Intervista al Tenore Lorenzo Martelli.

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Da sempre quando penso alla creazione del mondo, la mia fantasia mi porta a pensare che Dio dopo aver creato il mondo, quando si sedette per riposarsi, vedendo la bellezza del mare, dei monti, della luna , delle stelle, dei fiori, si commosse fino alle lacrime.

Da quelle lacrime (che io chiamo “Scintille di Dio”) nacquero la musica,  il canto,la pittura, la poesia e la danza.

Senza queste preziose ”scintille” le nostra anime non potrebbero mai toccare l’infinito.

Ebbene, oggi una di queste “scintille”  porta il nome di Lorenzo Martelli, giovane tenore abbruzzese.

Lorenzo Martelli  è  nato il 15 maggio del 1998 ad Avezzano(AQ)  ed è cresciuto a Tagliacozzo, sempre  in  provincia dell’Aquila.

All’età di 18 anni ha inciso il suo primo disco “InCanto”, che raccoglieva 7 evergreen della musica italiana.

Attualmente frequenta il Triennio di Canto Lirico presso il Conservatorio di Musica “A.Casella” di l’ Aquila e contemporaneamente l’Accademia di Alto perfezionamento di Canto Lirico presso la Crossover Academy diretta dal M° Piero Mazzocchetti e seguita dal M° Beppe Vessicchio.

Tra gli innumerevoli  traguardi raggiunti, ricordiamo la partecipazione alla finale del 60esimo Festival di Castrocaro e la vittoria del “National Voice Awards” nel 2017. Sempre nello stesso anno il giovane tenore si esibisce nella capitale con il “Canto degli Italiani”, in presenza della sindaca, Virginia Raggi e del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Successivamente in Canada, ha avuto l’onore di cantare la messa d’Incoronazione in Do maggiore di Mozart K37 nella sala Nervi, in presenza di Papa Francesco.

Grazie all’inedito “Il posto in prima fila” l’anno seguente si aggiudica invece la vittoria del 24esimo Festival di Avezzano.

Dal 16 maggio scorso è online sul canale youtube il videoclip del singolo “Il respiro su di te”.

L’adattamento inedito in italiano, del brano “Always on my mind” di Elvis Presley,  da lui magistralmente interpretato, con la firma del paroliere e musicista milanese Daniele Piovani.

Il “Respiro su di te”, segna l’inizio di una nuova collaborazione tra i due artisti che li porterà nei prossimi mesi alla realizzazioni di nuovi lavori discografici.

Il videoclip, realizzato da Severino Grimaldi, mostra in alcune scene,  proprio Tagliacozzo,  il grazioso borgo dove lui è cresciuto.

Il video può essere visionato  : https://www.youtube.com/watch?v=iH7F6U9crxA

 Patrizia Faiello, Responsabile Ufficio Stampa e Relazioni Esterne di diverse realtà tra le quali: Fox Production &Music Television Italian, World Fonogram Srls – Records & Publishing, Mediterranea Produzioni, nonché di diversi eventi ed artisti; ha  subito creduto  in questo straordinario artista e nel suo progetto ed è grazie a lei che siamo riusciti ad intervistarlo, in esclusiva per  MediterraneiNews.

  1. Lorenzo ci puoi raccontare il tuo  percorso di studi e  gli  inizi della tua carriera?

Certo, con molto piacere. Ho sempre avuto, fin da piccolo un debole per la musica, cantavo ogni volta che mi si presentava un’occasione.

Ricordo ancora quando ricevetti all’età di 3 anni e mezzo il mio primo riconoscimento musicale, tutto euforico, cantando “Il lungo, il corto e il pacioccone” in una rassegna canora all’asilo, oppure ogni matrimonio era una scusa buona per dedicare “Rose rosse” del grande Massimo Ranieri, agli sposi.Quindi possiamo affermare con certezza che la musica è sempre stata una mia passione. Poi cominciando a suonare la tromba alle Scuole medie e andando a vivere all’Aquila, dove ho fatto il Liceo Musicale e mi sono diplomato in tromba, ho dato conferma del mio estro musicale e a 16 anni mi sono iscritto al Conservatorio dell’Aquila che, tra l’altro, terminerò il prossimo Ottobre, laureandomi in Canto Lirico.

 2) Quali sono le principali difficoltà di questa professione?

Le difficoltà in questa professione sono molteplici, partendo dal fatto che, come in tutte le cose, anche qui serve impegno, costanza e perseveranza nello studio per arrivare agli obiettivi, ecco forse uno delle difficoltà più grandi è riuscire sempre ad essere sulla cresta dell’onda e riuscire sempre ad emozionare anche minimamente il pubblico che ti ascolta, perché ogni volta giustamente si aspetta un qualcosa in più e tu devi impegnarti sempre di più, per far sì che questo accada.

