SORIANO, MUORE DOMENICO SABATINO MA NON LA SUA STORIA
SORIANO, MUORE DOMENICO SABATINO MA NON LA SUA STORIA

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SORIANO, MUORE DOMENICO SABATINO MA NON LA SUA STORIA

Ha dato l’addio a 94 anni dopo una stagione di sofferenze divenute ormai insopportabili. Ha lasciato in eredità una ricca pagina di storia che va dal suo modo di essere uomo d’altri tempi, al suo straordinario amore per Soriano, alla sua invidiabile identità di lavoratore onesto e capace e che con la sua intelligenza ed i suoi rapporti di relazione ha finito, tra l’altro, col creare fortune imprenditoriali a manager che oggi registrano, in Europa, fatturati da capogiro. Domenico Sabatino, originario di Gerocarne, ma presto finito con la famiglia a Soriano, la sua vera patria, oltre ad essere stato un attento e valoroso imprenditore olivicolo, amava la politica ed i suoi contorni a cui aveva dato anche il frutto della sua esperienza e della sua idea, sempre avanzata, come i sorianesi in tutto il mondo sanno spendere.

Era chiamato, affettuosamente, per la sua simpatia e cordialità “Don Micuzzu du bar”.  Notevoli le sue conoscenze altolocate, soprattutto a livello romano, perché era un uomo che si faceva voler bene da tutti per la sua signorilità ed intraprendenza. Tra queste quella con una personalità di prestigio della Soriano di ieri a Roma, l’avv. Lelio Greco, prestigioso ex presidente di sezione della Corte dei conti, proveniente da una tra le più nobili famiglie di Soriano, grande amico di Don Micuzzu. Nelle immediatezze della sua scomparsa, tra i messaggi inviati al figlio Franco da parte del mondo della politica e delle istituzioni calabresi, c’è, proprio, anche quello dell’avv. Vincenzo Greco, noto tributarista e figlio di Lelio Greco. “E’ con grande dolore che ho appreso la morte dell’indimenticabile Micuzzo – scrive Vincenzo Greco a Franco Sabatino – che identifico con la Soriano degli anni cinquanta, della mia prima giovinezza, con gli anni difficili ma anche gloriosi della nostra ricostruzione, e lui fu un gran ricostruttore, un portatore di modernità in un ambiente al tempo molto depresso.

Per me – aggiunge, tra l’altro – é una perdita insostituibile. Era la memoria della mia famiglia e a lui devo, se ve ne farete carico, il proseguio dell’attività dei avi . Morto Massimo ero rimasto solo ed oggi scopro di esserlo davvero perché ho perduto il mio ultimo amico speciale, quell’interlocutore scoperto, purtroppo , solo in questi ultimi anni. E’ stato un grand’uomo. Lo prova quanto siete stati capaci di fare”. Il suo approccio con la fertile campagna sorianese gli ha permesso di attivare un frantoio che progressivamente è cresciuto sul piano della qualità e dell’immagine grazie alla spinta successiva realizzata dal figlio Franco che ultimati gli studi universitari ha capito che l’avvenire dell’Azienda creata da papà Micuzzo era a sua portata di mano. Franco Sabatino, oggi, guida anche uno dei più formidabili colossi alberghieri della Calabria, l’hotel 501 condividendo il percorso con la moglie Bettina ed i figli Gabriele, Domenico e Adele.

Qualche giorno prima di spegnersi al genero Alfredo De Nardo, cardiologo ospedaliero al “G. Jazzolino”, che lo ha assistito, aveva confidato le sue attese sulla battaglia in atto per il rinnovo del consiglio comunale di Soriano, non nascondendo le sue difficoltà per il futuro ma mantenendo alta la fiammella della speranza per questa città che ha sempre amato definire un grande laboratorio di idee per lo sviluppo del sistema di accoglienza, cultura e arte. Nessuno ha mai dimenticato Don Micuzzu anche per aver dotato il bar di un televisore, forse il primo nella città cara a San Domenico. Per l’accattivante ironia di Don Micuzzu è diventato felice e rilassante ritrovo per tutti i sorianesi. Alla concelebrazione dei suoi funerali, presieduta da mons. Gaetano Currà, e svoltasi nella Chiesa del Convento dei Padri Domenicani, tantissima gente, e tra essa la Soriano di ieri e di oggi ed una memorabile conclusione della liturgia affidata alla brava nipote Adele, appena giunta da Londra e che ha salutato nonno Mico strappando la commozione di tutti.

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