Ritorna il Premio Muse Estate 2026. Il presidente Giuseppe Livoti presenta un riconoscimento che da 26 anni viene ritirato da volti e personalità importanti del panorama nazionale e non solo e che coincide con l’inizio della programmazione invernale ed estiva della nota associazione culturale calabrese.
Si aprirà domenica 5 luglio, alle ore 20,30 la stagione culturale del Laboratorio delle Arti e delle Lettere Le Muse di Reggio Calabria, inaugurazione che è occasione per l’assegnazione dell’importante premio che ha visto negli anni tanti testimonial quali il principe Emanuele Filiberto di Savoia, principe di Piemonte e principe di Venezia, Rosanna Cancellieri – conduttrice Rai, Michele Gaudiomonte – stilista, Emilia Costantini – capo servizio cultura del Corriere della Sera, Alda D’Eusanio – conduttrice televisiva, Fioretta Mari – attrice, Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona – mecenate, Beatrice Feo Filangeri – nobile normanna, Micaela – cantante, S. E. Mons. Milito – vice presidente della Conferenza Episcopale Calabra, Cesare Mulè – storico, Anton Giulio Grande – stilista, Odette Nicoletti – costumista – Tonino Raffa – giornalista Rai, Anna Maria Galgano presidente Fondazione Rodolfo Valentino, Franco Pascale – presidente Fondazione Leoncavallo, Mons. Liberto – già direttore del Coro Pontificio, Antonio Marziale – presidente Osservatorio sui Minori, Giacomo Battaglia – attore, Famiglia Spadafora – orafi, Gigi Misefari – attore, Marinetta Saglio – fotografa, Vivien Hewitt – regista e costumista, Lella Golfo – presidente della Fondazione Marisa Bellissario, Giuseppe Garufi – presidente nazionale Adisco, Piera Levi Montalcini – presidente Associazione Montalcini, Ilaria Grillini – giornalista, Carmen Lasorella – giornalista, Danila Bonito – giornalista, Donna Concetta Silvia Patrizia Marzano nobile dei Duchi di Sessa, Riccardo Maino – campione paralimpico.
L’associazione per questa nuova edizione estiva ha pensato di creare ben due eventi. Il primo sarà domenica 05 luglio, alle ore 20,30 con l’apertura del Cortile delle Muse di via San Giuseppe 19 con una serata dedicata al primo premiato Cesare Berlingeri. Conosciuto come il maestro delle tele piegate, si distingue per l’uso originale della tela, che piegata segna se stessa. Utilizza pigmenti dai colori vibranti, preparati da lui stesso, e un segno minimalista che richiama concetti naturali e originari. La sua carriera si è sviluppata attraverso varie forme espressive, dalla pittura alla scenografia teatrale e alle installazioni site-specific, consolidandosi come figura di rilievo nell’arte contemporanea. Inizia a dipingere da giovanissimo. Negli anni Sessanta lavora come decoratore di chiese. Nel ‘68 viaggia in Europa immergendosi nel mondo della cultura contemporanea. Gli anni Settanta lo vedono a Roma, dove intraprende la carriera di scenografo e costumista per teatro e televisione ed è responsabile per il settore Arte dei centri servizi culturali CIF della Calabria. L’attività per il teatro è sempre affiancata e contaminata dal suo percorso pittorico, per il quale utilizza agenti atmosferici come pioggia, vento, fuoco e materiali come la calce, la cartastraccia, il cemento e la tela. La prima personale è del 1975 presso la Galleria AxA di Firenze. Nel 1978 inizia un nuovo ciclo di lavori, Trasparenze, opere create sovrapponendo leggerissime tele di lino e presentate anche, nel 1979, alla Galleria Civica di Saint-Vincent. È degli anni Ottanta il ciclo delle Fioriture, grandi tele dipinte ad olio e a smalti industriali con ampi gesti. Nel 1986 partecipa alla collettiva Mostra sul disegno italiano di Tokio ed alla XI Quadriennale di Roma. Tra gli anni ‘80 e ‘90 le collaborazioni teatrali come scenografo e costumista si intensificano: nel 1981 realizza una grande installazione per la Lunga notte di Medea (regia di W. Schroeter) e scene e costumi per il Candido ovvero… (regia di R. Guicciardini, 1982), Biennale Teatro di Venezia. Dal 1989 al 1995 è docente all’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria. Per la compagnia “Rossotiziano” di Napoli crea scene e costumi per lo spettacolo Variazioni Majorana (regia di A. Postiglione e F. Saponaro, 1998). Nel 1990, in occasione della mostra Opere Recenti (a cura di Trini, Teatro Vittorio Emanuele di Messina), vengono esposti per la prima volta i dipinti piegati. Già abbozzate sin dal 1976, le Piegature – tele piegate. Nel 2007 il MAC Museo de Goiânia sarà la prima tappa di un’antologica itinerante di circa duecento opere che