Strada provinciale 23, i soldi non bastano e Anas chiude il cantiere
Strada provinciale 23, i soldi non bastano e Anas chiude il cantiere

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Strada provinciale 23, i soldi non bastano e Anas chiude il cantiere

La decisione assunta da Anas di chiudere a fine mese il cantiere della Sp 23 avviato a giugno per realizzare i lavori di messa in sicurezza del tratto Joppolo-Coccorino, è stata accolta con sconcerto misto a rabbia da parte di chi ha lottato ininterrottamente per 21 mesi affinchè l’arteria fosse riaperta al traffico.

Era impensabile che i 4milioni e 900mila euro messi a disposizione dalla Regione Calabria non bastassero per attuare interamente i lavori menzionati nella convenzione stipulata tra Provincia, Comune di Joppolo, Regione e Anas.

Invece, la “visita” in cantiere di due progettisti ha aperto a grigi scenari. A detta dei tecnici Anas, infatti, i soldi, che lo stesso Ente aveva quantificato per completare in toto l’opera di messa in sicurezza del costone, non basterebbero più e, quindi, mancherebbero all’appello la posa in opera di barriere paramassi ad alto assorbimento e la riparazione delle reti paramassi-corticali esistenti.

“E’ nostro dovere morale e civico chiedere conto ad Anas sullo stato degli interventi – affermano Giovanni Capua e Carmelo Preiti del comitato “Strada del mare”. La convenzione siglata da Comune, Provincia di Vibo Valentia, Regione Calabria ed Anas Spa parla chiaro e ci sono due punti non ancora realizzati”. Le ultime notizie parlano, inoltre, di vecchie reti paramassi attualmente giacenti sul versante, ma che non potranno essere rimesse in funzione, per come originariamente deciso, in quanto non sarebbero omologate alla nuova normativa, inoltre, sarebbero ancora presenti sul costone alcuni tratti di vecchie reti corticali che dovrebbero, invece, essere mantenute. “Disconosciamo il motivo della mancata installazione delle nuove barriere paramassi – dichiarano Capua e Preiti – sulla cui installazione siamo sempre stati rassicurati. Allo stesso tempo i muri, danneggiati dai disgaggi, resteranno compromessi senza fornire più nemmeno quel minimo di difesa. Non comprendiamo come si possa terminare un intervento in questa maniera visto che, dalla presentazione del progetto alla Cittadella regionale, si è sempre parlato della posa di misure attive, reti corticali e misure passive, barriere paramassi”.

In attesa che la saga si arricchisca di un nuovo capitolo, i giovani del comitato si sono rimessi nuovamente all’opera sollecitando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mediante i canali costruiti nei mesi passati e l’onorevole Riccardo Tucci, in passato referente dell’allora ministro Danilo Toninelli, affinchè si raccordi con la Prefettura di Vibo Valentia affinché si attivi con massima urgenza a convocare tutte le parti prima della fine dei lavori. “Disperati – affermano – abbiamo chiesto aiuto allo Stato e non possiamo accettare che esso non mantenga gli impegni di cui si è incaricato forti di un ministro che per la Calabria ha lavorato tanto. Noi cittadini abbiamo pagato un prezzo troppo altro e ancora una volta faremo di tutto per far valere i nostri diritti”.

Adesso, però, una domanda reclama risposta: “Per cosa sono stati impiegati i fondi destinati alle paramassi?”

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