Nicotera: ripristinare la targa di Largo Roberto il Guiscardo distrutta dai vandali.

Nessun commento Share:

Nella primavera del 2015, un gruppo di cittadini – tra cui Pino Leone, Luigi Variddi, Orsolina Campisi, Vittoria vardè – costiituitisi in comitato (denominato “Nicotera/950°”) chiesero al comune di non far passare in silenzio l’anniversario della fondazione della Nicotera moderna da parte dei normanni guidati da Roberto il Guiscardo, dando attuazione alla delibera di giunta n. 153/2013 “Proclamzione del 2015, come Anno normanno delle celebrazioni per il 950° anniversario della fondazione di Nicotera”.

Roberto d’Altavilla, detto il Guiscardo cioè l’Astuto, – lo ricordiamo – nacque nell’attuale arrondissement di Coutances in Normandia, nel 1025, sesto figlio di Tancredi e primo della sua seconda moglie Fresenda. Giunse nel 1047 nell’Italia meridionale, dopo aver servito il Principe di Capua ottenne dal fratellastro Drogone, la fortezza di Scribla presso Cosenza. Nel 1053 sconfisse a Civitate un esercito longobardo-pontificio catturando lo stesso papa Leone X°. Consacrato vassallo della chiesa si lanciò alla conquista della Puglia e della Calabria, di cui divenne Conte alla  morte del fratello Umfredo. In seguito (1059), con gli Accordi di Melfi, fu investito da papa Niccolò II del titolo di duca di Puglia, Calabria e Sicilia e, in circa un ventennio, sconfiggendo i principati longobardi e i bizantini, si impadronì di tutta l’Italia meridionale.  Dal 1061 al 1091, intraprese poi la conquista della Sicilia che strappò agli arabi. Infine attaccò l’Impero bizantino ma durante l’assedio di  Cefalonia fu colto dalla morte.

La richiesta venne prontamente accolta dall’allorra assessore alla cultura prof. Mariella Calogero e venne coinvolta anche la scuola media che per l’occasione diede vita ad una suggestiva mostra sul periodo della dominazione normanna della nostra città e un bellissimo corteo storico in costume.

L’amministrazione comunale inoltre – su invito del comitato – collocò una targa presso l’Affaccaio di viale Castello contenente le parole usate dal cronista benedettino Goffredo Malaterra nel suo  “De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis et Roberti Guiscardi ducis fratris eius”: “Anno vero Dominicae incarnationis MLXV Policastri castrum destruens, incolas omnes apud Nicotrum, quod ipso anno fundaverat, adducens, ibi hospitari fecit”.

“Ma da qualche mese i vandali – ci ha egnalato proprio Pino leone, uno dei componenti di uel comitato spontaneo di cittadini – hanno distrutto quella targa. Un gesto che come al solito va a colpire una cosa bella simbolo di un passato glorioso spesos ignorato anche dai compaesani sopratutto i più giovani e che merita di essere ripristinato. Faccio perciò un appello alla commissione straordinaria che amministra il nostro comune affinchè la targa venga ricollocata”.

Condividi questo Articolo
Previous Article

Porto di Gioia Tauro. Lotta dura dalla parte dei 400 lavoratori licenziati.

Next Article

Le percentuali di morti per terrorismo in Occidente sono inferiori di tre volte rispetto a quelle relative alle cadute nelle vasche da bagno. Lezione del Gen. Carlo Jean al Master Intelligence dell’Unical

You may also like