A Nicotera, con la salute, si gioca sulla pelle dei cittadini. Infognati ma non rassegnati. A Nicotera, con la salute, si gioca sulla pelle dei cittadini. Infognati ma non rassegnati.

A Nicotera, con la salute, si gioca sulla pelle dei cittadini. Infognati ma non rassegnati.

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Per il 2 settembre è stato richiesto un consiglio comunale, su proposta della minoranza, a seguito di alcune interrogazioni poste al sindaco e alla giunta su 4 punti fondamentali che sono rimasti evidentemente lettera morta e ancora senza risposta:

  • In merito alle problematiche sulla salvaguardia e valorizzazione della grande Pineta di Nicotera Marina – dove insiste anche l’importante giardino botanico di Porcinai nell’ex Villaggio Valtur-;
  • si chiedono risposte sul progetto del lontano 2020 sui lavori di messa in sicurezza dell’abitato di Nicotera Marina tramite il rifacimento della condotta comunale di raccolta delle acque bianche, nonché l’adeguamento e completamento della stazione di sollevamento acque bianche realizzate in prossimità del lungomare chiedendo quali siano i motivi che a distanza di quasi due anni dalla redazione del progetto, impediscono di procedere all’appalto e alla cantierizzazione dell’opera;
  • si chiedono anche lumi sui motivi della sospensione dei lavori sul progetto esecutivo relativo alla sostituzione di tubazioni di adduzione alla rete fognaria di acque nere e realizzazione di uno scaricatore di piena a Nicotera Marina;
  • si chiedono notizie e risposte anche per la frazione scalo ferroviario in merito al rischio idraulico indotto dai lavori di canalizzazione delle acque meteoriche eseguite da RFI (Ferrovie dello Stato) nonché sul tavolo tecnico in merito.
Post del Sindaco, sold-out di Ferragosto

Quattro problemi seri e concreti che, se invece di essere oggetto di chiarimenti e informazioni, fossero stati già realizzati, avremmo risolto gran parte di quei problemi che puntualmente ogni estate si ripresentano in maniera nefasta. Insomma, un altro anno perso, il terzo di questa amministrazione comunale, reso  ancora più grave dopo il Covid19 e i lockdown che hanno strozzato l’economia locale. Un’altra stagione estiva andata in frantumi, dove a pagarne le spese sono i soliti operatori turistici, gli stabilimenti balneari, la filiera della ristorazione, del commercio, ecc., senza dimenticare i cittadini e i turisti. A breve arriveranno le bollette i luce e gas, e la mattanza sarà completa.

Una estate che ormai volge alla sua fine e dove si possono già tirare le somme di un fallimento totale sia dal punto di vista economico che turistico ed ambientale, con il mare quasi sempre inquinato e frutto di una amministrazione comunale che è stata tutto fumo e niente arrosto. Un sindaco e una giunta più attenti al frivolo specie nelle foto da postare sui social, sempre ad orari più assurdi, fino a dover ripiegare alle 7 del mattino per pubblicizzare disperatamente un mare pulito che era solo una ingannevole visione, ripresentandosi puntualmente più tardi, come un orologio svizzero, con il mare sporco, inquinato e con le fioriture algali pasciute dagli sversamenti in mare dei liquami fognari locali. Ma la chicca è stata a Ferragosto con il post: “Sold-Out”…forse non ci credeva neanche lui, il sindaco Marasco, che il 15 agosto la gente fosse andata, giocoforza, a trascorrere la giornata nella spiaggia di Nicotera.

Il sindaco, altresì, in piena estate, il 5 agosto, volgeva il suo sguardo e la sua attenzione minacciosa verso il vicino comune di San Ferdinando, additando non tanto il fiume Mesima, quanto il rigagnolo del Vena, postando contro lo stesso due eclatanti filmati, di cui uno del 2019 di una TV locale quindi già noto a quel tempo e anche prima e, un secondo breve filmato dallo stesso sindaco prodotto con il telefonino, nel mentre faceva vedere le acque del Vena che, a suo dire, erano in quel momento inquinate e colpevoli di rovinare il mare di Nicotera. Era un video da autodidatta e, con clamore sui social, chiedeva l’intervento dell’Arpacal e della Guardia Costiera i quali, prelevavano i campioni di acqua e, ad analisi effettuata, con i risultati in mano erano costretti  a smentire il sindaco allarmista, certificando la non presenza di inquinanti nel Vena e nel Mesima che lo stesso in una intervista su TV locale, sarà costretto ad ammettere che “quel giorno non vi erano svernamenti”.

Una sceneggiata che il sindaco nicoterese poteva e doveva evitare perché al corrente del fatto che il buon sindaco del Comune di San Ferdinando, con provvedimento economico della Regione Calabria, aveva avviato una campagna di risanamento ecologico sia del Mesima che del Vena con incarico assegnato alla ditta specializzata “Wet Stone Srls” di Salerno la quale avviava, all’inizio di Giugno 2022, un efficace intervento di bioattivazione delle acque che proseguirà fino a tutto settembre 2022, rendendo limpide e cristalline le stesse, così come in precedenza già positivamente sperimentato, nel 2017, dalla Terna Commissariale Antimafia di Nicotera che aveva disposto analogo intervento di risanamento.

