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Provinciale 23, la gente non accetta la chiusura e rilancia

La risultanza del sopralluogo di Carlo Tansi, responsabile regionale della Protezione civile, effettuato lunedì sulla strada provinciale 23, non ha lasciato indifferente chi quella strada la percorreva quotidianamente.

Il problema avrebbe raggiunto il limite. Sino ad oggi, infatti, si sarebbero messe delle “toppe” alle numerose criticità che si sono presentate anno dopo anno, ma non è ancora chiaro quale sia il piano di prossima attuazione da parte degli Enti competenti e con quale criterio si voglia intervenire.

La parola “fine” messa da Tansi alla questione “riapertura al traffico”, non va giù. C’è rabbia e sconforto fra i piccoli commercianti le cui attività, bar, negozi e ristoranti, lavoravano sul pendolarismo di passaggio, ma dopo la chiusura dell’arteria avrebbero visto diminuire di circa il 50 per cento i loro introiti con lo spettro, per molti, della chiusura.

“Adesso attendiamo l’arrivo del nuovo prefetto – affermano i componenti del comitato spontaneo di cittadini “Strada del mare” – andremo lì a protestare. Chiunque veda per la prima volta quella strada prova paura, così come è successo a Tansi il quale ha sbagliato qualcosa. Infatti, i 17milioni di cui parla si riferiscono all’intera Strada del mare, da Pizzo a Rosarno. Solo 1,5milioni sono stati pesi, invece, a Joppolo.  Il responsabile della Protezione civile, poi, insiste sull’ultimare il progetto originario con barriere paramassi e reti. Per noi sono soldi persi perché nel tratto critico sono presenti 3-4 chilometri che necessitano di rete e per questi lavori sarebbero necessari fior di milioni. E’ urgente, invece, riprendere i lavori della galleria per una soluzione definitiva. Con la rete, i chiodi dopo qualche anno inizieranno a sganciarsi di nuovo e poi non ci sarà manutenzione. La galleria aperta che guarda a mare, invece, che ha attualmente il 90 per cento dei pareri è il male minore”. Il comitato insiste anche per la riapertura estiva della strada, “a memoria d’uomo – dichiarano -, non è mai accaduto nulla di grave come attesta anche l’ordinanza di chiusura della Provincia”.

“Noi ci siamo sempre battuti per la messa in sicurezza della strada e non per l’apertura a prescindere – afferma Domenico Lo Bruno, uno dei 200 firmatari della petizione inviata al prefetto per chiedere un suo intervento –. Ci auguriamo che dopo l’intervento di Tansi, Provincia e Regione accelerino le procedure per mettere in sicurezza la strada utilizzando i fondi rimasti dall’intervento numero 14, Apq Calabria, che dovrebbero aggirarsi intorno ai 13mila euro in modo da restituire tranquillità ai pendolari e agli altri utenti che l’attraversano. Su questa problematica noi continueremo a vigilare e combattere anche perché lo facciamo da 25 anni”.

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