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Provinciale 23, il comitato “Strada del mare”: “si può e si deve valicare la questione tecnica della Sp 23”

“Siamo preoccupati di cosa succederà adesso. Ci sono voluti 4 mesi per trasformare un impegno della Regione in atto ufficiale, ma le riprese di questo kolossal non sono neppure iniziate”.

E’ il timore di Giovanni Capua del comitato “Strada del Mare”, dopo le determinazioni relative alla Sp23 assunte dal tavolo tecnico tenuto in Prefettura che ha avvallato la “proposta Tansi”, la realizzazione, cioè, di interventi mirati di consolidamento del costone sovrastante il tratto Joppolo-Coccorino. Il Comitato, però, sperava nella riapertura al traffico dell’arteria, almeno per la stagione estiva, “ma nessuno ha inteso prendersi questa responsabilità” secondo Capua.

Giovanni Capua

“Come dichiarato sin dal primo giorno – dichiara – noi del comitato Strada del Mare (VV) siamo seriamente preoccupati di cosa succederà fino al completamento dei lavori che prima o poi dovranno pur cominciare. Nessuno ha azzardato previsioni certe sulla durata dei lavori di messa in sicurezza della Sp23 e questo è già un fatto molto esplicativo.  Quattro mesi sono passati solo per trasformare un impegno della Regione Calabria in un atto ufficiale; è da aprile che si parla di cabina di regia, ma le riprese di questo kolossal non sono neppure iniziate. Come comitato Strada del Mare (VV) abbiamo sempre diviso gli interventi a breve termine da quelli a lungo periodo, e se gli ultimi si stanno delineando, coi primi siamo a zero”.

Nonostante il prefetto Giuseppe Gualtieri abbia avvallato la possibilità di apertura con ordinanza provinciale o sindacale, nessuno, secondo Capua, si sarebbe preso questa responsabilità. “Nel consiglio comunale di martedì -dichiara -, si è tirata fuori la storia che la Protezione Civile che ha stabilito la pericolosità dell’arteria (complimenti, bastava alzare lo sguardo la scorsa estate dopo gli incendi per come scrissi io stesso su questo giornale il 23 Agosto 2017). Il sindaco Carmelo Mazza ha anche esordito, sia in consiglio che in Tv: “se un esperto porta una relazione tecnica positiva io la apro subito” come se le relazioni le portasse la cicogna e non fossero da lui stesso commissionabili. La vera questione è la consapevolezza che nessuno mai firmerà una perizia tecnica che va in direzione opposta a quella della protezione civile regionale. Questa frase stessa è un parafulmine, perché nonostante durante l’intervento in consiglio comunale, il sindaco abbia affermato di “conoscere bene gli articoli 50 e 54 del Tuel”, vincola l’apertura a motivi tecnici e non a fattori contingibili e urgenti per i quali è esclusivamente competente. Mi spiego meglio: seppure Tansi avesse sostenuto che la strada fosse tranquillamente percorribile senza pericoli, il sindaco di Joppolo per questa motivazione non ne avrebbe mai potuto ordinare l’apertura, proprio perché non rientra nei suoi poteri”.

La proposta del comitato spontaneo di cittadini è abbastanza semplice. “Premesso che è incontestabile che ci sono pericoli, la Sp 23 presenta una frana ogni 5 anni, ovvero un 20% annuo di probabilità di incidenti secondo un approccio deterministico. Bisogna precisare che nessuno dei terremoti di quest’ultimo mese ha causato cadute di materiale dal versante a monte, stesso discorso pure per le piogge abbondanti che hanno tra l’altro rinvigorito di molto la vegetazione. Passiamo perciò a valutare complessivamente tutti i rischi a cui si sottopongono residenti, lavoratori e turisti, chiudendo la Sp 23 e facendo passare tutto il traffico veicolare costiero sulla Sp 25. Il percorso secondario è oggettivamente angusto e pericoloso, difatti non sono presenti parapetti, sufficiente segnaletica verticale e non esiste la segnaletica orizzontale. Si allungano i tempi di percorso per:

  • 118 (Joppolo ora si raggiunge da Nicotera); la scorsa settimana un’ambulanza ha impiegato 1 ora per raggiungere Joppolo. Ci sono gravi rischi costanti e oggettivi per la salute e non occorre citare l’art. 32 della Costituzione.
  • Forze dell’ordine, basta riflettere sui recenti omicidi di Limbadi, la compagnia CC di Tropea deve raggiungere i territori oltre Coccorino celermente; non solo, c’è una sola volante e visti i tempi di percorrenza del tratto sopraelevato Coccorino è di fatto isolato.
  • Vigili del Fuoco, non potranno estinguere gli eventuali incendi della pineta costiera e saranno costretti a percorrere con i loro mezzi pesanti anche la sp25;
  • Scuolabus, ogni giorno i bambini dovranno attraversare quel percorso secondario tanto odiato.

