Dal territorio della costituenda Unione dei Comuni “Alta Piana del Mesima”, citando Don Sturzo, il primo “democratico – cristiano”, per un “popolarismo” al di sopra dei partiti, un nuovo appello del consigliere comunale di Patto per San Pietro di Caridà avv. Gabriele Trimboli a tutti i parlamentari: <<serve un “FRONTE COMUNE PER LA SALVEZZA DELLA COSTITUZIONE” WHATEVER IT TAKES PER SALVARE LA DEMOCRAZIA DIRETTA E PARTECIPATA NEL NOSTRO PAESE, PER LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO NEL 2027, O VENGONO INTRODOTTE LE PREFERENZE O, I COLLEGI DELLA LEGGE ELETTORALE, ANTE 2014, PER LE EX PROVINCE (C.D. PROVINCELLUM), MA IL PREMIO AL SENATO PUO’ ESSERE AMMESSO SOLO SU BASE REGIONALE, TERTIUM NON DATUR! I VERI DEMOCRATICI – CRISTIANI ITALIANI NON HANNO PAURA DI FARE SCEGLIERE DIRETTAMENTE AL POPOLO I “MIGLIORI” PARLAMENTARI DI CAMERA E SENATO, SENZA TRUFFE.>>
Dall’occasione determinata dall’anniversario della scomparsa del Presidente On. Silvio Berlusconi (11 giugno 2023), che si riteneva essere l’erede più prossimo del patrimonio della Democrazia Cristiana, tant’è che faceva parte del partito popolare europeo, si è colto il momento per intervistare il già Presidente del Consiglio Comunale di San Pietro di Caridà nel Distretto 3 (area della Piana) della Metro City di R.C. avv. Gabriele Trimboli, che ha rappresentato quella catena di congiunzione nel 2018, perché a livello locale caridarese nascesse un’esperienza simile, a quella nazionale del Governo Letta di “larghe intese” nel 2013 (sul brocardo tedesco della grande Germania di Angela Merkel c.d. grosse Koalition “uniti si è piu’ forti ed incisivi”) e si portasse avanti allo stesso modo, un argomento trasversale, di una governance comune ed una nuova architettura istituzionale della costituenda Unione dei Comuni “Alta Piana del Mesima”, per offrire migliori e più servizi ai cittadini:
1.“Uniti si è piu’ forti ed incisivi” è un motto che durante il suo mandato di Presidente del Consiglio Comunale di San Pietro di Caridà (R.C.) nella Consiliatura 2018 2023 le ricorda qualcosa?
<<Due delle cose che mi vengono in mente seguendo la ratio del principio “uniti si è piu’ forti ed incisivi” sono:
- la tenacia nel presentarci in maniera “convintamente” unitaria, con una capacità di dialogo trasversale, nel tavoli tecnici – istituzionali anche sul problema della viabilità provinciale, per la quale ho cercato di fare quanto possibile per il territorio della costituenda Unione,sensibilizzando gli enti sovra comunali, tra gli altri, la Città Metropolitana di R.C., che ha stanziato oltre 1 milione di euro in pochi anni sulla viabilità provinciale (2019-2023; 2026). Infatti, nella costituenda Unione dei Comuni “Alta Piana del Mesima”, si è riusciti a coagulare, per quest’ultimo territorio, più di un milione di euro, sulla riqualificazione della viabilità provinciale nel quinquennio 2018 – 2023 con oltre 500.000 euro complessivi di risorse sulla SP 61 (fondo Valle Marepotamo) ed SP 4 (San Pietro di Caridà – Serrata – Candidoni – Laureana di Borrello – Feroleto della Chiesa), nonché altri interventi minori lungo le arterie provinciali di montagna, in attuazione della ratio protocollo d’intesa sulla viabilita’ interna, firmato quando ero Presidente del Consiglio Comunale e dal delegato dell’epoca della Citta’ Metropolitana di R.C., nella sala del consiglio di San Pietro di Carida’, il 16 dicembre 2019, ed ivi unitamente sottoscritto, anche dagli altri rappresentanti locali dei comuni dell’Alta Piana del Mesima, nell’occasione della consegna della strada SP 61. Inoltre, da ultimo, sono stati stanziati ulteriori 563.348 euro, nel periodo 2026 (con determina