<Il trattamento attualmente in atto ha finanche fatto comparire i pesci dentro il Vena e il Mesima – afferma il titolare della società Antonio Di Giacomo – trattando la parte terminale degli stessi fino a 100 metri dalla foce. La bioattivazione di sedimenti la si può considerare, a tutto titolo, come intervento di biorisanamento dei corpi idrici superficiali quando compromessi pesantemente da inquinanti soprattutto di natura organica. E’ un tipo di tecnologia assolutamente naturale, non invasiva, non necessita di energia elettrica e prevede l’utilizzo di bioattivatori con batteri utili (no ogm), enzimi naturalmente contenuti nelle materie prime vegetali, biocatalizzatori minerali, supporti vegetali quali fattori di crescita al fine di innescare la naturale flora microbica del sito oggetto dei trattamenti. Queste tecnologie e questi prodotti vengono utilizzati anche in allevamenti ittici o comunque bacini ove vi è naturale presenza di pesci o di altri animali acquatici. Altro effetto utile è la naturale limitazione dello sviluppo delle fioriture algali – prosegue Di Giacomo –  in quanto la digestione e la conseguente mineralizzazione della sostanza organica toglie nutrimento alle alghe: un rimedio naturale della eutrofizzazione. Sul Mesima e sul Vena abbiamo effettuato i primi trattamenti nella prima decade di luglio e, precipitazioni permettendo, stiamo ancora continuando e si procederà fino alla fine di settembre. Il comune di San Ferdinando ha incaricato un laboratorio accreditato che fin dall’inizio sta effettuando regolari prelievi a monte e a valle. I parametri sono il COD, il pH, la conducibilità e l’escherichia coli. Già dalla prima settimana si sono riscontrati notevoli abbattimenti, soprattutto di escherichia coli in entrambi i corsi d’acqua. Abbattimenti mediamente del 50% sul Mesima, ma ancora più sorprendenti sul Vena, dove i valori di escherichia hanno dato un decremento dal 75 a oltre il 90% (certificato del laboratorio del prelievo del 9 agosto)>.

Il Mesima cristallino il 5 agosto 2022

Il sindaco di San Ferdinando, lamenta anche, in maniera corretta, la continua fioritura algale presente nel mare dovuta agli inquinanti che nel tempo si sono depositati in mare e che bisogna intervenire anche in tal senso con ulteriori interventi della Regione Calabria.

Anche per questo problema – afferma Di Giacomo titolare della società “Wet Stone” – abbiamo la soluzione tramite interventi sul bagnasciuga con prodotti naturali da applicare nelle prime ore del mattino con effetto di biorisanamento tramite microorganismi i cui enzimi aiutano a eliminare la fioritura algale in mare. I costi sono decisamente bassi rispetto ai benefici>.

Quindi, viene dimostrato che il vena e il Mesima non hanno inquinato durante il periodo di trattamento ecologico estivo, confermandosi che le bugie hanno le gambe corte. Difatti, il problema inquinamento del mare nicoterese, senza indugi e sviamenti, va adesso ricercato nello sversamento delle fogne locali attraverso il pessimo impianto di sollevamento dell’ex depuratore che spinge in avanti lungo la condotta che non funziona e sversa nelle strade, nel fosso San Giovanni e nel mare, per come già denunciato da un precedente rapporto della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia che rimane ancora, inspiegabilmente, senza l’individuazione di colpevoli. Abbiamo ben documentato con MediterraneiNews lo stato di degrado dell’ex depuratore di Nicotera con filmati inequivocabili sullo stato di abbandono e di precarietà in quell’ambiente malsano fatto diventare una discarica a cielo aperto, su un ettaro di terreno di proprietà comunale e a ridosso dell’abitato di Marina, con qualcuno che è stato autorizzato a manovrare e controllare l’impianto di sollevamento, comandato in un ambiente di lavoro che non permette il minimo di sicurezza, con gravi responsabilità da parte dell’amministrazione comunale. Si attendono risposte, ma anche azioni concrete da parte della minoranza e dei cittadini della società civile.

articoli e video correlati: https://mediterraneinews.it/2022/08/22/proteste-a-nicotera-per-linquinamento-del-mare-e-lex-depuratore-si-chiede-lintervento-delle-autorita-preposte-per-la-salvaguardia-della-salute-pubblica/

https://www.youtube.com/watch?v=DOHpUf5ffE0

https://www.youtube.com/watch?v=va7H3IN-LtY&feature=youtu.be

Ex depuratore di Nicotera con pompe di sollevamento in funzione nel pieno degrado ambientale
Foce del Fiume Mesima dove si innesta il torrente Vena. Acque cristalline agosto 2022
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