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Al voto, al voto! Lo spauracchio che spiazza tutti i partiti. Mattarella presenta il suo esecutivo… a rischio fallimento.

Centrodestra: Dopo una giornata in cui Lega e M5S sembravano essersi riavvicinati nelle trattative per il governo, FI ha diffuso nella serata un comunicato per smentire “fermamente le indiscrezioni” su un appoggio esterno da concedere a un esecutivo gialloverde. “Forza Italia non può accettare alcun veto” è stato quindi ribadito, con la possibile fine di qualsiasi scenario di intese tra pentastellati e centrodestra, a meno di colpi di scena. Registrata la posizione degli azzurri, Matteo Salvini ha quindi chiarito che rimane solo l’opzione delle urne e che “non c’è motivo per indugiare oltre”. La Lega aveva già ribadito che l’appoggio al governo neutrale da parte di FI farebbe saltare la coalizione, ma Mariastella Gelmini ha rassicurato che non accadrà, pur confermando che i forzisti sono “contrari al voto a luglio”.

Quirinale: Dovrebbe essere presentata oggi la squadra di governo di Sergio Mattarella, un progetto ad alto rischio di fallimento per il veto già annunciato da più forze politiche. I quotidiani si concentrano ad anticipare quale potranno essere i componenti e tra i nomi del premier ricorre quello di Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Esteri. C’è forte attenzione anche su Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia e possibile ministro dell’Economia. A loro si affiancano i nomi già diffusi negli ultimi giorni di Carlo Cottarelli, ex commissario spending review, Anna Maria Tarantola, in precedenza in Bankitalia e Rai, Moavero Milanesi, ex ministro del governo Letta, e di Lucrezia Reichlin, economista.

M5S: Luigi Di Maio è già in clima da campagna elettorale e a giorni potrebbe partire con un “rally” per erodere voti alla Lega. La prima tappa sarà Parma e il tour prevede di toccare tutte le principali città del Nord. In soccorso dei pentastellati arriverà la loro versione su come sono andate le cose nelle trattative con il Carroccio e con Matteo Renzi, che avrebbe garantito l’appoggio al M5S al Quirinale ma contemporaneamente lavorava con la Lega per far saltare l’esecutivo M5S-Pd.

Pd: Con la probabile eventualità di elezioni anticipate, il Pd ha cominciato ad accelerare sulla strategia da adottare, suggerendo di preferire a questo punto un voto a luglio, così da poter “battere sul tasto dell’incapacità di Lega e grillini” come ha fatto sapere Graziano Delrio. Già pronto per le elezioni è parso anche Matteo Renzi, che ieri ha suggerito Paolo Gentiloni come candidato premier in caso di urne estive. A lui spetterebbe inoltre il compito di riavvicinare Pd e Leu, presentandosi quindi come candidato del centrosinistra. Gentiloni non sarebbe però ancora convinto del ruolo, temendo di bruciarsi in un voto che potrebbe bocciare nuovamente il Pd.

Timori voto: A giudicare dalla giornata di ieri, le incertezze politiche italiane hanno cominciato a produrre effetti sugli investimenti: Piazza Affari ha perso l’1,64%, dopo un rialzo tra i migliori nel 2018, e lo spread tra Btp e Bund tedesco è cresciuto di 10 punti, arrivando a 130. I segnali sono però ancora pochi per identificare una speculazione dovuta alla crisi politica e a specificarlo è stato anche Pier Carlo Padoan, in audizione davanti alla Commissione speciale del Parlamento. Per il ministro infatti esistono diversi altri fattori che potrebbero spiegare l’arretramento in Borsa, come i dazi commerciali, l’evoluzione della crisi siriana e la fine del rally borsistico degli ultimi mesi.

fonte cdo

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