settore viabilita’ della Metrocity di R.C. nr. 37 del 17.02.2026), per manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di un cedimento stradale sulla Sp 4 tra Candidoni e Serrata, quando – sempre quali i componenti del gruppo “Patto per San Pietro di Caridà”, autori di quell’intesa del 2019, nonostante oggi, siamo nelle file di opposizione (e malgrado i tagli del Governo centrale, grazie anche al c.d. federalismo fiscale, di oltre l’80% dei trasferimenti per gli enti provinciali dal 2008 al 2026) – abbiamo sensibilizzato i vertici della Metro City di R.C., nella persona del Sindaco f.f. avv. Carmelo Versace, finanche in questa fase conclusiva di legislatura (2020 – 2026) ed, in quella futura, (2026 – 2031), presieduta dal Sindaco metropolitano On. Francesco Cannizzaro, lo continueremo a fare, a maggior ragione confidando, tra l’altro, nella formazione cattolico – democratica di quest’ultimo, come del Presidente della Regione Calabria On. Roberto Occhiuto, che per substrato culturale personale non possono non avere un’attenzione ai territori “marginali”, per degli stanziamenti finanziari più efficaci e più mirati, anche sposando, tra l’altro, la proposta del comitato civico “Più uno” di San Pietro di Caridà, rivolta a tutti i parlamentari d’ispirazione democratico – cristiana, per “zero tasse e tributi” agli iscritti nelle liste AIRE dei Comuni calabresi che ritornino a dimorare stabilmente nel territorio di origine (trasferendo la residenza per almeno un decennio ), purchè i rispettivi enti locali di appartenenza siano costituiti in Unione di Comuni, per contenere lo spopolamento e rilanciare lo sviluppo – socio economico del territorio e delle sue tradizioni religiose e culturali. Questa prospettiva di lavoro e futura collaborazione per un’interazione di sinergie anche trasversali, potrebbe essere considerato a Caridà, come il germoglio di un ramo per un futuro intergruppo consiliare dell’Unione dei Comuni, che a tutti i livelli istituzionali, anche in quello metropolitano, trovi una breccia per aspirare a diventare il primo gruppo “federato” a Palazzo Alvaro, per consistenza numerica, che si ispiri ai valori “democratico – cristiani e liberal – riformisti, civici e repubblicani”, con le azioni consequenziali al fine di garantire i diritti sociali (salute, istruzione, lavoro, mobilità, ect) a tutti i cittadini italiani da Bolzano a Lampedusa, passando per le aree interne, comprese quelle della piana di Gioia Tauro della c.d. costituenda Unione dei Comuni “Alta Piana del Mesima”, su quest’ultimo profilo abbiamo avuto anche il conforto e l’appoggio, sia del consigliere metropolitano avv. Giuseppe Marino, anch’esso di formazione culturale democratico – cristiana, perciò, dotato di una particolare sensibilità sulle tematiche di sviluppo dell’entroterra, con riguardo alla viabilità “veloce” per lo sviluppo delle aree interne, sin dal 2021, nell’assemblea di Palazzo Alvaro, sulla problematica della Pedemontana dell’area del Distretto 3 della Piana di Gioia Tauro, sia del consigliere metropolitano dr. Giuseppe Zampogna, che per il medesimo background culturale democratico – cristiano, da ultimo, a marzo 2023, è stato sensibile sulla tematica della sanità molto precaria come servizio essenziale nell’area disagiata dell’Alto Mesima, in un incontro a Laureana>>;
