Lunedì 24 agosto, a Rizziconi nella suggestiva cornice di via Savoia(Paese Vecchio) si è svolta la presentazione del libro “Dove il mondo trattiene. Luoghi invisibili, arresto e custodia. Un’etica dell’abitare a partire dalla Calabria” di Roberto Longordo.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Rizziconi Alessandro Giovinazzo ; ha dialogato con l’autore la giornalista Caterina Sorbara.
Dal dialogo è emersa una riflessione profonda su una domanda che, sebbene sembri semplice, è di grande rilevanza: che cos’è davvero un luogo?
Per Longordo, un luogo non si limita a essere uno spazio geografico. Mentre uno spazio può essere attraversato, un luogo è ciò che ci trattiene. È quel momento in cui il tempo rallenta, il passo si arresta e il mondo smette di essere solo uno sfondo delle nostre azioni, trasformandosi in una presenza capace di toccare e cambiare chi lo vive.
Da questa intuizione nasce un percorso filosofico che esplora il complesso rapporto tra uomo e territorio, memoria e paesaggio, presenza e consumo, offrendo una critica incisiva alla società contemporanea, caratterizzata da una frenesia che rende tutto veloce, accessibile e immediatamente utilizzabile.
Il cuore pulsante del libro è la Calabria, non semplicemente come ambientazione, ma come “terra-soglia” .
Longordo la descrive come un luogo che conserva la possibilità di incontri autentici, poiché non è stato completamente assorbito dalle logiche della funzionalità e del consumo. Non si tratta di idealizzarla, ma di riconoscerla come un territorio ferito e incompiuto, dove è ancora possibile sperimentare quella sospensione che rende un luogo davvero tale.
I numerosi itinerari calabresi – da Ferruzzano Antico agli ulivi della Piana, dalla costa tra Riace e Monasterace a Papasidero, Stignano, la Grecanica, Ferramonti di Tarsia e le Ferriere di Mongiana – diventano per l’autore occasioni di riflessione sul significato dell’abitare.
In un mondo che ci spinge a consumare esperienze e immagini senza mai fermarci davvero, Longordo propone un’etica della presenza: imparare a sostare, ad ascoltare il silenzio dei luoghi ea riconoscere ciò che non può essere ridotto a semplice attrazione o prodotto turistico.
Nel corso del dialogo Longordo , non senza emozione, ha ricordato la sua infanzia a Rizziconi, adesso luogo dell’anima.
Ha concluso l’evento l’Assessore alla Cultura Giuseppe Scarfò.
Le letture sono state curate dall’avv. Maria Rosa Rao Presidente del Consiglio Comunale di Rizziconi.
Tanti gli interventi da parte del pubblico, tra cui la prof.ssa Antonella Naso.




