro in Prefettura dove era stata adottata da tutte le istituzioni preposte l’ipotesi progettuale del responsabile della Prociv, Tansi. Per svolgere questi lavori di consolidamento in località “Petto della Torre”, dovevano essere rimessi in circolazione le risorse residue del vecchio Accordo di programma quadro con la Regione, 14/2006, circa 13milioni di euro attualmente in perenzione.

Un passo avanti e due indietro, quindi, con i tecnici della Regione Calabria che avrebbero proposto, inoltre, in seguito ad uno studio preliminare e al fine di riaprire la carreggiata entro giugno 2019, la suddivisione del costone che presenta, a monte, migliaia di blocchi di roccia di varie dimensioni pronti per cedere e venire giù, in tre sezioni, in base alla gravità. Dovrebbe partire, quindi, un intervento nella zona più pericolosa del dorsale della montagna per la messa in sicurezza parziale dell’area, il tutto con una spesa di 800mila euro.

“E’ chiaro che tutte queste lungaggini ostruzionistiche e perdite di tempo della burocrazia regionale e provinciale non giovano al nostro territorio. Ringraziamo, invece, il prefetto di Vibo Valentia, Giuseppe Gualtieri, per la sua vicinanza e confidiamo nella sua determinazione per una rapida soluzione della problematica”. Sono le parole di Domenico Lo Bruno, uno dei tanti joppolesi che, attraverso incontri con le istituzioni e petizioni, si sta impegnando presso Provincia e Regione affinchè i due Enti si adoperino a riaprire la strada provinciale 23, dopo averla messa definitivamente in sicurezza.

La gente che vive quotidianamente la strada si è detta, infatti, “delusa” dal tavolo tecnico.

“Pensare di riprendere i lavori della galleria – afferma Lo Bruno – significherebbe allungare ulteriormente i tempi di riapertura della strada con conseguenze molto gravi per esercenti, lavoratori, impiegati, studenti, abitanti di Coccorino che per raggiungere il capoluogo sono costretti ad allungare i tempi, così come per i mezzi di emergenza. Tutti disagi che continuerebbero a ripercuotersi sulla già gravosa situazione economica della cittadina”.

A fine luglio, un’ambulanza partita da Tropea per un’urgenza, è giunta a Joppolo dopo circa 50 minuti in quanto costretta a servirsi del percorso alternativo, la strada provinciale 25, stretta, ripida e rischiosa. Agli inizi del mese, un’automobilista avrebbe perso il controllo del proprio veicolo andando a finire fuori strada in una scarpata della Sp 25 profonda diverse decine di metri. Ieri, un pullman a due piani con targa dell’Estonia, trovandosi di fronte a segnali stradali fuorvianti che indicano solo la chiusura dell’arteria e il percorso alternativo, pensando di poter attraversare la zona, lato Coccorino, ha imboccato la ripida stradina rimanendo incastrato e non potendo andare né avanti e né indietro. I turisti provenienti da Capo Vaticano e diretti in Sicilia, sono dovuti a scendere e attendere i soccorsi. Sono questi solo alcuni dei disagi verificatesi sulla strada scelta dalla Provincia per ovviare alla chiusura della Sp 23.

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