Sezione ANPI Nilde Iotti: “Il diritto alla critica non può divenire strumento di delegittimazione etica e professionale” Contro Filippo Sorgonà una campagna mediatica denigratoria dai toni inaccettabili

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Articoli pieni di inesattezze e degradanti; fake news; attacchi diretti alla persona: su Filippo Sorgonà, recentemente, abbiamo assistito a un fenomeno che riteniamo doveroso segnalare all’opinione pubblica cittadina. Non si tratta della normale dialettica politica, elemento essenziale della democrazia, né del diritto di critica esercitato dalla stampa che, a nostro avviso, va sempre tutelato e difeso in quanto sancito costituzionalmente. Si tratta, piuttosto, di una grave distorsione della rappresentazione dei fatti e dei soggetti; ovvero di una sistematica personalizzazione del confronto politico concentrata su una singola persona.

Nel corso dell’ultimo anno, con particolare intensità durante l’ultima campagna elettorale, abbiamo registrato una rilevante sequenza di articoli su Filippo Sorgonà: candidato della lista Reset e figura impegnata da molti anni nel giornalismo, nella comunicazione istituzionale, nella promozione culturale e nell’impegno civile e sociale della città.

Non contestiamo il diritto di esprimere opinioni, né quello di formulare critiche anche severe. Condanniamo, invece, una modalità comunicativa che, attraverso la reiterazione nel tempo di una medesima narrazione, ha finito per produrre una rappresentazione pubblica fortemente sbilanciata e spesso degradante della persona e del suo percorso professionale.

Un’intervista a Sorgonà, pubblicata in un format social ieri, ha finalmente restituito alla collettività un profilo coerente del suo percorso, della sua formazione, delle sue competenze e della sua professionalità; aspetti che, a nostro avviso, erano stati sistematicamente eclissati, contribuendo a una rappresentazione parziale della sua figura davanti all’opinione pubblica.

L’effetto cumulativo generato da una lunga sequenza di pubblicazioni ha progressivamente alimentato un clima di delegittimazione attorno a una persona e a un professionista.

Una figura frequentemente identificata non attraverso la propria reale storia professionale, le proprie competenze, le proprie esperienze documentabili o il proprio percorso lavorativo, bensì attraverso rappresentazioni soggettive di tali aspetti utilizzate come strumento di attacco politico e personale.

Riteniamo che l’abuso di questa prassi ha consolidato nell’opinione pubblica un’immagine etica e professionale che non corrisponde alla realtà dei fatti.

Gli effetti di questo processo sono oggi percepibili nella diffusione di pregiudizi, giudizi sommari e convinzioni maturate da persone che spesso non conoscono direttamente il soggetto interessato né la sua storia professionale; elementi che possono avere conseguenze rilevanti tanto nella vita privata quanto nelle relazioni sociali e lavorative.

Particolarmente preoccupante appare il fatto che tale esposizione pubblica abbia spesso generato, negli spazi destinati ai commenti dei lettori e nei social network, reazioni caratterizzate da aggressività verbale, insulti, delegittimazione professionale, accuse prive di riscontro e, in alcuni casi, espressioni che travalicano il normale dissenso politico.

Non possiamo ignorare che la reiterazione di una determinata rappresentazione pubblica abbia finito per alimentare un clima ostile che ha esposto una persona a forme di gogna mediatica incompatibili con un confronto democratico equilibrato.

Sorgonà, da nostro iscritto nonché dirigente, ha sempre offerto contributi significativi alla promozione dei valori costituzionali attraverso convegni, presentazioni di libri e iniziative pubbliche; ricevendo sempre apprezzamenti e stima.

Per tali motivi, in un clima generale e nazionale caratterizzato da un crescente sdoganamento dell’odio e della violenza verbale, lanciamo un appello alle forze civili e democratiche affinché vi sia un impegno concreto e comunitario nella difesa dei diritti costituzionali e della libertà di stampa, nel rispetto della deontologia professionale e della legge; affinché tali principi non si trasformino mai nel loro opposto: ovvero nella pretesa di poter disporre della reputazione di una persona perché considerata un avversario politico.

Reggio Calabria 19 giugno 2026

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