LA “NUOVA AGENDA URBANA”, approvata nel 2016 nella conferenza “Habitat III” delle Nazioni Unite, ha tracciato le strategie globali di urbanizzazione per i successivi vent’anni, delineando una visione ambiziosa di città, sviluppate lungo assi di trasporto pubblico sostenibile e umanizzate da una crescita policentrica.
Il suo punto centrale è il Diritto alla Città, di “Una Città per la gente e non per il profitto”, di una visione che vuole indurre i governi locali a una pianificazione che privilegi il pubblico sul privato nell’organizzazione delle Città.
Già oggi le Città di tutto il mondo, che ospitano oltre il 50% dell’umanità, sperimentano sempre più soluzioni per la sostenibilità e l’inclusività, più verdi, sicure e prospere. Città in molte delle quali i loro abitanti già da anni viaggiano su treni alimentati a energie rinnovabili.
Oggi sono infatti le Città di una certa dimensione, e non i piccoli paesi, quelle che danno l’opportunità di darsi amministrazione e governo del territorio efficiente, di dare risposte sostenibili alla nuova domanda di mobilità, ecosostenibilità e comunicazione, ai nuovi modi di produzione, dello stile, della qualità della vita e della coesione sociale.
La nostra idea è quella di contribuire, partendo da alcune infrastrutture materiali esistenti, a far nascere una smart city/land (una città/territorio intelligente) che si sviluppi lungo assi di trasporto pubblico, umanizzata da una crescita policentrica. Che riduca all’essenziale il consumo di suolo e che sia un centro culturale riconosciuto, collocato in un nuovo contesto territoriale coeso socialmente, economicamente e istituzionalmente.
Se per mobilità sostenibile si intende la garanzia che il sistema di trasporto corrisponda ai bisogni economici, sociali e ambientali della società, riducendo al minimo gli aspetti negativi su di essi, ebbene dobbiamo purtroppo prendere atto che, non solo non si possa ancora parlare nel territorio della “Città della Piana” di mobilità sostenibile ma, addirittura, che non si possa parlare neanche di diritto alla semplice mobilità, come viene comunemente intesa.
La “Città della Piana” per poter nascere, diventare un interlocutore credibile e politicamente forte, per utilizzare al meglio le proprie risorse, ha bisogno anzitutto di UNA VISIONE CONDIVISA DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE, che realizzi la sicurezza negli spostamenti, la difesa dell’ambiente e nello stesso tempo decongestioni il costoso ed inquinante traffico stradale privato.
Un Progetto cioè per valorizzare Parchi, Costa, Bellezze Naturali e Centri Storici, che guardi al collegamento del Porto con il territorio, al futuro Nuovo Ospedale della Città della Piana ed al recupero delle ex strutture sanitarie esistenti, ai collegamenti con gli aeroporti e le università.
Un Progetto cioè che punti a rigenerare l’infrastruttura ferroviaria esistente, pensando al restauro delle stazioni degradate e abbandonate, all’integrazione di treni, auto, cicli e pullman elettrici per poter facilitare le attività produttive, ridurre i costi per gli spostamenti privati, incrementare i flussi turistici.
Solo così si potrà valorizzare il grande patrimonio naturalistico, architettonico, e le bellezze esistenti lungo le due tratte delle ex Ferrovie Calabro Lucane, come la grotta di Sant’Elia e i parchi archeologici, l’artigianato di Seminara e la Chiesa della Madonna dei Poveri, la Varia di Palmi, gli Uliveti secolari, il Parco d’Aspromonte, la fascia costiera, le fontane storiche, l’Orto botanico di Cittanova, il castello di San Giorgio Morgeto, le bellissime chiese di Cinquefrondi, Polistena, Oppido con il suo pregevole museo diocesano e tutti i borghi delle aree interne, le aste fluviali del Mesima e del Petrace da trasformare in Parchi Naturali Attrezzati. Tutto ancora oggi purtroppo degradato e in via di abbandono.
