Polsi, i fedeli chiedono risposte sul futuro di uno dei luoghi simbolo della Calabria
Da oltre un anno, attorno al Santuario di Polsi sembra essersi creato un silenzio che molti fedeli definiscono “assordante”. Un silenzio che alimenta interrogativi, preoccupazioni e aspettative tra le migliaia di persone che, da generazioni, considerano Polsi non soltanto un luogo di culto, ma un simbolo identitario, spirituale e culturale della Calabria.
Nel corso del 2025 si è discusso ampiamente delle difficoltà di accesso al Santuario. Le motivazioni comunicate riguardavano lavori e interventi che interessavano sia la viabilità sia la struttura religiosa. Una situazione che, pur compresa da molti come necessaria per consentire opere di miglioramento e restauro, ha inevitabilmente limitato l’arrivo dei pellegrini e dei visitatori.
A distanza di mesi, però, numerosi fedeli si pongono una domanda semplice: quale sarà il futuro di Polsi?
Si parla della possibile riapertura della chiesa restaurata. Se ciò dovesse avvenire, rappresenterebbe certamente una notizia positiva per l’intera comunità religiosa. Ma cosa accadrà successivamente? Esiste un programma per il rilancio del Santuario? Sono previsti interventi per garantire una piena accessibilità ai pellegrini? Vi sono tempi certi per il ritorno alla normalità?
Sono interrogativi che circolano sempre più frequentemente tra i fedeli anche al di fuori della Calabria.
Ciò che emerge con maggiore forza è il desiderio di chiarezza. Nessuno mette in discussione l’importanza della sicurezza, un tema che negli ultimi anni è stato più volte richiamato come elemento centrale nella gestione dell’area. La tutela delle persone e la sicurezza delle infrastrutture rappresentano infatti esigenze fondamentali e condivisibili.
Ma, tuttavia, tra i fedeli e non solo, cresce la sensazione che il dibattito sulla sicurezza abbia finito per coincidere con una prolungata assenza di informazioni pubbliche. È davvero così? Oppure esistono percorsi amministrativi e tecnici poco conosciuti ai cittadini che stanno rallentando il ritorno alla piena fruizione del Santuario? Se sono state presentate sollecitazioni, a che punto si trovano? Se invece tali iniziative non sono state avviate, quali sono le ragioni?
Domande che non nascono dalla polemica, ma dall’attaccamento a un luogo che rappresenta una parte importante della storia religiosa della Calabria.
Per molti fedeli, infatti, Polsi non è soltanto una destinazione spirituale. È un luogo della memoria, delle promesse mantenute. È uno spazio che appartiene al patrimonio collettivo di intere comunità.
E proprio per questo motivo cresce il desiderio di conoscere quale sia la visione per il futuro del Santuario.
Quando sarà possibile tornare a raggiungere Polsi?
Quando saranno pienamente ripristinate le vie di accesso?
I pellegrinaggi tradizionali potranno tornare a svolgersi regolarmente?
Quali iniziative sono previste per restituire centralità a uno dei luoghi religiosi più significativi del territorio?
Sono domande che, secondo numerosi fedeli, meritano una risposta pubblica, trasparente e puntuale.
Tuttavia, ciò che molti chiedono è una comunicazione capace di informare sui lavori in corso, sugli eventuali ostacoli esistenti e sulle prospettive future.
Perché quando mancano le informazioni, inevitabilmente crescono dubbi, interpretazioni e preoccupazioni.
E allora la domanda finale, quella che oggi molti fedeli continuano a porsi, resta sempre la stessa:
Quale futuro attende il Santuario di Polsi? Tornerà ad essere la Polsi che tutti hanno nel cuore?
La risposta, probabilmente, interessa non soltanto chi vive nei comuni dell’area grecanica o dell’Aspromonte, ma tutte quelle migliaia di persone che continuano a considerare Polsi un luogo del cuore e della fede.
E forse proprio da queste migliaia di fedeli arriva il messaggio più semplice: non una polemica, ma una richiesta di chiarezza. Non accuse, ma informazioni. Non contrapposizioni, ma la volontà di vedere nuovamente accessibile e vivo un Santuario che da secoli rappresenta una parte importante della storia e della spiritualità calabrese.
I gruppi di pellegrini di Cinquefrondi e della Piana di Gioia Tauro

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