- l’avvio di un percorso di uno studio e di realizzazione di una nuova governance dell’Unione dei Comuni “Alta Piana del Mesima”, attraverso l’ausilio di una commissione speciale di studio nominata, nel 2019, nell’alveo del Consiglio Comunale di San Pietro di Caridà, da me presieduto, perché i modelli di altre regioni virtuose, ma anche il Distretto 2 (Locride) della Metro City di R.C., con l’Unione dei Comuni della Valle del Torbido, ci hanno insegnato a maturare una particolare sensibilità politica, per l’esperienza e la competenza, che ci impone di dover avere una più ampia visione, per il futuro delle nuove generazioni, attraverso questo istituto dell’Unione che equivale a piu’ servizi, nel tentativo di fare tutto il possibile per contenere lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne, che negli ultimi 4 anni è raddoppiata rispetto ai due lustri precedenti. Quest’ idea nuova,però, si è arenata, soprattutto negli ultimi due anni, con ragionevole probabilità, per gli effetti della perdita di continuità amministrativa a San Pietro di Caridà unico comune dove è cambiato il Sindaco. Infatti, nell’ambito del buon governo e della buona amministrazione – a nostro avviso – il principio di “continuità amministrativa”, con la conseguente valorizzazione delle expertise, della competenza e della professionalità maturata, in un percorso amministrativo che per aver efficacia deve avere durata di almeno 10 anni, unitamente alla capacità di mediazione tipica della cultura democratico – cristiana baluardo di difesa della democrazia in Italia dal dopoguerra, sono dei principi e dei valori irrinunciabili in antitesi al populismo o all’improvvisazione e/o alla c.d. democrazia del capo, che non è democrazia, ma dittatura di una minoranza>>.
2.Il percorso dell’Unione dei Comuni nata nel 2019 a San Pietro di Caridà (R.C.),quindi, oggi si è congelato dal 2023 ad oggi per la mancata “continuità amministrativa” dell’ente caridarese?
Crediamo che questo percorso, come ogni altra necessità dei cittadini, anche dell’Alta Piana del Mesima, non possa prescindere da un nuovo appello, citando Don Sturzo, al di sopra dei partiti, di responsabilità trasversale, rivolto a tutti gli amministratori locali coinvolti, soprattutto a coloro che si ispirano ai valori “democratico – cristiani e liberal – riformisti, civici e repubblicani”, tanto cari, al Presidente On. Silvio Berlusconi scomparso l’11 giugno 2023, per un colpo di reni che permetta di superare questo stallo; ma vi è di più, l’occasione è propizia, per auspicare, tra l’altro, un atto di dignità e di coraggio di tutti i parlamentari, di ispirazione sturziana, affinchè in Aula a Montecitorio a fine mese e, prima ancora, in Commissione Affari Costituzionali abbiano il coraggio di formare un “fronte comune per la salvezza della costituzione” e del diritto dei cittadini italiani di scegliere il proprio parlamentare, sul tema fondamentale della legge elettorale nazionale, infatti, si stanno peggiorando le regole del gioco (unilateralmente, in maniera scorretta e “truccando le carte” in un modo unico al mondo, per mantenere “la poltrona” e/o “la segreteria di partito” a vita, sulla pelle degli italiani, soprattutto del 50% che,ormai, non si reca più alle urne), a maggior ragione qualora si dovesse seguire il modello presentato in Commissione, autoritario e non rappresentativo, fotocopia di quello in uso nel 1923 (o meglio una brutta copia della c.d. legge Acerbo, quest’ultima normativa elettorale con liste bloccate e premio abnorme di maggioranza, senza ballottaggio, fu tipica del “ventennio nero” ), ma ampiamente distorsivo del reale peso “partitico” e del “vero convincimento” della totalità del corpo elettorale degli aventi diritto al voto, che vengono violentati nel loro diritto di voto art.48 comma II Cost., di tipo individuale di voto libero, uguale e diretto (le liste bloccate non sono altro che la negazione della democrazia partecipata, proprio come avvenne un secolo fa, e tutti i mass – media tacciono sul punto).
