Odori sgradevoli che, in una località di mare, rischiano di compromettere le serate e le mattinate estive di chi vive nella frazione Marina e villeggianti.
A denunciarlo, l’ex consigliere comunale Antonio D’Agostino (Movi@Vento), tramite una lettera inviata al sindaco, Giuseppe Marasco, all’Arpacal e all’Asp.

“Dopo quello della pineta interdetta ai cittadini e senza alcuna traccia di messa in sicurezza, un ulteriore problema ambientale – afferma –. Cattivi odori provenienti quasi sicuramente dall’impianto di produzione di gas dell’azienda “Fattoria della Piana”, ubicata in contrada Sovereto del comune di Candidoni; gas che si originano dalle deiezioni animali, usate copiosamente per la concimazione dei campi della stessa azienda ed ai quali si sommano quelli di natura chimica, impiegati da altri soggetti, proprietari dei numerosi terreni posti a ridosso della costa; fertilizzanti che, in anni recenti, sono stati additati come causa certa della fioritura algale da parte dei vari organi competenti, in primis, dalla task force nominata dal presidente della regione Roberto Occhiuto”.
Il fenomeno degli odori sgradevoli, si manifesta con particolare intensità nelle prime ore del mattino e di sera, quando la brezza di terra li convoglia verso il centro abitato, rendendo particolarmente difficoltosa la permanenza all’aperto e, spesso, anche l’apertura delle finestre delle abitazioni.
“A nulla – dichiara l’ex consigliere – è peraltro servita l’ordinanza emessa nell’inverno scorso, dal sindaco di Nicotera, che vietava qualsiasi spandimento di concime, essendo sul piano normativo mal strutturata. La verità è che, in mancanza di adeguati controlli sul rispetto della normativa esistente, che limita i quantitativi di azoto da sversare nei terreni, con particolare riguardo alle aree zone vulnerabili ai nitrati (Zvn), qual è la nostra, il problema non potrà avere mai soluzione”. Per D’Agostino, le ricorrenti molestie olfattive rendono urgente, da parte delle autorità destinatarie della comunicazione, la verifica della corretta gestione dell’impianto e l’effettiva adozione di tutte le misure tecniche obbligatorie e necessarie ad evitare la dispersione nell’atmosfera dei gas prodotti. “Ciò – afferma – al fine di eliminare o ridurre il disagio subito dalla popolazione, alla quale è peraltro dovuta l’informazione degli esiti di detti accertamenti al fine di garantire la massima trasparenza e la tutela della salute pubblica e della qualità della vita”.



