Nella serata di sabato 19 settembre, presso la Biblioteca comunale “V. De Cristo” di Cittanova, in occasione della seconda ricorrenza della Giornata degli Internati Italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, l’Associazione Cittanova Radici, in collaborazione con il Comune di Cittanova e l’ANEI, Associazione Nazionale Ex Internati, rappresentata a livello regionale dal professore Nicola Marazzita, ha presentato il libro Pell Kartoffeln – La resistenza silenziosa della matricola 15238: il diario ritrovato di mio padre di Romilde Deni.
È stata una serata di grande emozione, dedicata a un tema di straordinaria importanza: la memoria restituita.
A portare i saluti dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco avvocato Domenico Antico, è stata la vicesindaca, avvocata Rita Morano, che ha sottolineato il valore di un’iniziativa capace di riportare alla luce una pagina della storia che per troppo tempo è rimasta poco conosciuta e poco raccontata.
“Per molto tempo è rimasto quasi nel silenzio il dramma vissuto dai circa 650.000 militari italiani che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutarono di continuare a combattere al fianco dei tedeschi e della nascente Repubblica Sociale Italiana e furono per questo catturati e internati nei campi di prigionia tedeschi”.
Così ha introdotto il suo intervento dopo aver portato i saluti dell’Associazione Cittanova Radici, la presidente Domenica Sorrenti, anche moderatrice dell’incontro.
“Molti degli Internati non ebbero la possibilità di lasciare una testimonianza delle sofferenze patite; altri, una volta tornati a casa, conservarono il ricordo di quegli anni nel silenzio. Nessuno, o quasi, si occupò a lungo di raccogliere e tramandare quelle esperienze.
Ha quindi continuato: “È grazie al lavoro dell’ANEI e di altre associazioni impegnate nella conservazione del ricordo degli Internati Militari Italiani che questa vicenda ha trovato spazio nella memoria pubblica del nostro Paese.
Da questo percorso è maturata anche la proposta di legge presentata come primo firmatario dall’onorevole Giorgio Mulè, fino all’approvazione della legge n. 6 del 13 gennaio 2025, che ha istituito il 20 settembre quale Giornata di commemorazione degli Internati Italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale”.
Anche Cittanova ha una sua pagina da riscoprire. Ad oggi, sono 83 gli Internati Militari Italiani cittanovesi presenti nell’elenco fornito dal professore Marazzita.
Un elenco che, con ulteriori ricerche e testimonianze, si è potuto ampliare con la scoperta di un altro IMI, Salvatore Deni, del quale, per molti anni, non si è saputo quasi nulla.
A ricostruire una parte della sua storia è stata la figlia Romilde, attraverso un quaderno rimasto chiuso per anni. Quelle pagine, custodite nel tempo, hanno restituito frammenti di una vicenda personale che rischiava di perdersi definitivamente.
Il professore Nicola Marazzita, presidente dell’ANEI regionale e figlio di un IMI, ha offerto il proprio prezioso contributo alla ricostruzione della vicenda. La sua sensibilità e il suo alto spessore culturale hanno accompagnato il percorso di restituzione di questa memoria, inserendo la storia di Salvatore Deni nel più ampio quadro della vicenda degli Internati Militari Italiani.
Con l’aiuto della Sorrenti, del professore Marazzita e di Nino Tramontana, quella memoria è diventata un’opera letteraria destinata ad arricchire una produzione testimoniale che, negli ultimi anni, si sta facendo sempre più ampia contribuendo a ricostruire quella memoria a lungo negata agli IMI.
Nel corso della serata, il dottor Nino Tramontana ha dialogato con l’autrice Romilde Deni, accompagnandola nel racconto della genesi del libro e della storia del padre. Tramontana ha inoltre regalato al pubblico un momento particolarmente intenso, eseguendo, con la chitarra, due poesie da lui stesso musicate. Parole e musica si sono così intrecciate alla memoria, contribuendo a creare un’atmosfera di particolare partecipazione e commozione.
Pell Kartoffeln non è soltanto il racconto della vicenda di Salvatore Deni. È un tassello che si aggiunge a una storia collettiva ancora in parte da ricostruire.
Il lavoro di Romilde è uno sprone a sollevare quel velo d’ombra e di oblio che ancora avvolge le storie di tanti uomini i quali, attraverso la loro scelta di non collaborare, attuarono una forma di resistenza senza armi, pagando spesso un prezzo altissimo.
Una resistenza che merita di essere conosciuta e approfondita nel più ampio quadro della storia italiana ed europea della Seconda Guerra Mondiale.
Di seguito la dedica che rappresenta l’incipit del libro Pell Kartoffeln di Romilde:
“A mio padre, Salvatore.
A quel ragazzo di ventun anni che, tra il fango di Langenstein e il gelo degli Stalag, scelse di restare uomo quando tutto intorno era disumanità.
Alle sue mani che hanno scavato la terra e sbucciato infinite “Pell Kartoffeln”, ma che non hanno mai imbracciato le armi contro la propria coscienza.
Questo racconto è per lui, affinché il suo “No” continui a risuonare, e per la mia terra, Cittanova, che lo ha aspettato mentre lui scriveva la sua libertà su un piccolo quaderno ingiallito”.
Durante la serata è stata inoltre letta una poesia scritta dalla nipote Katja Piscioneri a un altro IMI cittanovese, Salvatore Curulla, anch’egli prigioniero nei campi di concentramento tedeschi.
Salvatore Curulla appartiene a quella generazione di uomini che, tornati a casa, portarono dentro di sé un’esperienza indicibile. Non volle mai parlare delle sofferenze patite.
Anche il suo silenzio, però, è una testimonianza.
Come Associazione Cittanova Radici, abbiamo incoraggiato Romilde a compiere questo importante passo: trasformare quella memoria privata, custodita per tanti anni, in una testimonianza pubblica, affinché la storia di Salvatore Deni e, attraverso di lui, quella di tanti altri Internati Militari Italiani, possa essere conosciuta dalle nuove generazioni.
Perché ricordare non significa soltanto guardare al passato.
Significa restituire un nome, una storia e una dignità a chi, per troppo tempo, è rimasto senza voce.
E l’altra sera, nella Biblioteca comunale “V. De Cristo”, la memoria è tornata a casa.




