A Vibo Valentia, probabilmente, la politica ha bisogno di ricorrere ad uno scatto d’orgoglio per riprendere il proprio percorso ideale nell’impegno a saper bene amministrare la cosiddetta cosa pubblica. Per dirla alla Berlusconi il teatrino della politica, a Palazzo “Luigi Razza”, nella sua ultima seduta del 27 agosto u.s. ha dimostrato una inaspettata sofferenza sul piano dell’atteggiamento nel consueto confronto politico amministrativo. A prescindere dalla natura degli argomenti messi all’ordine del giorno del Consiglio Comunale quello che è emerso lascia un po’ perplessi e sicuramente invita ad una severa riflessione. Ed è positivo, intanto, che alla sorprendente seduta dei lavori non abbia partecipato il pubblico, come al solito scarsamente presente seppur interessato agli argomenti in discussione. L’Assemblea, questa volta, alla sua conclusione, ha lasciato l’Aula con più di un peccatino di coscienza, originando delusioni e malumori . L’Associazione storico culturale “Ali di Vibonesità” interviene su questa pagina discutibile convinta di dover offrire il suo libero contributo sul piano del dibattito che si svolge su quel che accade e non accade nel territorio.
Su quanto accaduto ha scatenato l’amaro in bocca l’intervento di un collega che si è posto un serio e giusto quesito: la Sala Consiliare di Palazzo “Luigi Razza” è un Mercato o un Consiglio Comunale ? Un interrogativo che non lascia spazio a scusanti di sorta e che invita, senza sconti, la classe politica a rispettare la sacralità dell’Aula in seguito agli effetti di un disordinato comportamento in aula, dovuto a qualche intervento che sembra avere a che fare con il normale andamento dei lavori. Sorge evidente che all’Assemblea comunale di Palazzo “Luigi Razza” non può essere consentita nessuna deroga all’applicazione della normativa della legge comunale che disciplina il corso dei lavori della stessa massima assise comunale.
Non è consentito a nessuno travalicare il normale percorso e derogare, come detto, al rispetto della legge comunale. Ogni Gruppo consiliare, ogni consigliere comunale ma soprattutto i detentori di incarichi guida nell’esercizio dei lavori hanno il sacrosanto obbligo di attenersi alla pratica della buona disciplina dei lavori.
Per “Ali di Vibonesità” quanto avvenuto è evidentemente frutto di un confronto politico amministrativo che è scivolato oltre le regole. Attraverso le numerose interruzioni e alzate di tono di voce, sono state calpestate, inconsapevolmente, le regole della serena discussione, propiziando il caos ed un cattivo modo di dialogare sui seri problemi che riguardano la vita della città. E’ il caso di ricordare a chi ha memoria corta che le riunioni consiliari di Palazzo “Luigi Razza”, soprattutto di qualche decennio non lontano, hanno sempre contribuito a rendere prestigioso e di sicuro effetto il dibattito consiliare affidato a cittadini che hanno sempre espresso il massimo impegno verso la soluzione dei problemi. L’attuale Consiglio Comunale, composto da cittadini che nel 2024 hanno avuto la delega per amministrare il servizio pubblico, ha sempre dimostrato di essere all’altezza del compito di poter assolvere con assoluta responsabilità e concretezza al mandato popolare, seppur talvolta in difficoltà per motivi non dipendenti dalla propria volontà.
“Ali di Vibonesità” auspica che quanto accaduto il 27 scorso rimanga isolato nelle rare pagine degli “incidenti di percorso occasionali” e che il Consiglio Comunale recuperi la condizione di sempre propiziando nuovi e convincenti spunti per portare i cittadini ad assistere alla discussione su come si analizzano e superano i problemi di tutti i giorni. In sostanza al Consiglio Comunale non può che tornare più che utile contare sulla presenza, oltre le transenne, del cittadino che deve abituarsi a star vicino e collaborare, più di quanto non faccia oggi, con l’Amministratore a cui ha affidato la delega per rappresentarlo.



