Ore di profonda apprensione per le sorti di Andrea Minasi, brillante studentessa di appena 23 anni del Conservatorio Statale di Musica “Fausto Torrefranca”. La giovane la cui madre è di origini nicoteresi e il padre carabiniere, sta attualmente lottando per la vita in condizioni critiche.
Martedì 28 luglio, intorno alle 13.30, la ragazza è stata travolta da un’auto mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali in viale Affaccio, nei pressi del McDonald’s. La violenza dello scontro l’ha sbalzata per diversi metri: le sue condizioni sono apparse subito disperate a
causa di un grave trauma cranico, della frattura del femore e di ampie lesioni sul corpo.
Pesano come un macigno i ritardi dei soccorsi che, secondo alcuni testimoni, sarebbero arrivati sul posto dopo oltre mezz’ora. Solo a quel punto è potuto intervenire l’elisoccorso per la corsa disperata verso l’ospedale di Catanzaro, dove la studentessa è stata subito operata alla testa. Ora Andrea giace in coma farmacologico, sospesa tra la vita e la morte. Per i medici saranno ore cruciali: la compromissione di alcune funzioni neurologiche rende il quadro clinico drammaticamente complesso.
Oltre al dolore, resta il nodo delle responsabilità. L’attività investigativa viaggia ormai su due binari: da un lato la ricostruzione della dinamica dell’investimento, dall’altro la verifica delle tempistiche dei soccorsi, finite al centro delle polemiche dopo le segnalazioni dei testimoni.
Toccante la lettera indirizzata a lei dalla zia su Facebook: “Andrea mia, ora devi solo lottare, tesoro. Non avere paura. Le tue risate, i tuoi sogni, le litigate stupide, i pranzi e le cene di famiglia, i mega gelati e le discussioni che non fanno altro che unirci sempre di più al punto di voler fare le vacanze tutti assieme e cantare la nostra canzone a tutto volume… penso solo a te vita mia dolce… Ti aspetta la vita, amore mio e noi la vivremo insieme, promesso… Non può finire così, non meriti che vivere… La nostra vita continuerà se ci sei tu“.



