Si è svolto a Gioia Tauro un importante evento: “La voce della Calabria”, un convegno ed una mostra dedicata a Corrado Alvaro, dove è stata anche intitolata la sezione della biblioteca, dedicata agli scrittori calabresi, alla memoria di Corrado Alvaro nel 70° anniversario dalla sua morte.
Un evento che ha unito arte, memoria e impegno culturale, impreziosito dalle opere del Maestro Mimmo Morogallo, dedicate alla vita e alle opere di Alvaro.
Corrado Alvaro nacque a San Luca (Rc) il 15 aprile 1895. Fu scrittore, giornalista, poeta e sceneggiatore italiano.
Scrittore di vigorosa serietà morale, è il pessimista rievocatore di una sua mitica e cara Calabria. Pur essendo infatti un intellettuale aperto all’Europa, grazie ai suoi soggiorni all’estero ed i suoi incarichi lavorativi soprattutto in Francia, Alvaro è profondamente radicato alla sua terra e sin dalle prime opere manifesta la necessità di narrare la realtà umile, povera e dolorosa della Calabria sempre con i toni lirici ed evocativi di chi vive oramai lontano.
Il realismo di Alvaro erroneamente scambiato per un atteggiamento politico ed ideologico, gli ha causato non pochi problemi con il regime di Mussolini, la critica del tempo non lo ha aiutato a scrollarsi dall’etichetta attribuitogli, anzi alimentava i sospetti del regime, per cui lo stesso Alvaro di sua decisione rinunciò a parecchi incarichi di prestigio.
La sua poesia parlava volentieri di una Calabria mitica, fuori dal tempo, nettamente in contrasto con il mondo caotico delle metropoli.
La sua terra era divenuta una sorta di paradiso perduto dove i caratteri somatici e caratteriali erano schietti precisi e duri come nei “racconti paesani” o nella sua più importante opera: Gente in Aspromonte, opera in 13 racconti tutti incentrati su contadini, pastori, emigranti, gente povera ed oppressa dai problemi legati alla sopravvivenza. E’ la storia tipica di molte realtà anche diverse e lontane dalla Calabria, la storia di uno oppresso e povero che decide di ribellarsi fino a diventare bandito. La tragedia finale nella decisione di costituirsi illudendosi di ottenere giustizia.
All’età di 61 anni muore a Roma l’11 giugno del 1956 per un tumore che lo aveva colpito prima all’addome e successivamente ai polmoni.
Nel corso dell’evento il sindaco di Gioia Tauro avv. Simona Scarcella ha sottolineato che lo scrittore è simbolo della calabresità, e voce che ha restituito un’immagine diversa della sua terra natale, lontana dagli stereotipi che spesso la penalizzano.
L’avv. Scarcella ha anche ricordato l’ impegno di Alvaro nella lotta contro i regimi fascisti.
L’intitolazione della sezione della biblioteca dedicata agli scrittori calabresi, è un omaggio che rappresenta anche un impegno concreto nel valorizzare il patrimonio letterario e culturale della regione.
La personale di Mimmo Morogallo, artista di fama internazionale originario di Gioia Tauro, ha incantato il numeroso pubblico presente, tra cui moltissimi studenti accompagnati dai loro docenti.
Un percorso tra arte e letteratura che restituisce l’anima della Calabria attraverso i colori, i volti e i paesaggi e che ha rappresentato un’occasione unica per riscoprire, a 70 anni dalla sua morte , il grande scrittore Corrado Alvaro e il suo legame profondo con la Calabria, attraverso un dialogo intenso tra parola e immagine, tra letteratura e pittura.
Un momento di cultura pensato per valorizzare il territorio, le sue tradizioni e il patrimonio artistico locale.
Mimmo Morogallo è uno straordinario artista di Gioia Tauro, noto per una lunga carriera creativa che abbraccia decenni e che ha portato le sue opere in mostre sia in Italia sia all’estero.
Morogallo è spesso descritto come un “pittore giramondo”: la sua arte nasce dall’incontro con paesaggi naturali, culture esotiche e luce mediterranea.
I suoi dipinti sono caratterizzati da un uso intenso del colore e da un forte impatto emotivo, con frequenti richiami alla figura umana, al mare e alla natura.
Viene associato a una sensibilità che fonde elementi figurativi e impressionisti, pur con tecniche personali che includono anche bassorilievi con materiali come sabbia e segatura.
Le opere di Morogallo esplorano spesso: la luce come elemento primario di espressione; il mare, la natura, i paesaggi e le memorie personali; la Calabria e i suoi figli illustri
la figura femminile e la quotidianità delle comunità.
Un artista che ha saputo fondere le sue radici calabresi con un linguaggio pittorico ricco e personale, apprezzato tanto in Italia quanto all’estero, e che con sensibilità e genio ha raccontato
su tela un mondo che va da Gente in Aspromonte a Melusina, figura che simboleggia il Sud tradizionale, la sua bellezza e al contempo la sua fragilità, destinata a scomparire sotto la spinta della modernizzazione e dell’esodo.
Un racconto che rappresenta uno dei momenti più lirici e riflessivi di Alvaro, in cui l’autore riesce a
coniugare realismo narrativo e immaginazione poetica, in una prosa che rivela tanto la tragedia
individuale quanto la grande tragedia di un’intera civiltà rurale.
Caterina Sorbara