proseguirà al MAM Museo di Arte Moderna di Salvador de Bahia ed al MAM Museo di Arte Moderna di Rio de Janeiro. Tra le più importanti esposizioni del nuovo millenio si ricordano: 11th International Cairo Biennale, (2008-2009); Italian Shape, Anniart 798 Factory, Pechino (2009); Università della Calabria, CAMS Centro Arti Musica e Spettacolo, Cosenza (2009).). Tra il 2013 ed il 2015 i suoi lavori vengono esposti in numerose collettive, tra cui si ricordano: Il libro: d’arte e d’artista (a cura di C. Siniscalco Beit Ha’ir Museum di Tel Aviv-Giaffa); Artisti nello spazio da Lucio Fontana ad oggi: una storia dell’arte ambientale italiana (a cura di M. Meneguzzo, B. Di Marino e A. La Porta, San Giovanni, Catanzaro); Rigorismo (Istituto Italiano di Cultura di New York). Nel 2017 è a Miami con due personali, inaugurando la Galleria Italia all’interno del Consolato Italiano. Nel 2018 è tra gli artisti presenti alla mostra Contributi al Novecento. Da Boccioni a Rotella ai contemporanei (a cura di B. Corà e T. Sicoli, Fondazione Stelline, Milano). Tra il 2019 e il 2020 le sue opere partecipano alla collettiva Lucio Fontana e i mondi oltre la tela. Tra oggetto e pittura (Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Monfalcone). Il 2021 vede i suoi lavori protagonisti di due prestigiose personali, presso il Palazzo Santa Chiara (Tropea, VV) e presso Villa Rendano (Cosenza).
Altro importante nome al quale verrà consegnato il Premio Muse 2026 domenica 12 luglio sempre alle ore 20,30 al Cortile delle Muse è l’attore Toto’ Cascio. Diventa un personaggio televisivo partecipando da bambino al Maurizio Costanzo Show, programma ideato e condotto da Maurizio Costanzo su Canale 5. All’età di 9 anni esordisce sul grande schermo, nel film Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, con il ruolo del protagonista Salvatore “Totò” Di Vita da bambino, personaggio che da adulto è interpretato dall’attore francese Jacques Perrin. Tale ruolo gli porta il successo internazionale e la conquista del British Academy of Film and Television Arts nella categoria attore non protagonista (il più giovane a riceverlo). Tornatore, che lo aveva scelto per Nuovo Cinema Paradiso conducendo una serie di provini nelle scuole elementari siciliane, lo inserisce anche nel cast del suo successivo film, Stanno tutti bene (1990), nel ruolo di un altro personaggio che da adulto viene impersonato da Jacques Perrin. Nei primi anni novanta partecipa ad altri film nel ruolo di coprotagonista, incide un 45 giri in coppia con Fabrizio Frizzi dal titolo L’orso. Nel 1999 riappare sugli schermi ne Il morso del serpente, regia di Luigi Parisi. Nel 2014 è tra gli interpreti del film documentario Protagonisti per sempre di Mimmo Verdesca, film vincitore nel 2015 del Giffoni Film Festival come miglior documentario. Tra i film ricordiamo: C’era un castello con 40 cani è un film del 1990 diretto da Duccio Tessari, Stanno tutti bene è un film del 1990 diretto da Giuseppe Tornatore, Diceria dell’untore è un film del 1990 diretto da Beppe Cino, Ricatto 2 (Bambini nell’ombra) è stata una miniserie televisiva diretta da Vittorio De Sisti e trasmessa da Canale 5, Jackpot è un film del 1992 diretto da Mario Orfini, Festival è un film del 1996 diretto da Pupi Avati, Protagonisti per sempre è un film documentario del 2015, A occhi aperti è un cortometraggio del 2021 diretto da Mauro Mancini. Nella sua autobiografia dal titolo La gloria e la prova Cascio racconta la “gloria” del cinema e la “prova” da affrontare in riferimento alla retinite pigmentosa, patologia di cui è affetto. Poi nella mia vita, scrive, è arrivata la retinite pigmentosa, una malattia degenerativa agli occhi che porta alla perdita progressiva della vista. Per anni è stata la mia condanna a vita. Dopo tante lacrime e tanti sacrifici sono riuscito a trasformarla in condizione. Adesso ho ripreso in mano la mia vita, tornando a fare l’attore e sperimentando il nuovo ruolo di “motivatore”, mettendo a disposizione il mio vissuto e la mia esperienza per chi vive una “prova”.
Giuseppe Livoti, presidente del Premio, ricorda come pure per merito delle Muse Reggio è anche approdo di nomi importanti del panorama intellettuale, creativo, umano. Un riconoscimento libero, indipendente e autogestito, dimostrando come in città esistono associazioni “culturali” che in nome della cultura operano lontani dai clamori istituzionali.
Non resta che incontrare i noti personaggi domenica 05 e domenica 12 luglio alle ore 20,30 al Cortile delle Muse di via San Giuseppe 19.




