Claudio Cordova ci regala un’opera che fonde il ritmo avvincente della narrativa con la meticolosità di chi ha dedicato anni alla ricerca e alla narrazione della criminalità organizzata come giornalista d’inchiesta.
La storia inizia con Giovanni Borruto, un bambino il cui pallone rotola ai piedi di don Nuccio Borrello, un anziano seduto nella piazza di Archi. È qui che il vecchio gli racconta le antiche gesta di tre cavalieri: Osso, Mastrosso e Carcagnosso, una narrazione intrisa di vendetta e di regole non scritte, che introduce Giovanni a un mondo dove il silenzio diventa una forma di potere. Accanto a lui ci sono i fratelli Temi, audaci e desiderosi di un futuro migliore, in un periodo in cui la Calabria sta subendo una profonda trasformazione, così come l’Organizzazione stessa.
Dal porto di Gioia Tauro, il traffico di droga riscrive le gerarchie e accorcia le distanze con l’Europa e il resto del mondo, sotto l’egida dei Pisano. Nell’entroterra, invece, gli Scarcella dominano, uomini d’Aspromonte che conoscono a menadito i boschi ei sentieri invisibili. Presto, il potere delle famiglie si intreccia con quello più oscuro delle logge, della politica e dei servizi deviati, dando vita a un’entità complessa con un solo imperativo: tutti devono mangiare. Tuttavia, le alleanze sono fragili e chi commette errori paga senza pietà.
Questo romanzo corale, intenso e magnetico, esplora un mondo dove il rispetto si misura in sangue e l’innocenza è un lusso inaccessibile. La narrazione offre una visione tragica e vertiginosa del sistema criminale che attacca l’Italia.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è la scelta di una narrazione corale, che trasforma il potere, la famiglia, l’ambizione e il prezzo della fedeltà in veri e propri protagonisti. Le dinamiche criminali vengono descritte con una credibilità che deriva dall’esperienza diretta dell’autore, rendendo il racconto autentico e coinvolgente.
Lo stile di Cordova è diretto e cinematografico, con descrizioni incisive e dialoghi credibili. La tensione narrativa si mantiene alta, soprattutto nella seconda metà del romanzo, quando gli intrecci tra i personaggi iniziano a convergere in modo avvincente.
Anche la copertina del libro, con il compasso, la squadra e l’occhio al centro, richiama simboli massonici e anticipa uno dei temi più affascinanti della storia: il legame tra la criminalità organizzata e quei livelli di potere meno visibili, spesso trascurati dalle cronache più superficiali. Claudio Cordova è giornalista e fondatore del quotidiano online «Il Dispaccio». Si è occupato di cronaca nera e giudiziaria e di inchieste su corruzione e criminalità organizzata per numerose testate. Dal 2014 al 2019 è stato consulente della Commissione Parlamentare Antimafia. Per la sua attività ha vinto diversi premi, tra cui il Premio Nazionale Paolo Borsellino, Giornalismo in trincea, il Letizia Leviti e l’Arrigo Benedetti. Ha pubblicato:
Terra venduta. Così uccidono la Calabria (Laruffa, 2010).
Il sistema Reggio (Laruffa, 2013). Nel 2019 ha pubblicato il saggio Gotha. Il legame indicibile tra ’ndrangheta, massoneria e servizi deviati.
Caterina Sorbara




