Kai Muay: Il canto del thai boxer (Gli Scapestrati Vol. 5) di  Mehdi Ben Temine

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Il Muay Thai ha radici storiche che risalgono a secoli fa, in Thailandia, sviluppandosi come un metodo di combattimento per l’autodifesa e come preparazione per la guerra.

Oggi è praticato sia come sport da combattimento competitivo, con eventi che si svolgono a livello locale, nazionale e internazionale, dove i  combattenti si sfidano in ring, e le competizioni possono variare in termini di regole e categorie di peso; sia come forma di fitness, perché oltre migliorare la forma fisica, il Muay Thai offre anche benefici mentali, come la disciplina, la fiducia in sé e la gestione dello stress.

Gli allenamenti di Muay Thai sono intensi e mirano a sviluppare forza, resistenza, agilità e flessibilità.

I praticanti spesso seguono routine di allenamento rigorose che includono esercizi cardiovascolari, tecniche di combattimento e lavoro con i sacchi.

Il   “thai boxer” è un praticante di Muay Thai.

Kai Muay: Il canto del thai boxer (il quinto volume della serie Gli Scapestrati) di Mehdi Ben Temine è un romanzo che va ben oltre il genere sportivo, tramutandosi in un intenso racconto di formazione, amicizia e riscatto sociale.

Protagonista è Kemal Gebrekidan,   un ragazzo di ventiquattro anni, nato nella meravigliosa e nobile  Firenze, da famiglia etiope.

Kemal conduce  una vita che sembra volergli chiudere ogni porta.

È cresciuto ai margini: economici, sociali, identitari.

La Muay Thai è l’unico spazio in cui riesce a respirare davvero, e che  diventa ancora più centrale quando nella sua vita entra Adel, un uomo ruvido, segnato nel fisico e profondamente umano.

Adel nonostante le sue ferite, fisiche e interiori, diventa per Kemal qualcosa di più di un allenatore: un mentore ruvido, un fratello maggiore, la prima vera guida della sua vita adulta.

Tra sudore, disciplina e cadute, i due costruiscono un legame profondo e viscerale. Kemal affronta i conflitti con la sua famiglia, la pressione di essere straniero, in una Firenze che non l’ha mai davvero accettato, e le sfide brutali del ring.

Adel lotta contro i fantasmi della sua storia, contro l’alcol, contro l’idea di essere un “uomo finito”.

Ma proprio quando il sogno sembra a portata di mano, la loro amicizia si spezza.
Una frattura improvvisa, dolorosa, che rischia di distruggere tutto ciò che hanno costruito.

Riusciranno a ritrovarsi?
Ognuno di loro saprà davvero guardare in faccia le proprie ferite?

Al centro del romanzo ci sono l’identità, la resilienza e la lotta quotidiana contro i propri limiti e il proprio destino; ma anche le difficoltà e i momenti bui, come la lotta di Adel contro l’alcol e i propri fantasmi interiori

L’autore riesce a trasmettere la tensione sia emotiva che fisica.

E’ un libro  toccante, capace di far commuovere.

I protagonisti sono personaggi “spezzati”, ma incredibilmente realistici e indimenticabili.

La disciplina sportiva diventa un mezzo per affrontare le difficoltà della vita; senza dimenticare anche le  questioni di giustizia sociale e riscatto, mostrando come lo sport possa fungere da strumento di cambiamento e di speranza per chi vive in contesti difficili.

Questa dimensione rende la storia particolarmente significativa e attuale

400 pagine dall’elevata profondità culturale, perché si evince anche dal titolo  il titolo stesso, Il canto del thai boxer, suggerisce un’attenzione alla tradizione, ai rituali e all’identità dei combattenti, elementi centrali nella cultura della Muay Thai.

La prosa di Ben Temine è descritta come vivace e coinvolgente, capace di trasmettere l’emozione e la tensione degli incontri di boxe, ma anche la profondità dei sentimenti dei personaggi.

La scrittura è molto  curata.

Mehdi Ben Temine  è nato a Firenze nel  1986.

Ha esordito a 24 anni con un romanzo di fantascienza, Fantasmi e ghiacciai. Si è cimentato successivamente nel mondo del cinema come regista e sceneggiatore di cortometraggi, documentari, spot e videoclip e ha collaborato con giornali e blog scrivendo articoli e recensioni di cinema. Nel 2016 pubblica il secondo romanzo, Giglio Nero, vincitore di vari concorsi. Nel 2017 ha collaborato alla scrittura di I Luoghi di Lovecraft. Ha tenuto il corso di Sceneggiatura presso l’Accademia FMA per diversi anni. Nel 2021 è co-fondatore insieme a Stefano Rossi del Movimento Letterario Gli Scapestrati. Insieme pubblicano “Miseria Ladra – Una disavventura di Santi & Pollastri” (disponibile su Amazon), vincitore del concorso letterario “Argentario”. Nel 2023 esce il suo ultimo romanzo, sempre su Amazon, “L’Alveare dei Sogni”.

Caterina Sorbara

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