Joppolo: il consiglio comunale, con voto unanime, dichiara il dissesto finanziario

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comune di joppolo

Maggioranza e opposizione seppelliscono l’ascia di guerra e, dopo aver dato sfogo, in Consiglio, alle ultime folate polemiche, scrivono assieme la pagina più delicata della storia joppolese: la dichiarazione del dissesto finanziario. Assenti i consiglieri Biagio Zappia, Francesco Messina e Salvatore Burzì, il Consiglio, dopo circa due ore di dibattito, va alle dichiarazioni di voto. Con non poca sorpresa, arriva anche il parere favorevole del leader di “Joppolo nel cuore” Valerio Mangialardo, una scelta che il Consiglio saluta con uno scrosciante applauso e che, in pratica, porta alla dichiarazione del dissesto con votazione unanime. In sostanza, di fronte al fallimento della gestione finanziaria che il sindaco Peppe Dato si carica sulle spalle senza possibilità che gli siano attribuite colpe specifiche, la scelta del Consiglio di far fronte comune per affrontare un percorso che non sarà né facile né breve non può che essere colto come un segnale di speranza. Come un’assunzione di responsabilità che antepone gli interessi della collettività a quelli di bottega. D’altra parte, appariva impossibile, senza interventi straordinari, far fronte alla mole di debiti che da tempo grava sull’ente comunale e che, ad oggi, si attesta sulla considerevole somma di circa sette milioni di euro.

Una massa di debiti frutto di tante gestioni finanziarie magari poco oculate e che ora chiamano anche l’intera cittadinanza a vivere il rapporto con l’Ente e con i tributi con maggiore attenzione. Dal dibattito è, infatti, emerso che sul territorio comunale solo il 30/40% dei cittadini fa il proprio dovere versando regolarmente il dovuto a fronte dei servizi goduti. Il resto tende a temporeggiare. Un aspetto questo condannato anche dal parroco don Tonino Vattiata che, saputo del dissesto, dall’altare ha invitato i cittadini evasori a fare il loro dovere contribuendo al risanamento finanziario delle casse comunali. Risanamento che, adesso, attraverso una serie di atti, rientrerà tra le incombenze dell’Organo straordinario di liquidazione (Osl), mentre la gestione ordinaria spetterà agli organi dell’Ente. <Il dissesto – sostiene il sindaco Dato – è una decisione sofferta, ma dovuta. Un fardello pesante che dovremo portare per poter rivedere la luce. Occorre capire che ci sono diritti e doveri, nonché parametri da rispettare. Un aiuto importante potrà venirci dall’alienazione dei beni che fanno parte del patrimonio comunale. Intanto, ci siamo dotati di un programma che ci consentirà di combattere l’evasione fiscale>.

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