Sono Giuseppe De Pietro, ero da poco tempo ritornato in Italia, nel ’71, proveniente dall’Argentina. In quel periodo in Marina di Nicotera c’era fermento; nasceva il complesso turistico Gioia del Tirreno dove vi erano piccoli residence dalle linee squadrate, immersi in cortili-giardino e connessi da morbide scale a una galleria su tre livelli. Passaggi pedonali protetti da archi con fiori e rampicanti. Una rete di dune a far da schermo tra le aree comuni (piscine, campi sportivi, arena spettacoli). Una fitta pineta e una spiaggia bianchissima con acque trasparenti. Diventato nel tempo un ecosistema mediterraneo consolidato, un tassello ecologico prezioso nella fascia litoranea. Ormai nella Costa degli Dei tutto è allo stato di abbandono.
Nicotera dopo la parentesi progressista è finita nelle mani di una classe dirigente vecchia, con poca visione turistica che, stagione dopo stagione, stava trasformando la politica locale in gestione del potere, degli interessi e delle clientele, del resto è questo il volto del Sud Italia. È il risultato di decenni di amministrazione miope, con poca cultura, con la possibilità di dare poco spazio ai giovani, di responsabilità eluse, di problemi mai risolti e di un territorio progressivamente abbandonato a sé stesso. Nicotera non si governa, ne diventa più bella riempiendola di macchine, è un borgo antico, come tale va mantenuto, ai viaggiatori è quello che interessa. I turisti non debbono venire a votare questo o quello per far piacere a qualcuno. Quando si arriva a questo punto, parlare semplicemente di “mala amministrazione” rischia persino di essere riduttivo, con una classe dirigente che, per troppo tempo, ha pensato più alla propria sopravvivenza politica e alla tutela delle proprie clientele che al futuro di Nicotera. E il prezzo di questa politica, oggi, lo paga l’intera comunità. Il copione è sempre lo stesso. Se osi esprimere il tuo pensiero vieni aggredito dagli amministratori e da concittadini che, evidentemente, non si rendono conto che i danni peggiori li subisce chi sul territorio vive stabilmente e non chi, come molti di noi, vi fa ritorno un mese all’anno.Vi è l’insana convinzione che chi parla lo faccia per denigrare e/o per mettere in cattiva luce la nostra splendida cittadina. Ebbene non è così, io provo solo tanta amarezza ed è inevitabile il confronto con altri borghi antichi di grande influenza turistica come Taormina, Tropea, Diamante, Capo Rizzuto è altre località, valorizzano il paesaggio incantevole che gli altri ammirano mentre noi non abbiamo alcuna ammirazione di ciò che abbiamo. Nicotera è un territorio straordinario, ricco di natura, vicina a montagne maestose, mari splendidi, città d’arte e ottima cucina: la meta perfetta per passare un viaggio all’insegna del relax e dell’avventura. In poche parole, questo splendido borgo del sud Italia ha proprio di tutto da offrire! Con la sua costa mozzafiato è una destinazione ideale per tutti quanti, valorizzando il paesaggio, la cultura, la natura, il folclore, la cucina, l’arte ecc. una visione diversa di questo borgo antico.
Bisogna far ritornare i cittadini nel luogo di come lo era una volta Nicotera, non sono necessari tante automobili per farsi vedere in giro che: “tu non c’è l’hai, io si!” non dico andare in giro con l’asino, ma sì, valorizzare il patrimonio umano e cittadino che non è stato mai iniziato.
Nicotera diventa più vivibile quando le persone possono camminare, incontrarsi, sostare, attraversarla, viverla, andando a piedi per custodire un corpo ed una mente sana. Andrebbero considerate anche interventi legati alla mobilità sostenibile, tra cui car sharing, bike sharing e un minibus che possa essere utilizzato dalle 7 alle 20 che ci si possa muovere a Nicotera, in Marina e le vicinanze senza necessariamente l’utilizzo della macchina.
Non c’è a Nicotera gente che sa di vivere in una città più partecipata, più moderna, più attenta alla qualità urbana, ma contemporaneamente nelle facciate delle case nessun decoro, regole comportamentali sia nei restauri, sia nel degrado, che non si possono guardare, invece, avrebbe bisogno del coraggio di fare il contrario, non vigono regole. Il fenomeno delle case mai intonacate a Nicotera e più in generale in Calabria è l’espressione visiva del cosiddetto “non finito calabrese”. Questa pratica architettonica e sociale, diffusa a partire dal secondo dopoguerra, vede la presenza di edifici con mattoni rossi o blocchi di cemento a vista, pilastri scoperti e tetti incompleti. Molte case vengono costruite pensando al futuro dei figli. Si edifica il piano terra o il primo piano per i genitori, lasciando i piani superiori grezzi in attesa che i figli crescano e abbiano le risorse per completare la propria abitazione.