Se malauguratamente scoppiasse un incendio sotto la sp25 intensamente trafficata, cosa accadrebbe? Come farebbero le automobili a fare inversione?”

Ci sono mille modi per dimostrare che la pezza è peggiore del buco, secondo Capua, che tutti questi rischi non sarebbero comparabili al venir giù di una pietra ogni 5 anni. Per tutti questi motivi, a causa dell’elevato traffico estivo (da cui la contingibilità ed urgenza) “sulla Sp 25, si può e si deve valicare la questione tecnica della Sp 23, perché quando si parla di sicurezza e ordine pubblico, il sindaco è la massima autorità sul territorio, il rischio zero non esiste su queste strade, bisogna scegliere appunto quello minore. Non si può nascondere che da questa ordinanza ne trarrebbero beneficio tutti i commercianti e una volta creato il precedente, sarà replicabile anche le prossime estati. Ci sono problemi sociali in questo comune, se non si assumono questi provvedimenti ora, le poche attività commerciali falliranno in breve tempo e il contesto si degraderà inevitabilmente; questo non deve avvenire. Come requisiti sostanziali dell’ordinanza proponiamo:

  • la temporaneità dell’apertura (estiva)
  • il collegamento al bollettino meteo della Protezione Civile (piove molto = si chiude il passaggio)
  • la predisposizione di segnali di pericolo caduta massi ambo i lati con indicazione del percorso alternativo per chi non volesse avventurarsi (la sp25 sarebbe in tal modo decongestionata)
  • la vigilanza
  • l’eventuale prescrizione di orari”.

Elementi, per Capua, di per sé sufficienti a mitigare il rischio per le persone. “Smettiamola – conclude – di nasconderci dietro a un dito, “la strada è questa”. A dimostrazione di quanto crediamo alla attuabilità della nostra proposta, davanti ai consiglieri comunali Scaramozzino e Vecchio e al vice presidente del consiglio Preiti, abbiamo azzardato durante la manifestazione di domenica scorsa la nostra disponibilità a firmare tale ordinanza; a Joppolo difatti mancava il vice Sindaco dalle dimissioni della Mangialardo, avvenute oltre due mesi fa. Per tutta risposta il giorno seguente il sindaco ha attribuito al già assessore Dino Sterza, le funzioni di vice sindaco; i commenti li lasciamo ai lettori”.

Guido Ventrice

Contrario alla decisione adottata dal consiglio comunale anche l’ex vice-sindaco Guido Ventrice. “Il consiglio Comunale di Joppolo è divenuto, oramai è evidente, un’appassionata esibizione di mediocri commedianti. La legittima proposta di un consigliere comunale di dare impulso politico all’azione del sindaco, affinché emani un’ordinanza per regolamentare e riaprire alla circolazione veicolare la strada provinciale 23, è stata bloccata, senza portarla scandalosamente a votazione, in maniera disgustosa dall’atteggiamento del presidente del consiglio comunale, dal sindaco e persino dall’avallo del segretario comunale che non ha ritenuto opportuno esprimersi in maniera adeguata e secondo le proprie funzioni. La proposta di deliberazione non era improntata all’emanazione di un’ordinanza che resta, così come vuole la legge, prerogativa del sindaco, ma intendeva recepire la volontà politica di ogni singolo consigliere in ordine alla possibilità di riaprire o meno la Sp 23, dopo le necessarie verifiche tecniche del caso. L’atteggiamento posto in essere nella seduta consiliare di martedì ha palesemente manifestato la mancanza di volontà da parte del sindaco e della sua maggioranza, persino, ad esprimersi rispetto ad una proposta di deliberazione, prediligendo di scansare le responsabilità di cui un’amministrazione dovrebbe farsi carico e preferendo il solito chiacchiericcio filosofico scevro di qualsivoglia azione concreta. Si preferisce prendere in giro la popolazione con le solite passerelle, con le solite promesse e con l’emanazione di “atti d’impulso” che nulla hanno da invidiare alla più pregiata “carta igienica” . Del resto non sembra proprio che con tali elementi possa manifestarsi scarto tra impegno e rendimento”.

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