Poi ce ne sono altre che sono soggettive, quindi per alcuni potrebbero essere difficoltà, invece altri potrebbero non riscontarle o addirittura trasformarle in punti di forza. Per esempio una delle difficoltà che ci potrebbero essere in questo settore è il soffrire di ansia, qualsiasi tipo di ansia, da quella che sale quando pubblichi un nuovo brano a quella che ti fa stare in affanno, un secondo prima di salire sul palcoscenico, anche se devo dirti che, fortunatamente io non ho riscontrato questo problema, ma bensì sono sempre riuscito a trasformare quell’agitazione in adrenalina pura.

Alcuni mi definiscono “animale da palcoscenico” perché appunto per il mio carattere riesco a rendere al massimo, quando sono sotto pressione.

 3) Cos’è per te la musica?

Ecco, queste domande così generiche sono quelle che possono mettere in condizione di cadere nel banale, rispondendo cose scontate.

Per me la musica è un linguaggio universale che a differenza di altre arti ti fa arrivare a provare delle emozioni indescrivibili, pensiamo alla semplice “pelle d’oca” che si prova dopo aver ascoltato un determinato brano, possiamo dire che quell’emozione e quella sensazione che si prova sarebbe molto più difficile da provare, guardando un quadro. Voglio usare una famosissima citazione di Khalil Gibran, che della Musica e in particolare del Canto dice: “Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta ed il battito del cuore di chi ascolta.” Ed anche per me, il segreto, è proprio lì.

 4) Ci dici cosa un cantante dovrebbe fare prima di una performance e cosa invece     dovrebbe evitare? 

Guarda a questa domanda non posso risponderti,perché mi hanno sempre detto che sono un tipo di cantante particolare, ogni volta che mi capita di duettare con altri cantanti li vedo sempre, prima dei concerti, con quegli sciarponi che li ricoprono dalla testa ai piedi, senza aver toccato un minimo di bibita gassata e stando a digiuno perché  poi “la voce ne risente”. Di sicuro ci vogliono delle accortezze per proteggere la voce, ma penso che arrivare ad un concerto con una buona preparazione vocale sia la “conditio sine qua non” per affrontarlo al meglio. E così per chiudere questa domanda, vi dico che io, a pancia piena, canto meglio.

5) Cosa consigli ai giovani che stanno iniziando la carriera?

Per chi intraprende questo tipo di carriera, sapere fin da subito che il percorso da fare è ripido e in salita, è pressoché fondamentale, ma partendo da questo presupposto devono credere sempre nelle loro passioni, nelle loro idee e nei loro sogni perché nulla è impossibile. Io mai avrei immaginato il 16 maggio del 2017, dopo due anni dalla scelta di intraprendere questo percorso, di cantare l’Inno di Mameli, davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

6) Quali sono le tecniche che credi siano fondamentali per riuscire a cantare bene?

Per cantare bene è fondamentale, come in tutte le cose, lo studio. Bisogna studiare molto per arrivare ad avere un controllo ed una padronanza della propria voce, che  possa permettere poi di eseguire qualsiasi brano, senza avere la paura di dire “ho paura di sbagliare”. Io ci sto lavorando molto, ci lavoro tutti i giorni e non finirò mai di lavorarci, perché come già disse Pavarotti in un’intervista quando gli chiesero: “A che anni hai finito di studiare?” rispose “Esattamente cinque minuti fa”, quindi penso sia scontato che una buona preparazione e un costante studio, siano fondamentali riuscire poi a cantare bene.

7) Qual è il  tuo sogno più grande?  

Il mio sogno più grande è cantare davanti ad un teatro stracolmo di persone, un intero ruolo di un’Opera Lirica, dove io sia il personaggio principale.

Sì, penso che sia la cosa che mi farebbe sentire più “realizzato” in questo momento.

8) Qual è il repertorio e le opere che sono più vicini alla tua anima?

Il repertorio che sento molto più vicino alla mia anima,è sicuramente quello da Tenore Lirico, le opere che sento più vicine a me sono sicuramente Traviata, Tosca e Don Giovanni, ma devo ancora studiare molto per riuscire ad immedesimarsi bene nei personaggi e sentirli vicini alla mia anima

9)Quali sono i tenori del passato che ammiri maggiormente e perchè?

Luciano Pavarotti sicuramente poiché è stata “La Voce”, per quanto riguarda il canto lirico Italiano ed Internazionale, poi invece come gusto personale preferisco Corelli e Di Stefano perché hanno un tipo di canto, con la tecnica dell’affondo, che a me intriga particolarmente.

10) Cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita se non fossi riuscito a realizzare il tuo sogno artistico?

Penso sempre in ambito artistico, mi sarebbe piaciuto molto fare qualcosa che abbia avuto a che fare con la musica, magari però stando nelle retrovie ovvero marketing musicale e roba simile.

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