Gli eventi a Nicotera, ancora oggi si continua a creare allestimenti effimeri senza senso, nelle strade e piazze in occasione di feste religiose o profane che non hanno nessuna risonanza regionale, ne tantomeno nazionale, eventi già visti e rivisti in tanti altri posti. La proposta ed alcuni obiettivi: creando un comitato per approfondire la realizzazione di 4/5 eventi che riflettano la nostra storia, la nostra cultura. Ad esempio abbracciare l’epoca della dominazione saracena realizzata con professionisti, ciò potrebbe avere veramente una risonanza nazionale, con la presentazione alla stampa nazionale ed all’Associazione della Stampa Estera a Roma. Un progetto che riguardi la realizzazione di una struttura destinata agli uffici comunali, con spazi per le attività culturali ed istituzionali. Un’amministrazione può costruire un edificio perfettamente funzionale e contemporaneamente perdere una grande occasione urbanistica. Perché un’opera pubblica non dovrebbe essere valutata soltanto per ciò che contiene, ma anche per ciò che produce intorno a sé. Produce verde? Produce relazioni? Riduce la dipendenza dall’automobile? Rafforza l’identità di Nicotera? Genera attività economiche?
La Dieta Mediterranea parte della storia e della cultura della città: Nicotera se davvero vogliamo valorizzarla, dobbiamo trasformarla in politica urbana, culturale, ambientale ed economica. Una città che parla di Dieta Mediterranea dovrebbe avere una qualità dello spazio pubblico coerente con quello stile di vita. Altrimenti rischiamo di avere la cosa più surreale del mondo: un progetto finanziato per valorizzare la Dieta Mediterranea che viene discusso principalmente in termini di posti auto. Inoltre portare la Accademia della Dieta Mediterranea ad una conoscenza nazionale.
“Quale idea di Nicotera avete messo dentro questo progetto?” E soprattutto di sapere perché un progetto denominato “Valorizzazione del paesaggio culturale della Dieta Mediterranea” dovrebbe produrre semplicemente una nuova sede comunale invece di contribuire a trasformare Nicotera in una città più bella, più verde, più pedonale e più vivibile. Più alberi. Più camminabilità. Più relazioni sociali. Più prodotti locali. Più tutela del paesaggio. Meno traffico inutile. Meno superfici sacrificate permanentemente alla sosta. Meno automobili nel cuore della città. Perché ascoltare i cittadini è indispensabile, ma ascoltarli per chiedere soltanto dove vogliono parcheggiare significa trasformare la partecipazione in un sondaggio sulla sosta. Perché il vero problema di Nicotera non è che ci sono pochi parcheggi. È che da troppo tempo pensiamo alla città dal punto di vista delle automobili. E una città che vuole valorizzare la Dieta Mediterranea dovrebbe finalmente avere il coraggio di progettare per le persone. La partecipazione vera serve a decidere che città vogliamo tra venti o trent’anni. Ed è qui che la politica locale dovrebbe uscire dalla logica dell’emergenza permanente. Ha bisogno di una politica capace di immaginare quanti cittadini potranno vivere meglio domani.
