E' morto il prefetto Enrico Marinelli, capo della sicurezza di papa Wojtyla.
E' morto il prefetto Enrico Marinelli, capo della sicurezza di papa Wojtyla.

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E’ morto il prefetto Enrico Marinelli, capo della sicurezza di papa Wojtyla. Il ricordo di Montuoro.

Montuoro e Marinelli ai lati e al centro Teresi, Basilica papale di S. Maria Maggiore -Roma

E’ morto il prefetto Enrico Marinelli. <Era mio caro e grande amico – ci confida Antonio Leonardo Montuoro – S.E. il prefetto Enrico Marinelli era il capo della sicurezza di papa San Giovanni Paolo II. Prendeva in carico Wojtyla, con una squadra di specialisti, tutte le volte che usciva dal territorio Vaticano. Ci conoscevamo da oltre trenta anni ed era un grande servitore dello Stato e conservava i segreti più intimi di Papa Wojtyla. Un mio maestro di vita, di sani consigli e reconditi segreti sulla sicurezza del papa, confidandomi particolari inediti che conserverò gelosamente. Un uomo dell’Intelligence italiana e  vaticana con il quale ho discusso i temi della Teo Intelligence, materia attuale e utile a contrastare molti nemici del papato, a salvaguardia e tutela del Vaticano e del soglio di Pietro. Insieme al Prefetto Marinelli e ad altre importanti personalità, avevamo fondato l’Ordine dei Cavalieri dello Spirito Santo, depositario di segreti religiosi importantissimi e, il prefetto, era il Presidente Onorario. R.I.P. Amico Enrico>.

Il prefetto Enrico Marinelli, era un sannita molisano di Agnone, per molti anni responsabile dell’Ispettorato della Polizia di Stato presso la Santa Sede e “angelo custode” di Papa Giovanni Paolo II. Aveva 87 anni. Del rapporto tra Marinelli e il Pontefice polacco c’è la testimonianza nel libro: “Papa Wojtyla e il generale” pubblicato nel 2007, rivelando l’appellativo con cui Giovanni Paolo II si rivolgeva al funzionario molisano. Nel 1995 Wojtyla visitò il Molise e tra le tappe ci fu la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, gestita dai familiari dell’alto funzionario, che ha forgiato anche la campana del Giubileo del 2000. Inoltre, grazie a Marinelli, in viale della Conciliazione s’è svolta la Ndocciata, tradizionale manifestazione agnonese invernale.

Era mio caro e grande amico S.E. il prefetto Enrico Marinelli, capo della sicurezza in Vaticano del papa San. Giovanni Paolo II. Prendeva in carico papa Wojtyla con una squadra di specialisti, tutte le volte che usciva dal territorio Vaticano. Ci conoscevamo da oltre trenta anni ed era un grande servitore dello Stato e conservava i segreti più intimi di Papa Wojtyla. Un mio maestro di vita e di consigli e segreti sulla sicurezza del papa confidandomi particolari che conserverò gelosamente. Un uomo dell’Intelligence vaticana con il quale ho discusso di temi della Teo Intelligence utile a contrastare molti nemici del papato, a salvaguardia e tutela del Papa. Insieme al Prefetto Marinelli e ad altri importanti personalità, avevamo fondato l’Ordine dei Cavalieri dello Spirito Santo, depositario di segreti religiosi importantissimi ed era il Presidente Onorario. R.I.P. Amico Enrico.

Il prefetto molisano era solito accompagnare il Papa polacco nelle sue escursioni in montagna, in particolare sul Terminillo e in Abruzzo e durante le brevi vacanze in Valle d’Aosta e in Cadore. “Amava la montagna ed era molto atletico: stargli dietro era davvero dura – ha più volte ricordato Marinelli. “In queste uscite il Papa si fermava a parlare tranquillamente con i pastori e i contadini che incontrava per caso sulla sua strada”. In un’intervista rilasciata all’Ansa, l’ex responsabile della sicurezza del Papa e del Vaticano ha raccontato altre curiosità sulla vita privata di Giovanni Paolo II. Era mattiniero, andava a dormire a mezzanotte, ma alle 5,30 era già in piedi. Quando le sue condizioni di salute si aggravarono fu adottato questo stratagemma: gli orologi venivano messi mezzora dietro.

Nel 2013 Marinelli, già ultraottantenne, ha incontrato Papa Francesco grazie all’amicizia che lo legava al segretario particolare di Sua Santità, padre Alfredo Xuereb. “E’ stato un incontro felice e gioioso – raccontò Marinelli – come quelli che avevo con il Beato suo predecessore. Ho avuto conferma che Papa Francesco possiede, come già più volte dimostrato, un carisma e innati e radicati sentimenti di amore per i più umili e gli ammalati, che hanno riempito il cuore di gioia e di amore di tanti fedeli, sicuri che porterà nel tempo a venire la barca di Pietro in lidi sereni, trasparenti e sicuri. Ho voluto omaggiare Papa Bergoglio con una campana della Pontificia Fonderia agnonese e nel particolare con la ‘mignon’ celebrativa del Giubileo del 2000. Papa Francesco ha con entusiasmo accettato il dono di quella, come ho detto al Pontefice, che noi di Agnone chiamiamo la Voce degli Angeli”.

Marinelli era solito recarsi anche a Marina San Nicola, presso Ladispoli, dove aveva diversi amici. Dal giornale sannita “Forche caudine” traiamo fonte di notizie.


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