COMUNICATO ANEI – 22 GIUGNO DALL’INVASIONE DELLA RUSSIA AL DRAMMA DEGLI IMI  

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Quella che doveva essere una rapida campagna militare si trasformò in una delle più grandi tragedie della nostra storia militare.

A distanza di 85 anni, l’ANEI intende ricordare il sacrificio dei tantissimi soldati italiani caduti durante la controffensiva dell’Armata Rossa, ma anche tutti coloro che, superstiti di quella drammatica ritirata e già provati nel corpo e nello spirito, dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 vennero deportati nei lager del Terzo Reich come Internati Militari Italiani (IMI), a causa del loro rifiuto di collaborare con il nazifascismo.

Questo è stato anche il drammatico percorso di Raffaele Arcella, ultimo presidente dell’ANEI ad aver vissuto in prima persona l’internamento.

Ufficiale di cavalleria e profondo conoscitore della cultura russa, Arcella visse i tormenti di quei fronti prima di pronunciare il suo fermo “No” alla Germania e alla Repubblica di Salò, pagando questa scelta con la deportazione nei campi di concentramento in Polonia e Germania.

Ad Arcella va anche il merito storico e lungimirante di aver guidato la transizione dell’Associazione verso le nuove generazioni. Fu proprio lui, infatti, ad accettare e promuovere nel 2018 la fondamentale trasformazione dello Statuto ANEI, permettendo ai figli e ai nipoti diretti degli internati di assumere la guida dell’Associazione.

Un atto di profonda fiducia e di lunga visione, che ha consentito di proiettare nel futuro la loro stessa missione originaria.

Oggi l’ANEI, forte di questa eredità generazionale, rinnova l’impegno a custodire la memoria di Raffaele Arcella e di tutti gli IMI, affinché il loro riscatto morale continui a vivere attraverso le parole e le azioni dei loro discendenti.

Roma, 22 giugno 2026

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