Il Castello Ruffo di Nicotera non è di proprietà pubblica e non viene facilmente acquisito dal Comune o da privati a causa del costo elevato e delle difficoltà finanziarie e burocratiche degli enti locali, ma quanti sene sono spese negli anni per motivi non tanto utili? Il Castello Ruffo è uno straordinario edificio che sovrasta la città di Nicotera, e un monumento importante in Provincia di Vibo. Un luogo ricco di storia e leggende, suggestivo in tutto: già solo il suo aspetto solenne, arroccato in cima ad un altopiano come il castello di una fiaba, sarebbe sufficiente a renderlo unico. L’intera struttura, infatti, si erge sulla parte alta di Nicotera: dalle sue mura si gode di una vista straordinaria, a picco sul mare, e ai lati le spiagge che d’estate sono vivaci e ricche di turisti. Date le tante costruzioni avvenute nella storia, e dato il luogo impervio in cui sorge, la pianta del castello è irregolare. Grazie al periodo in cui il castello è stato di proprietà della Casata dei Ruffo, molti degli elementi decorativi presenti nelle stanze oggi offrono un’accurata testimonianza del periodo storico in cui vi si insediò la Casata e rendono il castello una meta da non perdere. È stato danneggiato nel tempo, non è mai stato restaurato e restituito alla vita come dovrebbe essere. Potrebbe essere oggi un importante centro culturale, sede di eventi e mostre e promozioni Eno-gastronomiche. Se parliamo di un investimento pubblico importante, bisogna che abbia una visione all’altezza dell’investimento, coinvolgendo eventualmente anche la cittadinanza con un referendum. Di sapere quale spazio pubblico nascerà. Di sapere quale rapporto esisterà tra il nuovo edificio, il centro storico, il verde e le attività commerciali. Evento in costume sullo sbarco dei saraceni a Nicotera Fu la capacità di assorbire e di mischiare diverse tradizioni, araba e nord-europea, latina e greca, il segno distintivo della conquista normanna in Calabria. Tema per una manifestazione già proposta dal sottoscritto negli anni ’80, una suggestiva rievocazione storica, arricchita da abiti d’epoca e scenografie di grande impatto.
Un evento in grado di sospendere il tempo, offrendo un’esperienza unica che coniuga valore culturale e fascino della tradizione presso la Marina di Nicotera, lato Preicciola, con lo sbarco delle barche storiche e sfilata in costumi d’epoca. Un intreccio di dominazioni, scambi e culture ha attraversato nei secoli la bella “terra di confine” che è la Calabria. Raggiungendo poi il Castello Ruffo plasmandone il territorio, gli abitati, gli usi e i costumi, la lingua e persino i piatti tradizionali che tuttora si servono in tavola. Fra gli incontri/scontri più affascinanti quello con arabi e saraceni, a Nicotera, ha contribuito senz’altro a imprimere una traccia indelebile d’Oriente su tutto il territorio regionale, da nord a sud. Gli arabi prima (IX secolo) e i turchi ottomani/saraceni poi (XVI secolo) hanno lasciato importanti testimonianze del loro passaggio, ancora oggi evidenti in un itinerario alla scoperta della Calabria araba.Il corteo itinerante percorrerà il lungomare della Marina e le vie del centro cittadino fino a raggiungere su in paese la Piazza Garibaldi, dove, si svolgerà la Festa Saracena con esibizioni di saltimbanchi, combattenti di compagnie d’armi e danzatrici del ventre. Una strategia degna della più grande tragedia greca: quando l’eroe non riesce a sconfiggere il mostro, non lo affronta; aspetta semplicemente che il pubblico si stanchi dello spettacolo, abbandoni il teatro e che il sipario cali. Infine ali castello dove terminerà tutto tra cene con prodotti locali e balli.
Sul Porto Turistico di Nicotera, ma nel tempo vi sono stati molti bla bla bla! Già cinquant’anni fa su un argomento che sta a cuore alla cittadinanza, è stato sempre motivo di discussioni politiche e non della città: il porto turistico è l’importanza della iniziativa, l’attenzione viva dell’ente per cercare di giungere ad un risultato che cambierebbe completamente il territorio, ha evidenziato l’interesse ai problemi della comunità ed all’interessamento per la realizzazione. L’idea progettuale prevedeva il risanamento e la bonifica del fiume Mesima, la realizzazione di una darsena per circa 800 posti barca, attrezzature cantieristiche, strutture alberghiere, sportive ed un campo da golf a 18 buche, oltre ad interventi qualificanti l’intero territorio che interesserebbero direttamente i comuni di Nicotera, San Ferdinando, Gioia Tauro, Rosarno e Candidoni ed indirettamente tutti gli altri comuni della Piana. Un’opera che trasformerebbe l’intera zona e che potrebbe dare, veramente, un futuro di sviluppo, crescita ed occupazione.
Giuseppe De Pietro giornalista, fotografo e scrittore di viaggi. Il suo lavoro l’ha portato in più di cinquanta nazioni: America, Europa ed Africa, di cui alcuni ha visitato più volte, soggiornando in città e villaggi del paese. Spesso fuori dalle rotte battute dal turismo, sempre a contatto con la realtà vera della gente. Col tempo il suo interesse si è rivolto anche ad altri settori come il cinema e la moda. Di recente ha scritto il libro “Nicotera, una volta” Feltrinelli Editore.





