E’ avvilente, inaccettabile, insopportabile. Vibo Valentia continua a pagare, sempre più un forte tributo agli incidenti stradali degli ultimi tempi. Senza dimenticare che sono ancora in tanti i giovani e meno giovani vibonesi costretti a lottare disperatamente nelle corsie delle terapie intensive degli ospedali calabresi e non.
La popolazione di Vibo Valentia e dintorni non riesce a darsi pace. Tantissimi e tragici sinistri stradali stanno mettendo a dura prova tutto il più che sensibile tessuto sociale del territorio. L’escalation del numero, soprattutto dei giovani, che hanno lasciato la vita in seguito ad improvvisi incidenti mortali, diffonde, inevitabilmente, momenti di profonda disperazione e sconforto tra la stessa popolazione vibonese.
Questa mattina la improvvisa e drammatica scomparsa al “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro, di Andrea Minasi, la ventitreenne pianista vibonese che stava per guadagnare il traguardo del sospirato successo professionale, lascia tutti senza fiato e respiro. Le amorevoli e incessanti cure del team medico e paramedico, l’assistenza, minuto per minuto, dei familiari, le preghiere di tantissima gente, non si sono rivelati sufficienti a salvarla.
“Ali di Vibonesità” si unisce al cordoglio cittadino ed in particolare della famiglia della giovane e formidabile Andrea Minasi che ci ha lasciati portando con sè, in cielo, il bel ricordo di essere stata amata da tutti, guidata da una famiglia che l’ha seguita intensamente nel suo corso di studi al Conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia, senza abbandonarla un solo istante nella sua corsa disperata di evitare la morte. “Andrea Minasi – aggiunge “Ali di Vibonesità “- entra nell’Albo della memoria della Vibonesità. Oggi ha intrapreso il viaggio verso la vita eterna scortata dal coro degli Angeli e con attorno una popolazione che ha deciso di non staccarsi dal suo percorso di pace e serenità”. Ci lascia in eredità l’immagine di una famiglia distrutta dall’immenso dolore che avrà il compito di non far dimenticare mai e a nessuno un Angelo di nome Andrea, dolce custode di tutte le anime. Ci consegna una bella pagina di riflessione sul modo di tentare di evitare che altri possano spegnersi per sempre, allo stesso modo, come è accaduto a lei. La famiglia ha scelto di donare gli organi.
Di Giuseppe Sarlo

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