Un’idea che punti ad utilizzare veicoli ferroviari di ultima generazione e che preveda il prolungamento dell’attuale linea da Cinquefrondi, passando per Melicucco, Anoia, Maropati, Giffone, Galatro, Feroleto della Chiesa e Plaesano, Laureana di Borrello, Rosarno, S. Ferdinando, Porto di Gioia Tauro, per ricollegarsi infine all’esistente capolinea di Gioia Tauro, realizzando così una MODERNA ED EFFICIENTE METROPOLITANA CIRCOLARE che colleghi tutto il territorio H24 per 365 giorni.
Compresi anche gli abitati del versante nord da Cinquefrondi verso Candidoni, Serrata e San Pietro di Caridà e del versante Sud da Cittanova verso Molochio, Terranova S.M., Varapodio, Cosoleto, Oppido Mamertina, S. Cristina, San Procopio, Scido e Seminara mediante un collegamento con pulmini elettrici in coincidenza con la Metropolitana.
Provvedendo inoltre a riattivare il tronco Gioia Tauro-Palmi-Seminara-Sinopoli-S.Eufemia e da lì estenderlo con pulmini elettrici fino a collegare la stazione sciistica di Gambarie con la Città della Piana.
E si dovrà finalmente impegnarsi a completare il progetto del 1920 da Cinquefrondi allo Jonio (ove già esiste il collegamento Mammola-Gioiosa Jonica) per connettere anche su ferro i due versanti Tirrenico e Jonico, rivendicando dal Ministero delle Infrastrutture la realizzazione di una seconda canna (stradale e ferroviaria) in aggiunta all’esistente, insufficiente e pericolosa galleria della Limina.
A chi sembrano utopie rispondiamo subito che è da esse che si parte e che, passando per i sogni che non dovremmo mai smettere di coltivare, si dovrà passare poi velocemente alle cose concrete. Sottoscrivendo tutti i 33 Comuni, la Città Metropolitana e la Regione un protocollo d’intesa, assumere impegni di spesa per redigere un primo studio di fattibilità, reperire finanziamenti e passare alla redazione di un progetto esecutivo che diventi patrimonio identitario di tutto il territorio.
Oggi è il momento favorevole perché la tendenza dell’UE, con i fondi del Recovery Fund e del PNRR, è quella di dare priorità agli investimenti infrastrutturali nelle Città, perché è nei grandi centri urbani che si gioca la sfida fondamentale della mobilità italiana per superare il gap che le separa dalle maggiori Città italiane e europee.
Dobbiamo però chiedere che la Città Metropolitana di Reggio Calabria dia nel suo Piano Strategico l’importanza che merita anche questo progetto lungimirante della Metropolitana della Città della Piana.
Alla Regione Calabria ricordiamo, a sostegno della nostra idea e per superare l’approccio parziale nel recente Piano Regionale dei Trasporti al problema delle Ferrovie Taurensi, la proposta fatta a suo tempo dalla stessa Giunta Regionale e dal suo Presidente che hanno riconosciuto che tali Ferrovie debbano essere ammodernate e rimesse in funzione per integrarle nel sistema Metropolitano regionale per fare uscire il territorio dal suo isolamento.
Già tante Amministrazione comunali della Città della Piana hanno avuto la sensibilità di deliberare la proposta di riapertura e riqualificazione delle Taurensi in Metropolitana di superficie.
Delibera che invitiamo ad adottare al più presto da parte di tutti i 33 Consigli Comunali con l’invito sia alla Città Metropolitana di Reggio Calabria a integrare il Piano Strategico Metropolitano per inserirla fra le opere prioritarie da realizzare, sia alla Regione Calabria per inserirla nella propria programmazione di breve termine con il PNRR (in cui ci sono abbondanti fonti finanziarie non ancora o poco utilizzati !) impegnando anche i fondi residui del POR Calabria 2015-2021 e quelli dell’attuale POR Calabria 2021-2027.
