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Waterfront, il consulente tecnico della Procura deposita la perizia e mette a nudo le carenze dell’opera

Le indagini sul waterfront, realizzato a Sud dell’abitato di Nicotera Marina ed il cui progetto ha preso il via nel 2011, potrebbero quanto prima entrare nella fase decisiva. L’opera era stata sequestrata dalla Guardia di Finanza nel 2016 a seguito di una denuncia presentata in Procura dal titolare di un’impresa che aveva partecipato alla gara e che, nelle fasi di espletamento delle procedure eseguite dalla Stazione unica appaltante della Provincia, riteneva fossero state commesse delle irregolarità che lo avevano penalizzato. L’attività investigativa scattava immediatamente e, per le irregolarità riscontrate, portava al sequestro del cantiere. Per tracciare un quadro chiaro della situazione, la Procura di Vibo Valentia nominava l’ing. Pasquale Contartese consulente tecnico d’ufficio e gli affidava il compito di accertare lo stato dei lavori, la regolarità delle opere eseguite e la loro conformità con la normativa vigente, nonché di elaborare la stima dei lavori effettuati, verificare gli stati di avanzamento emessi e, soprattutto, valutare la conformità al progetto approvato. Un lavoro capillare che ha registrato l’impiego di un notevole lasso di tempo per dare la possibilità al professionista rombiolese di analizzare gli atti, confrontare le varie fasi progettuali, accertare le condizioni dei lavori eseguiti, valutare gli importi delle fatture e dei materiali utilizzati, la legittimità delle metodologie seguite da tutte le parti in causa e la rispondenza tra le somme contabilizzate e i lavori eseguiti. Non sono mancati i sopralluoghi effettuati alla presenza del direttore dei lavori Gaetano Artusa, del responsabile del procedimento Carmelo Ciampa e del rappresentante della ditta incaricata dei lavori, Raffaele Galati.

A lavoro concluso, il ctu ha provveduto recentemente a depositare la propria corposa relazione i cui contenuti saranno ora vagliati dal pm Concettina Iannazzo, titolare delle indagini. Le sue valutazioni, con ogni probabilità, richiederanno tempo e, di conseguenza, il dissequestro delle opere del waterfront potrebbe slittare e non di poco con disappunto dei cittadini. Il voluminoso malloppo messo a sua disposizione dal ctu passa al setaccio, momento per momento, l’iter procedurale, che prendeva il via nell’ottobre 2011 quando alla guida di palazzo Convento c’era la seconda commissione straordinaria, e consente di ricostruire le fasi salienti dell’intera vicenda. In sintesi, l’Ente aderiva al Progetto integrato di sviluppo locale (Pisl) nell’ambito del Por 2007/2013 incaricando l’architetto Mauro Francini di eseguire la progettazione preliminare, mentre quella definitiva veniva affidata all’ing. Carmelo Ciampa, responsabile dell’area tecnica del Comune, unitamente al geologo Ivan Teti e all’architetto Virginio Papillo. Per la richiesta di utilizzo dell’area demaniale veniva interessata Maria Mangialardo. Il progetto veniva finanziato con un milione di euro e, nel maggio 2015, la Stazione unica appaltante della Provincia e l’amministrazione comunale procedevano al bando di gara per un importo complessivo pari a 842.700 euro di cui 792.300 per lavori soggetti a ribasso, 14.400 per oneri sicurezza e 36mila per servizi tecnici. All’apertura delle buste il miglior punteggio veniva assegnato alla ditta Chiariello Group srl di San Costantino Calabro la cui offerta veniva, però, giudicata “anomala” dalla commissione.

La “Chiariello” motivava la sua offerta e la commissione procedeva all’assegnazione del lavori del waterfront. Su tale procedura il ctu rileva la genericità delle spiegazioni fornite dalla ditta appaltatrice che, in sede di giustificazione delle anomalie riscontrate, modifica quanto dichiarato in sede d’offerta. Nonostante tutto l’amministrazione valuta congrue le giustificazioni della ditta e supera l’anomalia. Non basta. A lavori in corso, intervengono varianti, richieste di proroghe, sostituzioni di materiali con variazione dei prezzi di oltre il 50% rispetto al progetto originario. A parere del ctu, si dà vita ad un’opera diversa da quella oggetto di confronto concorrenziale. Peraltro, nella documentazione risulta mancante la verifica del progetto definitivo, mentre il progetto esecutivo presenta variazioni di categorie nell’impianto di illuminazione per il quale non vengono utilizzati pali in alluminio per come previsto. Carenze anche nelle aree destinate ai giochi che non tengono in alcuna considerazione le norme di sicurezza. Tra l’altro i lavori non sono stati ultimati nei termini, mentre in uno dei due stati di avanzamento concessi all’impresa sarebbero stati contabilizzati lavori non eseguiti. Dubbi anche sulla validazione del progetto da parte del Rup Carmelo Ciampa che, avendo preso parte alla progettazione stessa, si sarebbe dovuto astenere. Nel corso dei sopralluoghi effettuati sono state riscontrate carenze qualitative e quantitative nei lavori eseguiti e non sarebbe stato impiegato il previsto collegamento bituminoso con un risparmio di 68.772 euro. In sostanza, la stima dei lavori eseguiti ammonta a 375mila euro. La strada realizzata, però, comporta rischi per l’incolumità delle persone per cui il ctu conclude la sua relazione suggerendone la chiusura al traffico sino a quando la stessa non sarà messa in sicurezza oppure sino a quando non saranno conclusi i lavori.

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