L’Associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” domenica scorsa è ritornata con i suoi appuntamenti domenicali con un momento di approfondimento presso il comune di Marcellinara in provincia di Catanzaro.
L’occasione è stata data dalla XVI Giornata Nazionale ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane che dà la possibilità di visitare dimore storiche importanti ed inedite ed al tempo stesso di creare scambi culturali con importanti realtà storico – artistiche.
Il presidente Giuseppe Livoti a nome del direttivo insieme ad alcuni referenti Daniela Palamara – delegata Muse Area Economica e Rosaria Livoti – co segretaria, incontrando i proprietari della dimora i signori Gianpietro e Selvaggia Sanseverino rappresentanti della nobile e storica famiglia ha ricordato come “Le Muse” da sempre hanno seguito, promosso e valorizzato le dimore storiche come lo attesta negli anni la promozione di Palazzo D’Agostino di Serrata o ancora Palazzo Malgeri a Bova Marina ed ancora con scambi culturali presso Villa Cefaly ad Acconia di Curinga, Palazzo Murmura a Vibo.
Un incontro – visita animato dai soci Muse che insieme hanno avuto il piacere e l’onore di visitare una residenza che è un vero e proprio viaggio tra spazi intimi e familiari ma anche fonti documentali, arredi ed architetture che attestano l’andamento di gusto del tempo dopo il terremoto del 1783. Nel corso della visita il direttivo Muse ha consegnato alla famiglia il gagliardetto dell’associazione al suo 26esimo anno di attività. Nel saluto all’associazione Gianpietro Sanseverino ha ringraziato tutti i partecipanti: ”…la Calabria, dice oggi ha risposto molto positivamente a questa apertura, accettando la nostra voglia di destagionalizzare il turismo, facendo vivere le nostre case che nel tempo attuale non sono solamente dei contenitori di storia ma crogioli di attualità. Non a caso abbiamo riunito le eccellenze di Calabria nel cortile per promuovere i territori. Un grazie alle Muse per questo scambio che attesta la voglia di promuovere un palazzo che apre le porte per la prima volta e che deve essere ricordato anche per la presenza di San Francesco nel lontano 1400, un santo che rende -grande- il valore storico di un luogo che non è geograficamente strategico ma che attesta come la Calabria ha luoghi di interesse inediti e poco sfruttati.”
Interessante, la storia della Famiglia Sanseverino. Il 3 febbraio 1445 Alfonso d’Aragona concesse a Niccolò Sanseverino dei Conti di Mileto la Baronia di Marcellinara quale ricompensa per l’aiuto offertogli dalla famiglia, durante il vittorioso assedio di Catanzaro, contro il Conte di Ventimiglia. Dell’antico castello rimangono il cortile e gli ambienti al piano terra. Qui i muri di tufo chiaro, i raffinati capitelli alla base degli archi e delle lunette, e le tracce di affreschi con disegni geometrici, denotano una funzione di “residenza” e non solo difensiva del castello. La maggior parte del castello fu distrutta dal terremoto del 1783 e su questi antichi resti fu costruito l’attuale palazzo completato nel 1790. A pianta quadrata, con il cortile centrale che presenta ancora l’antico acciottolato quattrocentesco, il palazzo è a due piani, adeguandosi così alle norme antisismiche stabilite dagli editti reali per la ricostruzione. La facciata è caratterizzata da un imponente loggiato costituito da cinque archi a tutto sesto e decorato da un bugnato liscio.
“Le scale del palazzo del barone Sanseverino sono tutte di questo marmo (il verde di Calabria), il che sarebbe altrove un lusso più che regale”.
(F. Lenormant, La Grande Grèce. Paysages et histoire, Paris 1881)
La visita è stata un viaggio tra ampi saloni di rappresentanza con grandi tele di scuola napoletana, pareti affrescati tardo ottocenteschi, vasi francesi, collezioni antiquarie (solitamente presenti in tutte le case di una certa importanza) “Camere delle Meraviglie” ed ancora pavimenti di maiolica policroma di fattura napoletana. Per l’occasione si è potuto visionare un quadro che ritrae San Francesco di Paola, eseguito durante il Suo soggiorno, nel 1464, nel castello Sanseverino custodito gelosamente dalla famiglia ed esposto per questo grande evento. Interessante anche l’approfondimento sullo storico Lanificio Leo, fondato nel 1873, la più antica fabbrica tessile della Calabria. L’azienda è stata descritta da Emilio Salvatore Leo architetto, titolare e direttore creativo il quale ha evidenziato.




