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E’ morto Ezio Bosso

Da sempre quando penso alla creazione del mondo, la mia fantasia mi porta a pensare che Dio dopo aver creato il mondo, quando si sedette per riposarsi, vedendo la bellezza del mare, dei monti, della luna , delle stelle, dei fiori, si commosse fino alle lacrime.

Da quelle lacrime (che io chiamo “Scintille di Dio”) nacquero la musica, la pittura, la poesia e la danza.

Senza queste preziose ”scintille” le nostra anime non potrebbero mai toccare l’infinito.

Ebbene oggi una di queste “scintille” ha perso un dolce  angelo: Ezio Bosso, pianista e direttore d’orchestra, morto a Bologna a soli 48 anni.

Ezio Bosso nasce a Torino il 13 settembre 1971 e già a soli 4 anni si avvicina alla musica grazie a una prozia pianista e al fratello musicista.

A 16 anni si esibisce come solista in Francia ed inizia  a girare con  le orchestre europee.

Dopo un po’ arriva  all’Accademia di Vienna che lo lancia sulla scena mondiale.

 Una  splendida carriera, fermata solo dalla scoperta della malattia.

Dopo una pausa forzata Bosso inizia un’ intensa attività concertistica fino a quella che viene considerata “la tournée di musica classica più importante della storia italiana”

Tournèe che lo vede protagonista di una lunga serie di trionfi alla testa di alcune delle migliori orchestre italiane e internazionali.

 Bosso  ha ricevuto due nomination al David di Donatello per le musiche di “Io non ho paura” nel 2004 e  per “Il ragazzo invisibile” nel 2015. Indimenticabile la sua interpretazione di “Following a bird” sul palco di Sanremo nel 2016.

Nonostante le malattie, (nel 2011 ha subito un’operazione al cervello per l’asportazione di un tumore e soffriva anche di una sindrome autoimmune) ha continuato a suonare, comporre e dirigere. Successivamente, nel settembre 2019 il peggioramento della sindrome lo ha costretto  ad interrompere l’attività di pianista, avendo compromesso l’uso delle mani.

 Il 13 maggio, Ezio Bosso si è raccontato a Fausto Pellegrini, in una diretta su Rainews 24 ed ha commentato la fase che stiamo vivendo- far ripartire la musica non ci vuole molto, ha raccontato. Ma è necessario un progetto che parta dalla consapevolezza che stiamo parlando di un bisogno primario dell’uomo. –

Le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata.

Addio grande maestro, che la terra ti sia lieve.

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