La Villa Comunale di Palmi è stata ieri il centro della scena politica cittadina, ospitando i comizi delle due coalizioni che si contendono la guida di Palazzo San Nicola nelle elezioni del 25 e 26 maggio. Due appuntamenti attesi, diversi per stile e impostazione, che hanno segnato l’avvio dell’ultima e decisiva settimana di campagna elettorale.
Alle 19 è toccato a Giovanni Calabria, alla sua prima uscita pubblica in piazza dopo settimane in cui aveva scelto di comunicare principalmente attraverso interviste. Calabria ha impostato il suo intervento rispondendo alle richieste di quanti gli avevano chiesto di illustrare il programma: lo ha fatto con l’aiuto di alcuni appunti e con l’emozione di chi affronta le prime prove davanti al pubblico.
Il candidato ha spiegato le ragioni della sua scelta di scendere in campo, presentato i componenti delle liste che lo sostengono e invitato i presenti a scegliere la “discontinuità”. Ha criticato l’amministrazione uscente, accusandola di aver “scambiato l’ordinario per straordinario” e di non aver completato, in nove anni, le opere più rilevanti per la città. Calabria ha inoltre respinto le accuse rivolte alla sua coalizione di rappresentare la “vecchia politica”, sostenendo che tale definizione non possa essere attribuita a chi non ha governato nell’ultimo decennio.
Poco dopo, alle 20, la piazza ha cambiato pubblico e colori per accogliere il comizio della coalizione guidata da Francesco Cardone. In questo caso, il candidato ha scelto di lasciare gran parte dello spazio al suo principale sostenitore, Giuseppe Ranuccio, ex sindaco e oggi vicepresidente del Consiglio regionale.
Ranuccio ha parlato per circa cinquanta minuti, difendendo l’operato delle sue amministrazioni e rispondendo alle critiche arrivate dagli avversari. Ha attribuito il mancato completamento di alcune opere al fatto che, dopo la sua elezione in Consiglio regionale, la squadra di governo cittadina avrebbe avuto “un anno in meno” per portare a termine i progetti. Il suo intervento, dai toni energici, ha incluso riferimenti a chi, in dissenso con le scelte della coalizione, ha deciso di collocarsi altrove.
Cardone ha chiuso l’incontro con un intervento breve, lasciando intendere che le sue argomentazioni principali saranno al centro dei comizi conclusivi della campagna elettorale.
Due comizi, due stili e due narrazioni differenti, che hanno dato il via alla settimana più intensa della competizione elettorale. La città si avvia così verso il voto, con entrambe le coalizioni impegnate a consolidare il proprio consenso e a convincere gli indecisi.




