Lunedì 6 luglio 2026, il Museo Diocesano di Nicotera riaprirà ufficialmente al pubblico.
La cerimonia inaugurale è in programma alle 18.30 e si svolgerà alla presenza del vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Attilio Nostro, del sottosegretario al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, di Giuseppe Mangialavori, presidente della Commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera, dell’assessore regionale Antonio Montuoro, del consigliere regionale Vito Pitaro, del presidente della Provincia di Vibo Valentia, Corrado Landolina e del sindaco di Nicotera, Giuseppe Marasco.

Nel corso della cerimonia, su iniziativa del vescovo e con il parere favorevole del consiglio episcopale, il complesso museale sarà intitolato a monsignor Domenico Tarcisio Cortese, figura rimasta nella memoria della comunità diocesana per il segno lasciato nel suo ministero e per l’impegno profuso nell’ampliamento e nella valorizzazione del museo.
Il museo, sorto nel 1975 per volere di monsignor De Chiara grazie all’interessamento di monsignor Salvatore Belluomo e alla preziosa e fattiva collaborazione di Natale Pagano, ebbe un notevole impulso proprio durante l’episcopato di monsignor Cortese che ne promosse l’ampliamento attraverso la riorganizzazione degli spazi, l’aumento delle sale espositive e la creazione della pinacoteca.
La riapertura del complesso museale rappresenta un momento importante per tutta la comunità diocesana e per l’intera città di Nicotera. Allocato all’interno del trecentesco palazzo vescovile e del secentesco palazzo del Seminario, il museo diocesano di Arta Sacra di Nicotera, divenne da subito il fiore all’occhiello dell’intera Diocesi di Mileto–Nicotera–Tropea, nonché della provincia di Vibo Valentia e della Calabria. Il museo era meta continua ed ininterrotta di vacanzieri, turisti, ricercatori, studiosi e scolaresche. All’interno è custodito un vero è proprio tesoro. La biblioteca vescovile con oltre 12mila volumi, molti del 1500 e del 1600, la Pinacoteca vescovile, unica in Calabria, l’Archivio vescovile ricco di miglia di manoscritti dal 1513 in poi, la sezione numismatica con oltre
1400 monete dal quinto-quarto secolo a.C. al ventesimo secolo, la sezione etnografica. Il museo è suddiviso in sei sezioni comprendenti i marmi datati dal secondo-terzo secolo d.C. al diciannovesimo secolo, granito dall’undicesimo secolo al diciannovesimo secolo, argenti dal tredicesimo secolo al diciannovesimo secolo, paramenti sacri dal diciassettesimo secolo al diciannovesimo secolo, statuaria dal quindicesimo secolo al diciannovesimo secolo, manoscritti dal sedicesimo secolo al diciannovesimo secolo. Da subito l’originalità del museo ha avuto facile presa sui pochi visitatori iniziali. Infatti, è stato il primo museo di Arte Sacra ad essere istituito nella regione Calabria, per cui la sua fama, in breve, ha raggiunto risultati sorprendenti ed efficaci.
Chiuso al pubblico da diversi anni, per sensibilizzare le parti interessate alla riapertura, numerose sono state le battaglie messe in atto. Ultimo un sit-in promosso da numerose associazioni del territorio, ad agosto dello scorso anno, in occasione del cinquantenario dall’apertura del Museo. (https://mediterraneinews.it/2025/08/29/successo-a-nicotera-per-la-riapertura-del-museo-diocesano-di-arte-sacra-serata-incantevole-con-lorchestra-giovanile-di-laureana-di-borrello)




