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La comunità agro-biologica Humus chiede sostegno

Humus chiede aiuto affinchè la comunità agro-biologica per la fertilità organica del suolo, la bontà del cibo e l’equità delle relazioni, cresca impattando positivamente su tutti, valorizzando le risorse ambientali e sociali dei territori rafforzando, così, una comunità di produttori-consumatori di biologico che includa aspetti di sostenibilità ambientale, economica, sociale e di sviluppo locale.

Nata nel 2016, Humus mette in sinergia 15 tra organizzazioni di imprese agricole biologiche, enti ed associazioni civili impegnate a diffondere principi, valori e buone pratiche di produzione e consumo sostenibili e responsabili. La caratteristica della rete è il protagonismo e la partecipazione di tutti i soggetti approfondendo e applicando 4 valori chiave:

1) La tutela ed il recupero della fertilità organica del suolo agricolo, che proprio nell’humus trova la sua massima espressione, vera essenza dei cicli vitali nel terreno e negli ecosistemi e il suo accrescimento permette anche l’accumulo della CO2 nei terreni agricoli;

2) La promozione e la tutela della biodiversità naturale e del paesaggio agrario, quei territori rurali che rappresentano ancora la gran parte del nostro paese;

3) Il valore nutritivo, “nutraceutico” (nutrizionale e farmaceutico) ed organolettico del cibo, l’importanza della bontà dei prodotti agricoli e dei cibo che da questi deriva.

4) La giustizia delle relazioni umane nelle pratiche di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo, cioè il rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori, il prezzo giusto dei prodotti e la responsabilità verso la comunità locale.

Rete Humus ha lavorato in questi anni per diffondere principi e buone pratiche per una garanzia partecipata dei prodotti agricoli biologici, che tenga conto dei valori condivisi e che veda il protagonismo di tutti i soggetti a diverso titolo interessati. A partire da questa esperienza la Rete ha deciso di chiedere un supporto per realizzare alcune azioni specifiche.

In particolare vuole accompagnare 100 realtà italiane fra aziende agrobiologiche, della trasformazione alimentare, della ristorazione collettiva e della vendita dei prodotti in un programma sperimentale di monitoraggio della fertilità organica dei terreni agricoli, dell’accumulo di CO2, della biodiversità e della giustizia delle relazioni umane, nell’ambito di relazioni forti e trasparenti con i consumatori e le comunità locali dei nostri territori. Queste 100 aziende saranno solo il primo presidio, una sorta di gruppo di start up per una rete che intende poi allargarsi e adersi in tutta Italia.

In programma momenti di incontro con i cittadini per avviare forme di conoscenza diretta e di monitoraggio partecipato della fertilità organica dei suoli; pubblicazione di un vademecum ed una rivista nazionale sui principi ed i valori dell’agricoltura biologica di Humus, sui metodi ed i sistemi della produzione organica e sulle modalità di partecipazione dei cittadini per la garanzia condivisa dei processi e dei prodotti; organizzazione di un programma di attività formative, dimostrative e divulgative su principi, metodi e sistemi della bioagricultura, che si rivolga agli operatori delle aziende “pilota” ed aperto a tutti i cittadini interessati; consolidamento di un sistema di valutazione partecipata dei sistemi aziendali di gestione della biodiversità, delle caratteristiche nutrizionali/organolettiche dei prodotti e dei rapporti fra aziende, i propri dipendenti ed il territorio di riferimento; realizzazione di una piattaforma web che renda visibile questo sistema di garanzia partecipata del biologico, praticato nelle aziende “pilota” della Rete Humus, che possa essere strumento efficace per la circolazione delle informazioni e la partecipazione dei consumatori singoli ed associati.

Il tutto sul sito www.retehumus.it e la nostra pagina Facebook! https://www.facebook.com/ReteHumus

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