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Muos siciliano solo ‘maxi radar’? Promesse, frottole e scemenze

«M5S diviso sul ‘maxi radar’siciliano», titola il Corriere della Sera, ed è una ‘maxi fake news’. Non è frottola la giravolta M5S che dopo aver guadagnato in Sicilia consensi tra i No Muos, ora fa marcia indietro. -Frottola grave, ridurre la stazione Muos di Niscemi a semplice «maxi radar», una ‘cosuccia difensiva’ concordata con gli amici Usa

Il Muos Usa di Niscemi, solo come il Tap pugliese?

Muos siciliano solo ‘maxi radar’?
Un titolo del Corriere della Sera, «M5S diviso sul maxi radar siciliano», e il titolo replica su il Manifesto il giorno dopo, «La fake news del Muos ‘maxi radar’». Nessuna lite tra quotidiani. La ‘fake news’, la frottola, l’inganno, non è la giravolta modello TAP pugliese, ormai sta diventando ripetitivo, ma il ridurre la stazione Muos di Niscemi a semplice «maxi radar», una ‘cosuccia difensiva’ concordata con gli amici Usa.
‘L’arte della guerra’, una rubrica settimanale su il Manifesto a cura di Manlio Dinucci che uno dovrebbe leggere per capire alcune cose militari, che solitamente sfuggono a noi civili.

Cos’è veramente il Muos

Muos, «Mobile User Objective System», è il nuovo super sistema di comunicazioni satellitari dell’apparato offensivo statunitense su scala planetaria. Altro che radar! La Lockheed Martin, quattro satelliti in orbita geostazionaria (più uno di riserva), collegati a quattro stazioni terrestri, due negli Stati uniti (Hawaii e Virginia), una in Sicilia e una in Australia, attraverso cui comunicare e controllare il mondo.
Sicilia strategica. «Le quattro stazioni sono collegate l’una all’altra da una rete terrestre e sottomarina di cavi in fibra ottica -scrive Manlio Dinucci- Quella di Niscemi è direttamente connessa alla stazione in Virginia». Il Muos,16 volte più potente dei precedenti sistemi

Dal Pentagono sul mondo

«La stazione Muos di Niscemi non è quindi un «maxi radar siciliano» a guardia dell’isola ma un ingranaggio essenziale della macchina bellica planetaria degli Stati uniti. Se la stazione fosse chiusa, come ha promesso disinvoltamente il M5S in campagna elettorale, dovrebbe essere ristrutturata l’architettura mondiale del Muos».
Dinucci senza pietà, e scemenza allo scoperto. E il Muos svelato -spiega- «Trasmetterà simultaneamente a frequenza ultra-alta in modo criptato messaggi vocali, video e dati. Sottomarini e navi da guerra, cacciabombardieri e droni, veicoli militari e reparti terrestri, statunitensi e alleati, saranno così collegati a un’unica rete di comando, controllo e comunicazioni agli ordini del Pentagono, mentre sono in movimento in qualsiasi parte del mondo, regioni polari comprese».

Non solo Muos e Niscemi

Va anche detto, che ruolo analogo lo svolgono anche le altre principali basi Usa/Nato in Italia.
-«La Naval Air Station Sigonella, a poco più di 50 km da Niscemi, è la base di lancio di operazioni militari principalmente in Medioriente e Africa, effettuate con forze speciali e droni.
-La ‘Jtags’, stazione satellitare Usa dello «scudo anti-missili» schierata a Sigonella, «una delle cinque su scala mondiale» sempre l’attento Dinucci. «Serve non solo alla difesa anti-missile ma alle operazioni di attacco condotte da posizioni avanzate».
-Ancora: il Comando della Forza Congiunta Alleata, a Lago Patria (Napoli), ammiraglio Usa che comanda anche le Forze Navali Usa in Europa e quelle per l’Africa daa Napoli-Capodichino.
-Camp Darby, il più grande arsenale Usa nel mondo fuori dalla madrepatria, rifornisce le forze Usa e alleate nelle guerre in Medioriente, Asia e Africa.
-La 173a Brigata aviotrasportata Usa, di stanza a Vicenza, opera in Afghanistan, Iraq, Ucraina e altri paesi dell’Europa Orientale.
-Le basi di Aviano e Ghedi, dove sono schierati caccia statunitensi e italiani sotto comando Usa, con bombe nucleari B61 che dal 2020 saranno sostituite dalle B61-12, e che fanno parte integrante della strategia nucleare del Pentagono».

Qualcuno oggi al governo non aveva promesso di far aderire l’Italia al Trattato Onu, liberando l’Italia dalle armi nucleari Usa?

in collaborazione con Ennio Remondino. Per approfondimenti www.remocontro.it

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