Da Tropea invito a ripensare l’abitare. Architettura, soddisfazione per evento Rotary. Il sindaco: sinergie per qualità vita 

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Contribuire ad elevare la qualità della vita della comunità dei residenti e rafforzare la percezione e la reputazione nazionale ed internazionale di una destinazione turistico-culturale-esperienziale che fa della tutela ambientale a 360 gradi il vero lusso da condividere con l’ospite, presuppongono valori, sentimenti, contenuti e visione comuni. Ed il punto di partenza e di ancoraggio di questo approccio che è culturale, di cittadinanza e di governo risiede, soprattutto nell’epoca che stiamo vivendo, nella capacità di ripensare in chiave di equilibrio di tutti gli ecosistemi e di circolarità economica, sia il nostro rapporto di co-esistenza con la terra sia lo stesso abitare spazi, case e territori.

È quanto ha dichiarato il Sindaco Giovanni Macrì complimentandosi per la qualità dei contributi emersi nel corso dell’evento promosso dal Club Rotary Tropea 2102 dal titolo Territorio, sostenibilità e turismo. – Architettura in terra cruda nel paesaggio dei casali di Tropea, ospitato a Palazzo Santa Chiara nei giorni scorsi.

Bioedilizia. Tutela dell’ambiente. Sviluppo eco-sostenibile del territorio. Paesaggio quale elemento centrale e identificativo del territorio. Sono stati, questi, alcuni degli argomenti che hanno fatto da filo conduttore ai diversi contributi. Con un leit-motiv: evidenziare le opportunità dell’utilizzo moderno del materiale terra, una nuova narrazione dell’abitare, capace di garantire il passaggio generazionale di questa tradizione abitativa.

Patrocinato dagli Ordini degli Architetti e Ingegneri della Provincia di Vibo Valentia e della Fondazione Italiana Bioarchitettura, alla presenza dei sindaci del territorio, all’evento sono intervenuti, tra gli altri, Rosario Chimirri, docente di Storia dell’architettura all’Università della Calabria che ha parlato del vivere e costruire in crudo nel mondo, in Calabria e nel Poro, sia in chiave storica che di riproposizione contemporanea; Giuseppe Lonetti dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria che si è soffermato sulla lettura del territorio e sul legame tra natura e paesaggio; Antonio Varrà che ha voluto sottolineare le qualità di tale architettura in chiave sostenibile, individuando in essa un potenziale che, se adeguatamente valorizzato, porterebbe tali costruzioni ad avere un ruolo centrale nel rappresentare l’identità del territorio.

 

 

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