INTELLIGENCE, LUCIANO ROMITO AL MASTER DELL’UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA: “LE PERIZIE FONICA SONO FONDAMENTALI NEI PROCESSI GIUDIZIARI”.

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Rende (18.4.2026) – “L’importanza della competenza linguistica nelle perizie fonetiche” è il titolo della lezione tenuta da Luciano Romito, professore di glottologia e linguistica presso l’Università della Calabria, e coordinatore dell’Osservatorio sulla Linguistica Forense (OLF) al Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.

Romito ha spiegato l’importanza della comparazione fonica al fine dell’identificazione di una persona attraverso la voce.

Evidenzia pertanto, che tale comparazione, partendo da una voce anonima registrata, è composta da tre passaggi, ovvero la caratterizzazione del parlante, intesa non solo come identificazione del singolo ma come comunità di parlati; la comparazione fonica qualora vi siano tanti sospettati; l’identificazione del parlante al fine di addivenire all’identificazione del singolo.

Romito spiega che l’identificazione di un soggetto attraverso la voce avviene utilizzando dei “parametri” così come avviene anche per l’identificazione di una persona attraverso il volto.

Proprio con riferimento alla caratterizzazione del parlante ha spiegato che ad esempio il nostro Paese non possiede una lingua unica. Nella Penisola prevale l’uso dei molteplici dialetti, che è spesso la prima lingua che apprendiamo e che ci accompagna per tutta la vita. In Calabria, ad esempio, si distinguono due principali aree dialettali: quella della Calabria Latina, corrispondente prevalentemente alla provincia di Cosenza, e quella della Calabria Greca, che include gran parte del territorio restante. Le differenze linguistiche tra queste due aree sono significative; nei dialetti di origine greca, ad esempio, non si usano i verbi all’infinito, come invece accade nei dialetti di derivazione latina. Inoltre, anche l’uso dei pronomi possessivi, posizionati prima o dopo il verbo, può rivelare se un dialetto appartenga alla costa tirrenica o a quella ionica della regione. In sostanza, per comprendere appieno il significato di una conversazione o la realtà in cui essa è inserita, risulta fondamentale prestare attenzione a tutto ciò che va oltre le singole parole.

Una volta compreso quali siano le persone da controllare si può procedere alla comparazione finalizzata all’identificazione.

Questa comparazione avviene attraverso un procedimento suddiviso a fasi.

La prima fase include l’identificazione del file che contiene la voce anonima; la digitalizzazione qualora il file fosse di natura analogica; etichettatura del file con l’isolamento della voce anonima; effettuazione dell’analisi linguistica con la caratterizzazione del parlato; costruire il questionario per il saggio fonico.

Nella seconda fase si identificano i soggetti e si effettua il prelievo del saggio fonico.

La terza fase è strettamente collegata con le precedenti due in quanto viene ripetuta l’operazione di digitalizzazione, etichettatura e analisi linguistica.

La quarta, quinta e sesta fase, comprendono una serie di misure con particolare attenzione a parametri che siano rappresentativi della persona.

Romito ha successivamente spiegato che l’analisi della voce può essere effettuata seguendo due approcci distinti: uno soggettivo e uno oggettivo. Ha evidenziato come, durante l’ascolto di un audio, possa verificarsi un errore di falsa attribuzione, causato da un processo inconscio che influenza la nostra percezione. Tuttavia, ha sottolineato che i metodi oggettivi di analisi, siano essi automatici o semi-automatici, riducono significativamente il rischio di tali errori. Successivamente, Romito ha chiarito che la cosiddetta statistica decisionale non rappresenta una prova assoluta. Di conseguenza, una somiglianza tra due voci non può né deve essere considerata come una reale identificazione, contrariamente a quanto, invece, spesso avviene nei tribunali italiani. Spiega altresì che il passaggio dalla similitudine all’identificazione è un passaggio assolutamente senza nessun fondamento scientifico. Ha osservato che sia i giudici sia i politici prendono spesso decisioni basandosi sulla plausibilità di una situazione piuttosto che su certezze scientifiche. Per questa ragione e in conclusione Romito ritiene fondamentale che i massimi esperti mettano le loro competenze al servizio dello Stato e non esclusivamente di privati. Diversamente, si rischierebbe di creare un sistema giudiziario iniquo, favorendo coloro che hanno le risorse economiche per avvalersi dei migliori consulenti tecnici.

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