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Nave dei veleni, “90 relitti affondati nel mar Mediterraneo”

Sarebbero ben novanta gli affondamenti nel mar Mediterraneo con relative coordinate, carico, dati dell’armatore, percorso e motivi apparenti del naufragio, secondo i sessantuno documenti forniti dal Sismi sul tema “nave dei veleni” e declassificati dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta dall’onorevole Alessandro Bratti.

Le informazioni, analisi, note e rapporti informativi dei servizi segreti militari, arrivano fino a metà degli anni 2000, e riguardano soprattutto l’attività di contrasto dei traffici illegali di rifiuti, in particolare quelli radioattivi.

Nello specifico, un documento del Sismi datato 5 settembre 1995, indirizzato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza italiano (Cesis), e al ministro della Difesa, riporta il risultato di un’analisi degli affondamenti di mercantili nel Mediterraneo dal 14 aprile 1989 al 22 luglio 1995.

L’intera documentazione, dopo la declassificazione, verrà analizzata e confrontata con gli altri atti già acquisiti dalla commissione.

Uno dei documenti declassificati è un rapporto dettagliato su Giorgio Comerio, imprenditore navale. “Il rapporto del Sismi del 21 aprile 2004 delinea la sua figura offrendo alcuni episodi fino ad oggi inediti, particolarmente inquietanti e che richiederanno un’attività di approfondimento”. Per il Servizio informazioni e sicurezza militare, Comerio “risulterebbe contiguo o organico ad una serie di traffici clandestini con particolare riferimento allo smaltimento di scorie nucleari e rifiuti tossici, riciclaggio di denaro, contrabbando di armi”. Secondo il Sismi insieme ai suoi collaboratori l’uomo sarebbe stato coinvolto nello smaltimento di “200mila cask di residui radioattivi”, per una cifra d’affari di “227 milioni di dollari”. Questo smaltimento sarebbe avvenuto, secondo il servizio segreto, nell’area di Taiwan. Ci sono, inoltre, notizie rilevanti sui traffici internazionali di rifiuti destinati in Somalia, anche in epoca relativamente recente.

“E’ solo un primo passo – ha affermato il presidente della commissione, Bratti –altri documenti diverranno pubblici presto, appena termineranno le procedure”.

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