In conclusione proprio per evitare questo scempio occorrerebbe fare whatever it takes per salvare la democrazia diretta e partecipata nel nostro Paese, o impedendo questo cambiamento l’ultimo anno di Legislatura, oppure votando, trasversalmente, quanto meno l’emendamento che introduce le preferenze, senza se e senza ma, (o in via subordinata, almeno quello che preveda l’introduzione dei collegi sulla falsariga della legge elettorale, ante 2014, per le ex province c.d. provincellum), oltre al fatto che il premio di governabilità al Senato andrebbe corretto e, pertanto, potrebbe essere ammesso solo su base regionale, sicchè occorre già pensare ad un immediato e tempestivo ricorso preventivo alla Consulta, qualora venisse approvata senza codeste correzioni (anche il c.d. Porcellum non arrivò a codesta colossale “porcata”, su quest’ultimo profilo, palesemente incostituzionale per contrasto inconfutabile con l’articolo 57 comma I Cost.). La casa della democrazia partecipata dei cittadini sta bruciando chi aiuterà a spegnere quest’incendio? Il deputato messinese Francesco Gallo (Gruppo Misto componente “Sud chiama Nord”) ha provato a farlo con l’emendamento che reintroduce le preferenze per i parlamentari, come avviene per la scelta dei deputati europei, regionali, nonché per i consiglieri comunali e di circoscrizione, chi lo sosterrà in questa battaglia di democrazia per restituire la sovranità ai cittadini? Speriamo la maggioranza dei componenti delle Camere si metta una mano sulla coscienza così da distinguersi da coloro che, invece, preferiscono continuare a far nominare i parlamentari dai capi – partito, ignorando un astensionismo di oltre il 50% degli aventi diritto al voto, non patologico, ma comprensibile per tale violenza patita da oltre 20 anni sulla facoltà di scelta dell’elettore. Senza dubbio, in mancanza di queste minime correzioni citate alla normativa elettorale, rispetto all’ultimo testo “blindato” proposto dal Governo, in brutta copia di quella del 1923, qualunque Parlamento non sarà rappresentativo più del popolo italiano, ma di una netta minoranza trasformata con un “trucco”, peggiore del Porcellum di Calderoli & company, in maggioranza qualificata di “yes man” a Montecitorio ed a Palazzo Madama [alimentando o esasperando la contrapposizione per portare avanti le c.d. monster coalitions” (coalizioni mostro)]; sicchè continuando su questa strada si arriverà ad una “democratura” orchestrata da una “ristretta oligarchia”, che resta nell’ombra di un Paese, ultimo in crescita economica nel 2027, in UE, condannato a morire tra denatalità e spopolamento, proprio perché un quantitativo doppio di giovani dai 18 ai 35 anni, rispetto a 10 anni fa, ha lasciato i nostri confini nazionali, per non tornarci più, trovando lavoro e formando una famiglia all’estero, per una classe dirigente opportunamente “manovrata” di “nominati e non eletti direttamente dal popolo”, privi di una visione di Nazione italiana da rilanciare sulla base dei suoi valori costituzionali fondamentali ( su sei pilastri: sanità, scuola, lavoro, sicurezza, diritto fondamentale alla “casa familiare di abitazione” e mobilità), che ha fallito, perciò, come qualità e merito, molto scadente, forse il peggiore degli ultimi 80 anni, dopo che, poco più di 30 anni fa, nel 1991, eravamo la 4^ potenza economica mondiale, quando la DC era il primo partito, i parlamentari venivano scelti con le preferenze, con il metodo simile a quello che avviene oggi per il Parlamento europeo, ed anche nel calcio eravamo la Nazionale tra le più temute da incontrare sul campo di gioco. Meravigliosi anni 80’ – 90’, ci auguriamo di non rimpiangervi ancora per troppo tempo, fiduciosi in un atto di dignità che auspichiamo avvenga almeno dalla maggioranza dei parlamentari, nelle prossime settimane: <<abbiate il coraggio, senza trucchi, di sottoporvi al giudizio sovrano del popolo italiano con il voto di preferenza o, quanto meno, nel collegio uninominale modello c.d. provincellum>>.

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