Ieri sera, nella suggestiva cornice di Piazza Mercato a Gioia Tauro, si è tenuta la presentazione del libro “Sabbetta Guastalietti” di Pino Vitaliano

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Ieri sera, nella suggestiva cornice di Piazza Mercato a Gioia Tauro, si è tenuta la presentazione del libro “Sabbetta Guastalietti” di Pino Vitaliano, edito dalla prestigiosa Casa Editrice Città del Sole. L’evento è stato aperto dall’Assessore alla Cultura, Domenica Speranza, che ha accolto calorosamente i presenti, sottolineando il successo del Gioia Culture Summer Festival ’26 . Questo ricco programma di eventi, iniziato il 20 luglio con la partecipazione del regista Matteo Garrone, si conclude con la presenza di Vitaliano, un simbolo di cultura e creatività.

La Speranza ha poi espresso la sua gratitudine all’editore Franco Arcidiaco, evidenziando il prestigio della Città del Sole, che da quasi trent’anni promuove la cultura e la memoria del nostro territorio, con oltre 1.200 titoli pubblicati. La casa editrice si distingue per la sua attenzione alle storie che raccontano l’anima della Calabria.

Successivamente, l’Assessore ha presentato l’autore, un docente di storia e filosofia presso il Liceo Scientifico “Majorana” di Girifalco, il suo paese natale. Sebbene non si definisca uno scrittore, ma piuttosto un narratore di storie, la sua passione per le tradizioni popolari lo ha spinto a esplorare l’antropologia di personaggi e luoghi che compongono l’anima di Girifalco, un paese calabrese che potrebbe rappresentare “qualunque angolo del mondo”.

Pino Vitaliano ha già pubblicato diverse opere, tra cui “I ricordi di un ulisside” (2016), “Il paese dei pazzi” (2017), “Radici” (2021), e “Tittivillus” (2021) per la casa editrice MonteCovello, e “Molti secoli di Girifalco” (2023) in collaborazione con Ulderico Nisticò per Rubbettino. La sua ultima fatica, “Manicomio” (2023) e “C’era una volta un paese” (2025) sono stati pubblicati da Pace Edizioni.

Durante l’incontro, l’editore Franco Arcidiaco ha dialogato con l’autore, rivelando che la protagonista del romanzo, Sabbetta, è una donna analfabeta, orfana e povera, priva di amore. Inizialmente sembrava destinato a diventare una “vinta” alla maniera di Verga, ma il suo destino cambia radicalmente grazie a un incontro inaspettato: il diavolo in persona. Da quel momento, Sabbetta diventa la reietta che sceglie la propria “fortuna”.

Tra il confine del reale e del soprannaturale, tra fede e mistero, Sabbetta incarna un mistero imponderabile, un elemento presente in ognuno di noi, che ci invita a richiamare la luce ea negare le ombre. La sua storia è un racconto di coraggio, di scelte audaci e di resistenza contro l’invidia di una comunità che desidera una libertà ancora inaccessibile. È una narrazione che attraversa il Sud e il Nord, il basso e l’alto, il cielo e gli inferi, una storia senza tempo di una donna segnata dalla povertà e dall’analfabetismo, capace di ribaltare il proprio destino.

Questa vicenda, che richiama le opere di Verga e Gabriel García Márquez, ha catturato l’attenzione di un pubblico attento e qualificato, rendendo la serata un momento di profonda riflessione e condivisione culturale.

Caterina Sorbara

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