Nicotera, 31esimo comune d'Italia ad adottare il registro dei minori alla bigenitorialità
Nicotera, 31esimo comune d'Italia ad adottare il registro dei minori alla bigenitorialità

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Nicotera, 31esimo comune d’Italia ad adottare il registro dei minori alla bigenitorialità

Il civico consesso approva l’istituzione del registro dei minori alla bigenitorialità, la figura del garante comunale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e il relativo regolamento, e in seno agli scranni comunali scoppia il caso.

Il 26, infatti, su proposta del consigliere di minoranza, Antonio Macrì (Lega), il punto all’o.d.g. afferente problematiche relative a coppie separate e loro figli è stato ratificato grazie ai voti favorevoli della maggioranza guidata dal sindaco Giuseppe Marasco, ma contrari del gruppo di opposizione Movi@Vento.

“Parliamo di separazioni – afferma il consigliere Maria Adele Buccafusca (Movi@Vento) –, un mondo intorno a cui ruota tutta una serie di istituzioni e strutture, la formazione di professionisti specializzati, l’istituzione di sezioni ad hoc nei tribunali, la previsione di percorsi di supporto. La genitorialità viene prima della bigenitorialità e riguarda un rapporto col figlio; questo può realizzarsi se si riconosce anche l’altro e il suo analogo rapporto e diritto. É un rapporto tra genitori, che se non si inserisce in quel percorso, se non é gestito in maniera coordinata é solo un elemento dirompente, che può distorcere e distruggere. E dentro c’è la rabbia di voler gestire il figlio sbarazzandosi dell’altro o colpendolo, utilizzando le sue informazioni per alimentare il conflitto. Non si può affrontare il problema come un pezzettino separato dal quadro, così come è stato fatto, nel corso del Consiglio Comunale, dal consigliere Macrì supportato dalla maggioranza che ha approvato l’istituzione del registro della biogenitorialità, forse per simpatia politica o per amicizia, ma comunque  disconnessa da qualunque  contesto storico-sociale e giuridico”.

Secondo il consigliere sarebbe stato necessario prevedere un percorso di confronto costruttivo all’insegna della formazione ed informazione, con esperti competenti della materia. “Così facendo – afferma – avremmo avuto modo di acquisire “virtute e conoscenza” e, quindi, magari  in un secondo tempo, il  consigliere Macrì avrebbe potuto  portare  in consiglio la suddetta proposta che almeno chi l’ha votata, l’avrebbe fatto con maggiore consapevolezza, visto che non è un argomento di  leggera  conversazione quotidiana”.

Una proposta “caduta dal cielo”, per la Buccafusca, approvata a “scatola chiusa” che tenderebbe a favorire la guerra tra poveri. “Un principio – dichiara – che esiste già ed è garantito dalla Legge 54/2006 che, rispetto al passato, presenta aspetti innovativi come la cancellazione della norma che riconosceva un genitore prevalente, passando dall’affidamento congiunto a quello condiviso”. In Italia, il registro è stato istituito in 30 comuni, adesso, con Nicotera, 31.

“E’ chiaro – evidenzia la Buccafusca – che il diritto del bambino, nella istituzione del registro sulla bigenotorialità non c’entra assolutamente nulla. Semmai sorge il dubbio che si voglia salvaguardare il “diritto” del genitore  ad evitare che ne rimanga penalizzato rispetto al genitore collocatario, presso cui il minore vive ed ha la residenza,  e allora diciamolo: il registro è soltanto  uno strascico di quella bruttissima e medievale riforma il cui  disegno di legge dell’ex Ministro della Lega, Pillon,  per fortuna non è stato approvato. Di fatto prevedeva persino l’annullamento dell’assegno mensile al genitore presso cui era collocato il minore e siccome spesso il bambino vive con la madre, ditemi voi a chi converrebbe  la cancellazione del mantenimento mensile? Tutti vogliamo salvare l’unità della famiglia, tutti vorremmo “mediare” non soltanto quelli che, pur essendo divorziati o conviventi, dopo due  matrimoni, predicano bene e razzolano male,ma in certi casi, ci so.no mariti violenti che prima che si trasformino in assassini è preferibile, per le donne, separarsi da loro e subito per non morire ammazzate. Un pò di onestà intellettuale aiuterebbe tutti e tutte a capire e a riflettere meglio”.

“La proposta approvata anche dalla maggioranza – per il consigliere di Movi@Vento – non è altro che un modo per non produrre nulla, se non un minimo di visibilità al partito di Matteo Salvini che, non solo in Calabria, ma in diverse regioni italiane, sta cercando di aumentare il suo consenso anche pescando nelle file di padri separati che vivono, come tutti i genitori, le loro tensioni e le loro fragilità familiari e non avrebbero bisogno di essere strumentalizzati, ma aiutati in modo onesto e concreto a risolvere le loro problematiche”.

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