Occorrerà anche sensibilizzare i nostri consiglieri regionali, parlamentari, partiti e sindacati, affinché facciano propria questa esigenza e si impegnino a sostenerla nelle sedi opportune. Già l’UIL Trasporti recentemente ha reso pubblica la propria posizione favorevole in merito alla realizzazione della Metropolitana invitando la Regione ad impegnarsi per questa infrastruttura.
Infine, chi ritiene di trasformare il tracciato della linea ferrata soltanto in una pista ciclabile dimostra di non conoscere GLI SCENARI DEL FUTURO. Vogliamo anche noi una Pista ciclabile ma, ci chiediamo, perché distruggere un’importante infrastruttura ferroviaria storica se è vero, e c’è ragione di crederlo, che : entro il 2050 il trasporto passeggeri è destinato ad aumentare del 50%; che in quest’ultimo periodo c’è stato un incremento complessivo del 14% della mobilità su rotaia ed un ridimensionamento del trasporto su strada (-30% nell’ultimo periodo)? ed infine, fatto ancor più importante, che è provato che i territori sprovvisti di buoni collegamenti pubblici non hanno alcuna prospettiva di sviluppo ?
Se tutto ciò è vero, ed è vero, è assiomatico che privilegiare il trasporto pubblico locale, attuando misure graduali per realizzare il passaggio dal gommato alla ferrovia, diventi un passaggio ragionevole ed anzi obbligato.
Ed è quello che già altri territori della Regione hanno programmato quasi 20 anni or sono, con i fondi europei del POR Calabria 2007-2013, e che presto diverrà realtà, in quanto è già stato progettato, in parte appaltato ed in corso di realizzazione, per circa 450 MLN di euro (poi incrementati di ulteriori 450 MLN), il SISTEMA METROPOLITANO CALABRESE di Cosenza-Rende; Stazione ferroviaria Lamezia Terme, Aeroporto, Catanzaro Lido; Paola, Sibari, Corigliano, Crotone, Rossano e, infine, Reggio Calabria-Lamezia Terme.
Praticamente, il SISTEMA che entro pochi anni consentirà a quasi tutta la Calabria di potersi muovere entro e fuori i propri confini civilmente, in sicurezza e in tempi ragionevoli. Praticamente resterebbe esclusa la sola Città della Piana nella qule, al contrario, è stato incrementato il trasporto privato (inefficiente ed inquinante) a scapito del trasporto pubblico !
Riteniamo che sia indispensabile ed urgente, con il concorso di tutti i 33 Sindaci, predisporre STUDI DI FATTIBILITA’ E PROGETTI PER LA RIGENERAZIONE DELLA FERROVIA DELLA CALABRIA DELLA CITTA’ DELLA PIANA, integrata a fini trasportistici, sociali, produttivi e turistici. Rifunzionalizzando le stazioni lungo il suo percorso, realizzando nuovi parcheggi e piazzali di scambio auto, cicli, bus elettrici, attrezzando gli ambiti di paesaggio dei boschi di ulivo ed i futuri parchi fluviali, le aree costiere, interrando i passaggi della rete ferroviaria con le intersezioni stradali nei centri abitati e riqualificando a verde pubblico le aree di risulta in tutti i borghi.
Servono, in definitiva, sia l’infrastruttura ferroviaria che una PISTA CICLABILE divenute ormai essenziali, per configurare attorno ad esse la nascente CITTA’ POLICENTRICA DELLA PIANA AL SERVIZIO DEL PORTO ED IL PORTO AL SERVIZIO DELLA CITTA’ DELLA PIANA E DELLA CALABRIA, unica visione strategica capace di creare una forte coesione sociale e identitaria dei suoi 180.000 abitanti, in grado di far decollare tutto il territorio e dare nuovo sprint alla Calabria tutta.
Cittanova 25.04.2026
Per il Coordinamento della CITTA’ DELLA PIANA
Il Presidente Armando Foci

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