Una scuola moderna, al passo con i tempi, che guarda costantemente al futuro divenendo, così, efficace laboratorio di innovazione. E’ questo il Liceo classico “B. Vinci” del dirigente scolastico Marisa Piro, da oggi “biomedico” insieme ad altri 134 licei scientifici e classici distribuiti in 90 province italiane.

La scuola, infatti, avvierà i corsi di preparazione per studenti, oggi circa 12mila in tutta Italia, interessati ad affrontare la più temuta delle selezioni universitarie: il test di ingresso alla Facoltà di medicina e chirurgia. In particolare, la sperimentazione nazionale sottoscritta con un protocollo d’intesa fra Miur e Ordine dei medici, offrirà agli alunni che frequentano gli ultimi tre anni di liceo, un percorso di 50 ore addizionali l’anno di lezioni con biologi e medici, laboratori pratici, visite in ambulatori, ospedali e centri di ricerca, ma, in particolare, preparerà allo svolgimento di esercizi e test utili per affrontare al meglio la prova di ingresso a Medicina.
L’idea di fondo del progetto voluto da Giuseppina Princi, dirigente del liceo capofila “Leonardo Da Vinci” di Reggio Calabria dove il percorso è attivo dal 2011, riguarda lo sbocco universitario alle facoltà sanitarie che ancora per poco saranno a numero chiuso.
In pratica, il liceo nicoterese si trasformerà in canale di accesso preferenziale alla professione medica in attesa di concretizzare l’idea di un nuovo modello di ammissione alla facoltà. Infatti, fra qualche anno il 70 per cento dei posti potrebbe essere riservato agli studenti del corso biomedico che, dopo opportuna selezione e valutazione attraverso il superamento in itinere di test, andrebbero a formare una graduatoria di merito nazionale, mentre il restante 30 per cento in concorso, dovrebbe essere riservato, invece, agli studenti che non abbiano frequentato il liceo biomedico o che non siano risultati idonei in graduatoria. Un percorso che diviene, così, accessibile a tutte le famiglie che potranno bypassare le barriere economiche della formazione privata e che accompagnerà per tappe i giovani verso la professione medica puntando su un modello di accesso meritocratico e di qualità.



